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NBA, i Suns fanno la conoscenza di Deandre Ayton (e di Josh, Eric e Alejandro, i suoi tre alter ego)

NBA

La prima scelta assoluta ha fatto il suo debutto in campo a Las Vegas ma fuori dal parquet continua a far parlare di sé per una personalità sopra le righe. Che prevede anche tre alter ego da lui inventati, che Ayton racconta così...

ALLA SCOPERTA DI DEANDRE AYTON

PUMA RIENTRA ALLA GRANDE NEL BASKET: DEANDRE AYTON TRA I SUOI TESTIMONIAL

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Lo scorso 21 giugno i Phoenix Suns hanno fatto di Deandre Ayton la prima scelta assoluta al Draft 2018. Venerdì il prodotto di Arizona University ha esordito nella summer league di Las Vegas mandando a referto 10 punti e 8 rimbalzi in 22 minuti di gioco, i primi da professionista con la maglia dei Suns. In campo ha fatto una buona impressione a coach Kokoskov (anche lui al debutto) e ai suoi nuovi tifosi, fuori dal campo con ogni probabilità ha poi assunto una delle sue molteplici identità che assume a seconda delle diverse situazioni che è chiamato a fronteggiare. Secondo quanto raccontato dal magazine americano SLAM, infatti, assieme al super atleta di 215 centimetri e 114 chili capace di dominare a centro area ma anche di essere pericoloso dal perimetro i Suns hanno accolto anche non uno ma ben tre alter ego del giocatore. Il primo – racconta senza paura di essere contraddetto lo stesso Ayton – si chiama Josh ed è il personaggio (ovviamente immaginario) responsabile di far conoscere al mondo quanto incredibile sia la nuova matricola dei Suns, occupandosi quindi di tutte le incombenze – conferenze stampa e interviste – che Deandre deve affrontare con la stampa USA e mondiale. Poi nel “team Ayton” c’è anche Eric, il nuovo arrivato del gruppo: Eric è la versione di Deandre che compare quando la primissima scelta NBA ha tra le mani un po’ di tempo libero. Un campione di Fortnite, ma uno che non disdegna anche cimentarsi con NBA2K – magari nel ruolo proprio lungo dei Suns. E poi a completare l’immaginario gruppo c’è Alejandro, l’alter ego preferito da Deandre stesso e anche quello che gli tiene compagnia da più tempo. Al college, ad esempio, era il personaggio che entrava in scena “quando ero costretto a fare qualcosa di cui non avevo assolutamente voglia e allora cercavo di divertirmi in compagnia di Alejandro”. Una scena a cui gli studenti di Arizona hanno assistito più volte, allora, ha visto Ayton partecipare – invitato d’onore – a una delle mille feste studentesche organizzate dalle confraternite ma senza la minima voglia di parteciparci: ecco allora che a tutti quelli che cercavano di intavolare una discussione o anche semplicemente salutare la superstar dei Wildcats, il nostro rispondeva negando di chiamarsi Deandre ma presentandosi invece a tutti come Alejandro, cercando (per la verità con poco successo) di inscenare anche un accento latino.

Deandre Ayton sulle orme di Michael Jackson

Non è la prima volta che un giocatore NBA confessa di aver sviluppato un alter ego – il giocatore più noto ad averlo fatto recentemente è stato forse Karl-Anthony Towns, che ha raccontato dell’esistenza di Karlito, alter ego con tanto di account Twitter (@Karlito_Towns) da cui si presenta come “la voce nella testa di Karl-Anthony Towns, che lo aiuta a conquistare la NBA”. Di Ayton già alla firma del suo contratto con Puma – che lo ha scelto proprio per la sua personalità sopra le righe – si è parlato come di un personaggio metà giocatore-metà entertainer, tanto che sua madre Andrea era convinta che il figlio (prima della crescita fisica spaventosa che lo ha portato su un campo da basket) sarebbe diventato un comico, forse uno di quegli stand-up comedian così in voga oggi oltreoceano. Anche la clamorosa indipendenza di piedi del nuovo lungo di Phoenix – se si vuol credere a sua madre – deriva proprio dalla sua passione per il mondo dello spettacolo e in questo caso della musica nello specifico: “L’ha sviluppato ballando ore e ore sulle canzoni di Michael Jackson”, assicura mamma Andrea. E dal moonwalk alla prima scelta assoluta il passo (di danza) è stato breve.