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Coby White, quarto periodo da record (e meglio di Jordan) per il rookie dei Bulls. VIDEO

NBA
©Getty

Il n°0 di Chicago è stato il protagonista del successo contro New York: silente e impreciso per tre quarti, è poi esploso negli ultimi 12 minuti, segnando sette triple in una sola frazione - record per un rookie nella storia NBA. Mai nessuno aveva realizzato così tanti canestri da lontano con la maglia dei Bulls nell'ultima frazione di gioco, nemmeno Michael Jordan

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Una, due, tre. E poi il conto è iniziato a lievitare senza rendersene conto. Coby White ha conquistato così per una notte lo United Center di Chicago, alla sua decima partita in carriera in NBA dopo essere stato scelto alla n°7 dai Bulls all’ultimo Draft. Un giocatore elettrico, divertente in campo e fuori, che è riuscito a trovare ritmo dopo tre quarti molto complicati al tiro. All’ultimo intervallo prima dell’ultima frazione infatti, erano soltanto quattro i punti a referto - raccolti con fatica dopo aver sbagliato i primi cinque tentativi della sua gara. "Ho tirato veramente male - spiega White a fine partita - ma appena ho visto il primo andare dentro, ho magicamente ritrovato il tocco e non mi sono più preoccupato". Poi infatti è arrivata l’esplosione, con sette triple a segno all’interno di un parziale da 24-2 in favore dei Bulls che ha deciso il match. Un quarto in cui tutto il pubblico di casa aveva occhi solo per lui: “Co-by! Co-by!”, il coro che lo ha accompagnato in panchina a 90 secondi dalla sirena raccogliendo così la meritata standing ovation. Una prestazione da record: mai nessun giocatore al primo anno nella Lega era riuscito a segnare sette triple in un solo quarto, aggiornando anche la storia dei Bulls per quel che riguarda i canestri dalla lunga distanza nell'ultima frazione. Un ottimo biglietto da visita, per chi gioca nella stessa squadra di Michael Jordan.

Le parole e l’abbraccio con coach Williams: “Puoi venire più spesso a vedermi giocare?”

Una serata speciale per il rookie dei Bulls, selezionato dopo l’ottima stagione alla guida di North Carolina alla corte di coach Roy Williams. Lo storico allenatore del college era presente allo United Center, felice di godersi dal vivo la super prestazione di un ragazzo cresciuto tanto anche grazie ai suoi consigli: “Prima di scendere sul parquet mi ha detto soltanto di continuare a essere il solito Coby: seguendo quella strada tutto il resto sarebbe andato a posto”. Il rookie dei Bulls è poi corso ad abbracciare proprio Williams a fine gara, raccogliendo le sue emozioni prima di concedersi all’intervista: “Cosa voglio dire al coach? Beh, se possibile di passare più spesso a vedermi giocare. Era un bel po’ di tempo che non mi sentivo così caldo”. Se lo spettacolo è questo, Roy Williams non perderà occasione per tornare di nuovo allo United Center.