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F1, Gp Messico: la gara vista dalla pista dell'Autodromo Hermanos Rodriguez

gp messico

Mara Sangiorgio

La parola d'ordine del weekend messicano è stata perfezione. Se Verstappen l'ha già raggiunta, la Ferrari è alla ricerca di un fine settimana senza sbavature. La prima fila aveva illuso, ma come ad Austin la partenza di Leclerc non è stata irreprensibile. Il Mondiale torna venerdì 3 in Brasile: tutto in diretta su Sky Sport F1, Sky Sport Uno, in 4K (canale 213) e in streaming su NOW

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Perfezione è stata un po’ la parola del fine settimana messicano. C’è chi c’è la già e ormai rincorre da solo numeri incredibili. C’è chi nonostante una macchina ancora non all’altezza, per ammissione dello stesso Wolff, ha fatto comunque una gara impeccabile. E chi invece ancora si deve leccare più ferite che raccogliere soddisfazioni alla ricerca davvero della perfezione. Per il presente ma soprattutto per il futuro. Non ci ha girato troppo intorno Frederic Vasseur alla fine dell’ennesima gara in cui la sua squadra partiva non solo dalla pole position ma da tutta la prima fila e si è dovuta accontentare delle briciole, in questo caso del terzo posto sul podio di Leclerc e del quarto di Sainz.

 

La partenza ha cambiato tutta la faccia di una domenica che era nata con altre aspettative ovviamente. Due su due: sia ad Austin che in Messico Charles Leclerc a semafori spenti non è stato irreprensibile e Vasseur, ma non solo lui, vuole capire il perché. Poi tra il razzo Verstappen e l’impaziente Perez Leclerc ha pagato un errore non suo e da lì in poi si è compromesso un po’ tutto. Il passo della SF-23, anche quella intaccata nel bilanciamento del monegasco, fino alla bandiera rossa era stato discreto, ma poi non c’è stata storia. Per i ferraristi sia Verstappen che Hamilton non erano alla portata e proprio su quello si sta lavorando e bisognerà lavorare in ottica 2024. I tre decimi di vantaggio che la Ferrari si ritrova sabato in qualifica, contro la Mercedes diventano di svantaggio là dove conta di più cioè in gara. La prima fila qui aveva illuso: i punti sul secondo posto nei costruttori rimangono 22 e le speranze sempre meno.