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NBA, Antetokounmpo: "Basta chiamarmi MVP finché non vinco di nuovo il premio"

NBA

Davanti a 20.000 tifosi riunitisi all'esterno del Fiserv Forum per celebrare il premio di MVP, il n°34 di Milwaukee ha parlato della sua incredibile stagione, di un'estate pazzesca, del mercato dei Bucks e degli obiettivi futuri

ANTETOKOUNMPO: "SE VINCO DIVENTO UNA BANDIERA DEI BUCKS"

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Ore e ore di attesa per poterlo vedere da vicino, 15 minuti (non di più) per festeggiare assieme. La festa organizzata all’esterno del Fiserv Forum per festeggiare con tutta la città il premio di MVP di Giannis Antetokounmpo non è durata più di un quarto d’ora – dalle 3.15 alle 3.45 di domenica pomeriggio, 14 luglio (proclamato ufficialmente il Giannis Antetokounmpo Day) – ma nessuno si è lamentato, anzi. L’entusiasmo di circa 20.000 tifosi Bucks inneggianti al loro n°34 ha portato il giocatore a fare tre richieste ai suoi fan: la prima, di accorrere in massa a ogni partita della squadra la prossima stagione; la seconda, di mettersi in posa per un selfie che il giocatore ha voluto concedersi con la folla sterminata alle sue spalle; la terza (e più importante), di non chiamarlo più MVP finché non vincerà ancora il premio di miglior giocatore NBA anche al termine della stagione 2019-20. Una richiesta che ha mandato in delirio i tifosi dei Bucks, per l’ambiziosa promessa sottointesa alla stessa frase, ma anche una richiesta che è stata immediatamente disattesa, perché i cori “M-V-P, M-V-P” sono continuati senza sosta per tutto il pomeriggio. Un DJ a ingannare l’attesa, un enorme palco con il suo ritratto e la scritta “Giannis Antetokounmpo, 2019 KIA NBA MVP”, persone ammassate ovunque, anche sulle terrazze dei locali circostanti la piazza per potersi gustare lo show di “The Greek Freak”. Che al suo pubblico ha chiesto suggerimenti sulle aree del suo gioco dove poter migliorare, dopo aver detto “di essere soltanto al 60% del suo potenziale”. “L’ho detto perché posso ancora migliorare tantissimo e riconoscerlo pubblicamente mi spinge a farlo. Ovviamente il primo miglioramento è nel tiro da fuori”, ha riconosciuto. “Quando la mia fidanzata mi dice che sono uno dei migliori giocatori NBA io divento pazzo, e le rispondo sempre che non è vero. Lo fosse, finirei per rilassarmi, perché mi conosco bene: sono una persona che qualsiasi cosa fa la fa al 100%. Se lavoro, lavoro al 100%, ma se decido di rilassarmi, lo faccio anche in questo caso al 100%, e non voglio che succeda perché voglio restare il miglior giocatore della lega ancora per tanti anni”. Un obiettivo che fa il paio con quello annunciato al microfono nel momento di abbandonare il palco (condiviso anche con i suoi tre fratelli): “Ora andiamo a prenderci il trofeo più importante”, ha urlato Antetokounmpo ai suoi tifosi, facendo ovviamente riferimento al Larry O’Brien Trophy.

“Mi sarebbe piaciuto vedere Malcolm Brogdon ancora con noi”

Sceso dal palco, Antetokounmpo ha tenuto una breve conferenza stampa in cui ha toccato alcuni temi, a partire dalla free agency dei suoi Bucks: “Mi piace il roster che abbiamo. Avrei voluto tanto vedere Malcolm Brogdon ancora con noi ma numeri e contratti non sono il mio forte: mi hanno detto che non avevamo abbastanza soldi per poterlo confermare [Brogdon ha firmato per 4 anni e 85 milioni di dollari con i Pacers, ndr] per cui non mi resta che augurargli il meglio per il suo futuro. Sono certo che farà benissimo in Indiana, mi auguro non troppo quando giocherà contro di noi: penso che abbiamo i giocatori giusti per poterlo rimpiazzare”. L’apparizione nella sua Milwaukee arriva in un’estate che lo ha già visto in Grecia (a presentare la sua nuova signature shoes), a Los Angeles e a Las Vegas: “Non ho neppure ben presente tutti gli impegni che ancora mi aspettano, e le conseguenze degli stessi. Magari il primo mese di stagione sarò ancora stanco, magari no: in ogni caso imparerò anche da questa esperienza”. Per migliorare sempre, in campo ma anche fuori.