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NBA: Popovich non rientra, Messina in panchina anche in gara-4

NBA

L’allenatore degli Spurs, allontanatosi dalla squadra dopo la morte della moglie Erin, non ci sarà nella decisiva gara-4 contro Golden State. Spazio ancora a Messina, corteggiato sempre più dagli Hornets che pensano a lui come prossimo allenatore

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Gregg Popovich non sarà seduto in panchina neanche in gara-4 in quella che potrebbe essere l’ultima partita stagionale dei San Antonio Spurs, sotto 3-0 nella serie contro Golden State. L’allenatore dei nero-argento, già assente nella sfida precedente a causa della morte della moglie Erin, non ha ancora comunicato quando (e se) ritornerà con il gruppo. Spazio dunque di nuovo a Ettore Messina, impegnato a gestire una situazione complessa sotto l’aspetto emotivo e tecnico: “So benissimo che siamo in una posizione complessa, molto dura da affrontare, ma la prima cosa che dobbiamo fare è liberare la nostra mente e prendere coscienza dalle immagini di gara-3. Siamo stati più bravi di loro a segnare nei pressi del ferro, abbiamo conquistato più tiri liberi e vinto la lotta a rimbalzo. Contro una corazzata come gli Warriors la chiave è quella di puntare a eccellere, a fare sempre meglio rispetto a quanto si possa pensare di arrivare. Credo e spero che i ragazzi siano pronti a competere, non possiamo permetterci alcun tipo di frustrazione. Dobbiamo scendere in campo e dimostrare a tutti quelli che ci danno per spacciati che sono in errore”. Riuscire a resettare quanto accaduto negli ultimi giorni, in una settimana che ha messo alle corde San Antonio: “Dobbiamo scendere sul parquet lasciando tutto fuori – concorda Aldridge -, pensare solo a eseguire il piano partita. Sappiamo che può essere la nostra ultima partita e questo deve motivarci ancora di più, darci ancora più forza”. Una gara dai contorni ancora più particolari per Manu Ginobili, che in 20 anni di carriera non si era mai ritrovato a vivere emozioni di questo tipo: “Una situazione unica, non mi ero mai ritrovato ad affrontare una cosa del genere. Siamo scossi dal modo in cui può sentirsi toccato Popovich in questo momento, una figura unica non solo nella nostra franchigia, ma per tutta la NBA. Siamo in difficoltà, ma dobbiamo gestire le emozioni e far sì che diventino una spinta aggiuntiva”.

Charlotte continua a puntare su Messina: l’incontro nei prossimi giorni

Nel frattempo però coach Messina pensa anche al suo futuro, corteggiato in maniera sempre più insistente dagli Charlotte Hornets di Michael Jordan. L’allenatore italiano ha fissato nei prossimi giorni (sicuramente al termine dei playoff, che spera arrivi il più tardi possibile) un incontro con la nuova dirigenza della squadra del North Carolina per discutere della proposta che potrebbe farlo diventare il primo allenatore non di passaporto americano ad allenare una franchigia NBA. Oltre al suo nome circola anche quello di David Fizdale, scaricato dai Grizzlies e oggetto del desiderio anche di Suns e Knicks. Un testa a testa che potrebbe risolversi soltanto dopo che il domino delle panchine inizi via via a completarsi, anche se non è da escludere che l’allenatore italiano voglia continuare la sua esperienza a San Antonio iniziata nel 2014. Mai come in questi giorni in Texas c’è aria di rivoluzione per ragioni di svariata natura. L’infortunio di Leonard e la successiva guerra di nervi con il resto dell’organizzazione, il possibile ritiro di Manu Ginobili (che un altro anno di contratto però l’ha già firmato), la difficile situazione personale di Popovich. Servirà far passare un po’ di tempo prima che il quadro diventi più chiaro, così come il futuro di Messina in NBA.