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MotoGP, GP Giappone: testa a testa Dovizioso-Marquez

MotoGp

Giovanni Zamagni

Andrea Dovizioso e Marc Marquez in pista a Motegi (foto getty)

Andrea Dovizioso mette il suo sigillo sulle Libere (bagnate) davanti a Marc Marquez e a un brillante Aleix Espargaro, con tre moto diverse nei primi tre posti: Ducati, Honda e Aprilia. Sesto Danilo Petrucci, settimo Andrea Iannone. Male le Yamaha ufficiali con Vinales 11° e Rossi 12°

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Era prevista pioggia e pioggia è stata, sia nelle FP1 sia nelle FP2, turno più veloce rispetto a quello del mattino. Nelle FP1 era stato Marquez a dominare, nelle FP2 ecco la risposta di Dovizioso, tornato protagonista sull’acqua: con la GP17 non era mai stato così veloce con le gomme “rain”. Buon segno, così come molto positiva è stata la sua risposta al tempone di Marquez del mattino (1’55”418, quasi un secondo più rapido di tutti gli altri): quinto nelle FP1, Andrea ha continuato a lavorare per la sua strada e quando nel pomeriggio ha montato una posteriore nuova, ecco l’ottimo 1’54”877, che Marquez ha solo avvicinato nel finale (è a 0”043), ma non è riuscito a battere, complice anche la 23esima caduta stagionale, a tre minuti dal termine, alla curva 4, fortunatamente senza conseguenze.

Ducati competitiva

Nel complesso, quindi, è una Ducati competitiva, con Jorge Lorenzo quarto a 0”357 dal compagno di squadra. Lorenzo è andato costantemente forte, con l’unico neo di una caduta nelle FP1, centrato dalla moto di Cal Crutchlow. Il pilota del team LCR, nono nelle combinata dei tempi, se l’è presa molto con lo spagnolo, colpevole, secondo lui, di essere rimasto in traiettoria nonostante procedesse lentamente. Crutchlow, così, ha pinzato forte, lo sterzo si è chiuso, la sua Honda è volata via e ha centrato la Ducati di Lorenzo: nella sabbia, i due si sono mandati a quel paese, comunque a posto fisicamente. L’importante è che la GP17 pare funzionare bene anche in queste condizioni, con il Dovi apparso decisamente in palla.

Marquez, punto di riferimento

Marquez, però, continua ad andare fortissimo: soltanto nei minuti finali delle FP2 ha cambiato gomme, mettendo in mostra un gran passo, come peraltro ce l’hanno anche Dovizioso e Lorenzo: al momento, sono loro tre i più veloci, senza dimenticarsi di Aleix Espargaro, ottimo terzo a 0”184 da Dovizioso. Secondo al mattino, terzo nella combinata dei tempi, Espargaro conferma le grandi qualità dell’Aprilia, dotata di una gran ciclistica, ma con un motore meno potente dei rivali. Ma con la pioggia, il telaio conta molto di più del motore, ed ecco che Espargaro può essere grande protagonista fino a domenica, perlomeno con la pioggia.

Male Yamaha, passo avanti Suzuki

I protagonisti negativi della prima giornata di prove sono stati i due piloti ufficiali Yamaha, entrambi fuori dai dieci: Maverick Vinales è 11esimo a 1”499, Valentino Rossi 12esimo a 1”558, con il collaudatore Kohta Nozane, il sostituto di Jonas Folger, 13esimo ad appena 18 millesimi da Rossi. Maio Meregalli ha fatto sapere che entrambi i piloti hanno utilizzato solamente un treno di gomme, per conservare la soffice per le qualifiche, ma ha anche ammesso che le difficoltà – soprattutto in ingresso curva – sono superiori alle aspettative. C’è da lavorare: una situazione preoccupante soprattutto per Vinales, che per tenere aperto il mondiale ha bisogno di ben altra competitività della sua M1. Buon quinto tempo per Johann Zarco, mentre la Suzuki, che ha esibito una nuova carenatura con evidenti appendici, è sembrato più veloce che in passato, con Andrea Iannone settimo a 0”737 (un giro veloce per lui) e Alex Rins decimo a 1”352: i più veloci rimangono distanti, ma può essere considerata una giornata positiva.

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