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NBA, Minnesota-San Antonio 113-116: Spurs corsari in casa T’Wolves, 19 punti per Belinelli

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Senza DeMar DeRozan, gli Spurs vincono a Minneapolis regalando a Gregg Popovich la vittoria in trasferta numero 520 della carriera, raggiungendo Pat Riley. Tra i 25 punti di Aldridge e i 22 di Gay spuntano i 19 di Marco Belinelli, al suo massimo stagionale con 34 minuti

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Minnesota Timberwolves-San Antonio Spurs 113-116

Poco meno di due mesi fa a Minneapolis i San Antonio Spurs subivano la sconfitta più umiliante della loro stagione, sembrano lontanissima parente di una qualsiasi squadra allenata da Gregg Popovich in carriera. Ora invece i nero-argento sono tornati in carreggiata, come dimostra anche il nuovo record fatto registrare da Coach Pop. Sono infatti 520 le vittorie in trasferta raccolte dall’allenatore degli Spurs, pareggiando il record di Pat Riley in cima alla classifica NBA. Questa volta sono stati i 25 punti di LaMarcus Aldridge e i 22 di Rudy Gay a guidare una squadra priva di DeMar DeRozan, fermato da una caviglia dolorante. Un’assenza che ha permesso a Marco Belinelli di trovare più spazio sul parquet (quasi 34 minuti, massimo in stagione) e che l’italiano ha ripagato segnando 19 punti in uscita dalla panchina, frutto di un 5/14 dal campo (tra cui 3/8 da tre, oltre a 6/6 ai liberi) a cui ha aggiunto 5 rimbalzi, 3 assist e 2 recuperi a fronte di 3 palle perse. Sono stati i suoi due tiri liberi finali a dare tre punti di vantaggio agli Spurs, con la preghiera finale di Derrick Rose che non ha trovato il fondo della retina per mandare la sfida ai supplementari. Per San Antonio si tratta della 16^ vittoria nelle ultime 18 sfide contro i T’Wolves, in una partita comunque combattuta con 27 avvicendamenti nella guida del punteggio e 17 parità, oltre che un’enorme quantità di falli (53 personali con 67 tiri liberi complessivi).

KAT irritato con gli arbitri: "Qualsiasi cosa io dica non cambierà nulla"

Proprio i problemi di falli hanno limitato Karl-Anthony Towns a soli 21 minuti sul parquet, riuscendo comunque a segnare 23 punti prima di commettere il suo sesto. Con Robert Covington sempre infortunato, a fare le veci di KAT ci hanno pensato i 23 di Derrick Rose dalla panchina e gli altri quattro giocatori del quintetto tutti in doppia cifra, con Taj Gibson da 14+11. A tenere banco nel post-gara è però la questione degli arbitri, anche se i T’Wolves hanno cercato di non calcare troppo la mano. “Non siamo una squadra che accampa scuse” sono state le parole di coach Ryan Saunders. “Abbiamo commesso i nostri errori, ma abbiamo avuto la possibilità di vincere. Non c’entra l’arbitraggio”. Anche Towns, arrivato alla sesta espulsione per sei falli in stagione, ha cercato di minimizzare quanto successo (“Avevamo un vantaggio di 10 lunghezze e non l’abbiamo chiusa: quella è la cosa deludente che dobbiamo cambiare”) pur non risparmiandosi una velata polemica: “Risparmierò i miei soldi, perché qualsiasi cosa io dica [sugli arbitri] non cambierà nulla”.