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Cesena, Ashley Cole si presenta: "Voglio lasciare il segno e aiutare il calcio italiano"

Serie B
foto Cesena

Dopo la sconfitta a Mantova, il nuovo allenatore del Cesena è stato presentato all’Orogel Stadium Dino Manuzzi. Dalla nuova occasione, al desiderio di lasciare la sua impronta, e magari portare nuovi elementi al nostro calcio: "Se potessi fare qualcosa per dare una svolta questo movimento sarebbe un onore"

Una grande occasione da giocarsi, i playoff di Serie B da agguantare, e una curiosità che il suo solo arrivo sulla panchina del Cesena ha aumentato a dismisura. L’esordio non è andato come si attendeva (sconfitta per 3-0 contro il Mantova), ma Ashley Cole è fiducioso di svoltare al più presto la squadra: "Questo club ha una storia propria e dei valori propri, dei valori che, prima di tutto, sono allineati ai miei. Ho vissuto un’infanzia molto umile da bambino. Ho sempre cercato di lavorare e dare sempre più del dovuto per arrivare dove sono arrivato come giocatore. Dopo i colloqui che ho avuto con Corrado, Mike, John e tutta la dirigenza del club, mi sono reso conto che condividiamo gli stessi valori e sono stato subito entusiasta quando ho ricevuto la chiamata e l’opportunità di venire qui, come ho già detto, in una realtà sana, onesta e rispettabile e sono ancora più entusiasta per il futuro".

 

"Devo dare qualcosa in cambio ai tifosi"

Mister Ashley Cole ha le idee chiare: "La cosa più importante per me è il mio background, perché il mio percorso rispecchia proprio l’anima dei tifosi del Cesena: sono una persona molto umile, con valori importanti e leali e i tifosi stanno dando tutto quello che hanno per il club, quindi ora sono io che devo dare loro qualcosa in cambio. Non appena ho saputo di questa opportunità l’ho colta al volo. La mia squadra deve rispecchiare non solo il mio modo di vedere ma deve rispecchiare il club, i tifosi e i valori dei tifosi. Spero che sabato si veda un po’ di me in campo, ma che si veda anche un po’ dei tifosi in termini di, come ho accennato, rispetto con il quale dobbiamo giocare per la maglia, per la città, per la gente e soprattutto per i tifosi. Voglio trovarmi qui tra tre mesi a parlare con voi, sapendo che c'è stato un cambiamento, che c'è positività in questo club, che c'è la sensazione che possiamo arrivare da qualche parte e possiamo essere migliori di quanto siamo ora. E questa è la cosa più importante per me: rappresentare il nostro club, la nostra città e la gente".

 

La voglia di lasciare il segno e il ko di Mantova

"Dopo aver visto il pareggio col Frosinone la mia idea era dare subito la mia impronta – ha aggiunto Cole -. Dobbiamo cambiare stile. Sfruttando la notevole duttilità di molti giocatori. Per cambiare la mentalità e ci vorrà tempo. Sono solo all’inizio del mio percorso. Se questa squadra avesse vinto le ultime 8 partite io non sarei qui – ha proseguito ColeQuindi, qualcosa non funzionava; bisogna che tutti capiamo e capiscano questo aspetto. Pertanto, io devo per forza cambiare qualcosa. Devo cercare di portare nuove idee". E sul futuro: "Arrivo qui con la massima apertura. Vorrei rimanere a lungo, certo, ma prima devo lasciare il mio segno personale". E sulla voglia di lasciare il segno anche nel calcio italiano: "Non ho pretese, ma se potessi far qualcosa per portare nuovi elementi che diano una svolta anche a questo movimento sarebbe un onore".