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F1, GP Singapore tra passato e presente: la magia della gara a Marina Bay

Formula 1

Mara Sangiorgio

Il gran premio che si corre sul cittadino di Marina Bay è rimasta la notturna per eccellenza: evento spettacolare in un posto altrettanto spettacolare, la difficoltà mentale e fisica dei piloti tra muretti e temperature equatoriali non è banale, ma anche generalmente per le monoposto. Red Bull sempre favorita, per la Ferrari un circuito non certo amico. Tutto il weekend live su Sky Sport F1, Sky Sport Summer, in 4K e in streaming su NOW

GP SINGAPORE, LA DIRETTA DELLA GARA

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Magico e stregato, fu così il debutto nel 2008 della Formula 1 a Singapore. Edizione rimasta una ferita aperta anche per Felipe Massa che a posteriori vorrebbe un risarcimento per quel Mondiale perso poi per un punto. Occasioni da dimenticare a parte, il gran premio che si corre sul cittadino di Marina Bay è rimasta la notturna per eccellenza: evento spettacolare in un posto altrettanto spettacolare, la difficoltà mentale e fisica dei piloti tra muretti e temperature equatoriali non è banale, ma anche generalmente per le monoposto. Da quest’anno la pista è cambiata: l’esclusione di quattro curve ha reso il tracciato più corto ma soprattutto più filante e veloce. Il tempo sul giro dalle simulazioni sarà più basso di ben 8 secondi, e freni e gomme saranno sollecitati un po’ meno. Da vedere se la modifica andrà a vantaggio delle macchine più efficienti e che impatto avrà sulle strategie.

Niente che possa impensierire la Red Bull ovviamente, che si presenta da grande favorita considerando che il team austriaco ha sempre vinto negli ultimi nove Gp disputati su cittadini partendo da Gedda nel 2022, e anche qui ovviamente con Checo Perez 12 mesi fa. Il messicano, al 250^ GP, ci vuole ritentare, provando a fermare la straordinaria cavalcata nella storia del compagno Verstappen, che invece a Singapore non ha mai vinto.

Su una pista che qualche sorpresa la regala sempre gli avversari sono tutti in agguato, partendo da Alonso che sente aria di chance per la vittoria numero 33. Ferrari invece sa di sbarcare su un tracciato certo non amico, ma la speranza è di far meglio di quello fatto finora quest’anno, ovvero 4 podi su 45. Non con magie, ma con cuore e soprattutto testa.