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Seixas al Tour de France: "Battere Pogacar e Vingegaard? Dobbiamo essere realisti"

Ciclismo

Il 19enne francese parteciperà per la prima volta al Tour de France: "E' un sogno che si avvera anche per mio nonno e ne sono molto orgoglioso. L'allenamento in altura è andato molto bene. Abbiamo fatto un ottimo lavoro con tutti i miei compagni di squadra e alla fine abbiamo fatto delle ricognizioni sui Pirenei"

Il ritrovo nella casa in Alta-Savoia, i nonni orgogliosi che mostrano i trofei e, infine, l'annuncio: la partecipazione al Tour de France per la prima volta. Il 19enne francese Paul Seixas, predestinato del ciclismo internazionale, ha annunciato così a maggio, con un video sui social la sua partecipazione alla Grande Boucle. "È un momento speciale per loro. I miei nonni stanno invecchiando e quando si è giovani non si sa cosa potrebbe succedere. - dice Seixas in un'intervista rilasciata al quotidiano spagnolo 'Marca' - Partecipare al Tour quest'anno è speciale per me perché so che potranno guardarlo. È molto importante per mio nonno. È un sogno che si avvera per lui e ne sono molto orgoglioso". In attesa della prima tappa del Tour - sabato 4 luglio la partenza a Barcellona, poi si chiuderà il 26 nella capitale - Seixas, che farà parte del team Decathlon Cma Cgm, racconta il modo in cui si è preparato, il timore reverenziale nei confronti di fenomeni del ciclismo come Pogacar o Vingegaard, ma ammette di non avere paura e di essere consapevole dei suoi punti di forza. Sarà dura vincere la competizione, ma il ragazzo è pronto a dare il massimo e si è allenato con dedizione e spirito di sacrificio per fare del suo meglio. Scegliendo di esordire nei grandi giri partendo proprio dalla Francia, dove giocherà in casa davanti un pubblico pronto a sostenerlo. "L'allenamento in altura è andato molto bene. - spiega Seixas - Abbiamo fatto un ottimo lavoro con tutti i miei compagni di squadra e alla fine abbiamo fatto delle ricognizioni sui Pirenei e diversi tentativi sul Tourmalet, anche se non abbiamo completato l'intera salita. Si è trattato di circa 20 minuti, non dell'intera ascesa". A Pogacar ruberebbe "la forza fisica e mentale", mentre a Vingegaard "la sua abilità nella guida e la sua preparazione in gara". Però prova a smorzare l'entusiasmo del cronista, che gli chiede se riuscirà a batterli nel Tour. "Non credo. - risponde - Per ora, non è così. Dobbiamo essere realisti, e in questo momento essere realisti significa pensare a cosa posso fare per arrivare nelle migliori condizioni possibili. Questo implica gestire bene i miei sforzi durante tutto il Tour. Non direi che sia impossibile, perché nello sport tutto può succedere, ma dobbiamo anche tenere a mente che stiamo parlando di qualcuno che ha già vinto il Tour quattro volte ed è estremamente forte".

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