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NBA, Kawhi Leonard ancora a riposo contro i Bucks: esplode la polemica

NBA

Per la seconda volta in due occasioni, i Clippers tengono a riposo la loro superstar all'interno di un back-to-back, ma lo fanno ancora una volta in una gara trasmessa in tv nazionale. Interviene anche la NBA: per la lega Leonard "non è un giocatore completamente in salute"

Due back-to-back, due riposi concessi dai Clippers alla loro superstar Kawhi Leonard. Dopo aver saltato la trasferta nello Utah a fine ottobre (per scendere in campo contro gli Spurs il 1 novembre), la sua assenza contro i Milwaukee Bucks – in un duello diretto tra possibili MVP con Giannis Antetokounmpo – ha però scatenato un’accesa polemica sulla presenza/assenza delle grandi superstar NBA nelle partite di cartello del lungo calendario, soprattutto quando questa coincide con gare trasmesse in televisione nazionale in tutti gli Stati Uniti. Era stato il caso di Jazz-Clippers, stessa cosa nella notte per la sfida tra Clippers e Bucks, per molti un possibile antipasto di una finale NBA. A cercare di spegnere sul nascere le polemiche è arrivato – già prima della palla a due – un comunicato ufficiale della lega che nel definire Leonard “un giocatore non completamente guarito” giustifica (e accetta) da un punto di vista di prevenzione medica la scelta di L.A. di tenere a riposo il proprio giocatore. “Per quelle che sono le politiche della lega relative al riposo dei giocatori, Kawhi Leonard oggi non è un giocatore completamente in salute e come tale viene considerato dai Clippers alle prese con un problema al ginocchio. La NBA, insieme al proprio direttore del dipartimento di medicina sportivo, è d’accordo con l’opinione della franchigia che oggi Leonard non è nelle condizioni sufficienti per giocare all’interno di un back-to-back”. Queste le posizioni ufficiali della lega e, di riflesso, anche dei Clippers, che giustificano così la scelta di rinunciare alla loro star – in una gara poi peraltro persa di misura contro i Bucks. Diverse però le parole di alcuni protagonisti, a partire dal coach di L.A. Doc Rivers, che afferma: “Kawhi si sente alla grande. Ma se si sente così è proprio perché gli stiamo concedendo questo tipo di riposi. Continueremo a farlo, non c’è la minima preoccupazione da parte nostra, vogliamo solo essere sicuri che tutto vada per il meglio”. Una posizione in linea con quanto fatto sapere dallo stesso giocatore a inizio stagione: “Kawhi stesso ha affermato di non essersi mai sentito così bene – continua Rivers – e il nostro lavoro è proprio quello di assicurarci che possa continuare a sentirsi così. È importante. L’anno scorso ha giocato molti minuti nei playoff e non è una cosa sana. Noi vogliamo solo che continui a sentirsi meglio col passare della stagione. Vogliamo che si riposi, in modo che possa guarire completamente”.

Televisioni e tifosi i più danneggiati

A uscire danneggiati da una decisione del genere – sicuramente regolare – sono soprattutto i tifosi e le tv, che ovviamente pagano alla NBA miliardi di dollari e chiedono il miglior spettacolo possibile da offrire ai propri telespettatori, anche alla luce di rating in declino dopo la scorsa stagione. Entrambe le gare saltate da Leonard erano in programmazione su ESPN, mentre è prevista su TNT la sfida della notte tra Clippers e Blazers in cui sarà regolarmente in campo l’ultimo MVP delle finali NBA con la maglia di Toronto. “Capisco il dispiacere dei tifosi, sono un tifoso di questa lega anch’io per primo – e mi dispiace”, il parere ancora di Rivers. “Ma noi dobbiamo fare quello che è giusto per i nostri giocatori. Glielo dobbiamo, fa parte dei nostri doveri. So che per un tifoso è un brutto colpo, la verità è che non c’è una risposta che possa soddisfare tutti. Possono però sempre venire all’arena per vedermi allenare…”, ha provato a scherzare il coach di L.A., ma

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