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Formula 1, GP Giappone: dalla possibile festa Ferrari al trionfo Mercedes

Formula 1

Mara Sangiorgio

La domenica della Ferrari a Suzuka si è improvvisamente capovolta, dalla straordinaria pole di Vettel a una gara che ha consegnato la vittoria a Bottas e il titolo Costruttori alla Mercedes. A premiare le Frecce d'Argento anche il gioco di squadra con il "sacrificio" di Hamilton 

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La festa è d’obbligo, perché la Mercedes in Giappone ha eguagliato la Ferrari con sei titoli costruttori consecutivi. Una striscia di vittorie invidiatissima che resisteva dal 2004. E in Messico, tra due settimane, potrebbe festeggiare il settimo piloti, considerando che solo Hamilton e Bottas sono aritmeticamente ormai in gioco per il Mondiale. Sembrava proprio che per la Ferrari fosse la giornata giusta per interrompere una maledizione che qui dura ormai da quindici anni. Dopo un venerdì un po’ in ombra e il sabato di pausa forzato, la SF90 in qualifica ha sorpreso e steso tutti, con un giro magistrale di Sebastian Vettel e Charles Leclerc a blindare la prima fila. Ma poi in pochi istanti tutto si è capovolto a favore della Mercedes e soprattutto di Valtteri Bottas. Il finlandese si è dimostrato un missile, bravissimo ad approfittare di un’indecisione di Vettel quando i semafori si sono spenti che ha rischiato anche una sanzione per falsa partenza. Graziato, perché il movimento visto dalle telecamere rientrava in una tolleranza accettabile del sensore. Sorpreso, forse anche da quanto successo al compagno, anche Leclerc è scattato male e cercando di difendersi ha toccato Verstappen mandandolo in testa coda, compromettendo monoposto, gara e chiudendo settimo con penalità. Alla fine in gara la Rossa si è dimostrata meno incisiva della W10 e così Bottas ha potuto volare quasi indisturbato verso il traguardo. Grazie anche al gioco di squadra Mercedes che ha sacrificato con la strategia Lewis Hamilton per lasciare che giustamente il finlandese si godesse il meritato successo. Vettel si è tenuto così stretto il secondo posto. Poteva essere una festa e invece in casa Ferrari ci sono ancora parecchi rimpianti.