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Calciomercato Napoli, De Laurentiis: "Cavani? Mi chiami e si riduca l'ingaggio, andò via per soldi"

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Il presidente azzurro sul ritorno del Matador: "Guadagna troppo, se vuole venire mi chiama e si riduce l'ingaggio: quando andò via per guadagnare il triplo non si fece scrupoli. La nostra squadra è già fatta di top player". Ancelotti: "Il Napoli mi piace già così, non vanno fatte rivoluzioni"

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E' iniziata da qualche giorno la stagione del Napoli, al lavoro nel ritiro di Dimaro. Sta nascendo la nuova squadra azzurra con Carlo Ancelotti e con i nuovi acquisti, ai quali si aggiungerà sicuramente almeno un altro rinforzo. I tifosi sognano il ritorno di Edinson Cavani, ma ci ha pensato lo stesso Aurelio De Laurentiis a mettere la parola fine sulle voci che riguardano l'attaccante uruguaiano: "Edi guadagna 20 milioni ogni 10 mesi, avere lui e non far giocare gli altri sarebbe grave – ha dichiarato il presidente azzurro nell'incontro con i tifosi – Cavani ha il mio numero, se vuole mi chiama e si riduce lo stipendio e poi mi fa parlare con il PSG. So che vorrebbe tornare, ma quando è andato via per guadagnare il triplo non si è fatto scrupoli. Per il Dio denaro nessuno fa sconti. E poi un solo calciatore non basta per vincere. Higuain con noi ha fatto il record di gol, gli è servito per andare a guadagnare il doppio altrove. Top player? Siete offensivi con i calciatori che abbiamo, che sono tutti forti. Chelsea e City ci stanno violentando per portarceli via, dovete ringraziarmi perchè risposi di no a Conte quando mi offrì 58 milioni due anni fa (per Koulibaly, ndr). La squadra, dal nostro punto di vista, è fatta da top player. Ci manca un terzino che sostituisca Maggio".

"L'anno scorso campionato falsato"

Sulla corsa scudetto dello scorso anno, aggiunge: "Veniamo fuori da un calcio malato, nessuno ha il coraggio di fare un mea culpa vero. Siamo passati attraverso Calciopoli, siamo sottomessi a una centrale di Singapore che controlla il calcioscommesse nero Mondiale, che fattura 500 miliardi a nero. Non voglio fare il moralizzatore, ma abbiamo azzerato Lega e FIGC e vorrei che li ricostruissimo in maniera seria. Il campionato quest'anno è stato falsato, noi apparteniamo a quella che Totò chiamava 'la banda degli onesti'. Poi ci sono stati errori di valutazione, di capacità di utilizzare la rosa, ma qui entriamo in un discorso tecnico e non voglio riaprire le ferite che ho allontanato dai miei pensieri".

Ancelotti: "La squadra mi piace, non bisognerà fare rivoluzioni"

Con De Laurentiis, ha parlato anche Carlo Ancelotti: "Mi auguro di farmi apprezzare subito, conosco il valore della squadra e ho accettato la sfida – prosegue - Il Napoli da 12 anni è sempre in crescita, negli ultimi tre ha fatto grandi cose. Poi c'è l'ambiente, la passione. Ho parlato con De Laurentiis e Giuntoli, loro cercavano un allenatore e io una squadra e abbiamo fatto subito. Il Napoli è competitivo, non lo dico io ma i 91 punti che ha fatto l'anno scorso. Io sono aziendalista, conosco il mio club e il fatturato e so che non sono al Bayern Monaco o al Real Madrid. Un allenatore deve essere sempre aziendalista, per fare il meglio per la propria società. Scudetto perso in albergo? Non c'ero a Firenze, ma l'aspetto psicologico è fondamentale. La vittoria della Juve a Milano ha inciso sulla prestazione del Napoli con la Fiorentina, capita anche di perdere finali di Champions stando avanti 3-0". Poi sulla squadra: "La qualità dei centrocampisti è varia, alcuni hanno tecnica come Hamsik, Zielinski e Fabiàn mentre altri sono aggressivi come Rog, Allan e Diawara. Abbiamo un centrocampo completo, posso cambiare i calciatori mantenendo sempre un buon livello. Hamsik regista? Credo di sì, può farlo. Il dispendio di energie è minore, questo può dargli maggiori certezze. Diawara ce lo invidiano tante squadre. La squadra mi piace, molte volte non c'è bisogno di spiegargli tante cose perchè già le sanno. Non bisogna fare rivoluzioni. Puntiamo ad andare avanti in tutte e tre le competizioni, sarà importante far giocare un po' tutti".