Lazio-Juve, Gattuso: "La squadra mi ascolta, voglio che ci sia più coraggio"
LAZIOSei vittorie in sette partite, mai nessuna Lazio è partita bene come quella di Gattuso. Eppure l'allenatore biancoceleste sa che si può ancora migliorare: "Mi arrabbio quando ci viene il braccino, dobbiamo seguire sempre il nostro stile di gioco con coraggio". I motivi per essere orgogliosi però ci sono: "La squadra mi ascolta e fa quello che si prepara". Sul suo passato: "Ho fatto forse scelte sbagliate ma si vive una volta sola"
"Dobbiamo frullare". Ha le idee chiare Gennaro Gattuso, intervenuto a Sky Sport durante il Club dopo la vittoria contro la Juventus. L'allenatore della Lazio vuole una squadra che vada sempre al massimo: "Non mi piace quando ci viene il braccino dopo partite dominate come con Milan e Monza. Bisogna giocare sempre in questo modo, anche se si rischiano imbarcate". I principi sono chiari: "La palla si copre, si deve andare forte sui riferimenti, oggi abbiamo fatto bene anche col blocco difensivo basso, è stato uno step in più per noi". L'aspetto più importante è l'unione di intenti: "Parte tutto dal lavoro settimanale. Sono sorpreso da come i giocatori mi ascoltino, fanno tutto ciò che prepariamo. Bisogna solo essere più bravi nell'avere coraggio, non è una questione fisica. Il nostro stile di gioco va perseguito senza vie di mezzo, avere sempre 4/5 giocatori che pizzicano in avanti ci permette di creare occasioni più facilmente quando si ruba palla".
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"Allenare all'estero mi ha aiutato"
Gattuso alla Lazio è ripartito alla grande dopo la delusione con la Nazionale: "Una ferità che non andrà mai via, me la porterò nella bara. Una delusione pazzesca perché si stava costruendo qualcosa di buono. Gli episodi sono decisivi, da giocatore sono stato spesso fortunato e da allenatore finora ho raccolto poco rispetto a quanto seminato. Io però non mi fermo mai, sono nato settimino, ho avuto sempre il fuoco dentro e ora mi diverto più di quando giocavo". Dimenticate anche le ultime esperienze: "Forse ho fatto delle scelte sbagliate in passato, ma si vive una volta sola. Ho imparato dagli errori e sono convinto che allenare all'estero mi abbia aiutato molto, soprattutto nell'approcciarmi con i giocatori".