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NBA, Carmelo Anthony dice tutto: “Il mio non è un dannato tour di addio”

NBA
©Getty

Dopo la firma con i Portland Trail Blazers, Carmelo Anthony è tornato in NBA e non sembra avere intenzione di abbandonarla tanto presto: "Ho pensato al ritiro in estate, ma ora non è più nella mia testa: so cosa posso ancora dare. Non ho chiesto favori agli amici per tornare in NBA, non è il mio stile"

Sono passate solamente quattro partite da quando Carmelo Anthony è tornato ad essere un giocatore NBA, ma la lunga inattività durata quasi un anno non ha cancellato la sua voglia di giocare a pallacanestro. Se non altro, essere tornato nella lega ha accresciuto ancora di più di rimanerci ancora: “Il mio non è un dannato tour di addio” ha detto Melo a The Athletic. “Il mio amore per il gioco non è finito. Non so da dove sia nata l’idea che questo sia il mio ultimo giro, io non ne ho mai parlato: so di cosa sono capace e credo in me stesso. Quando arriverà il momento di dire addio, arriverà. Ma in questo momento non sto pensando al ritiro. Ci ho pensato durante i momenti peggiori di questa estate, ma ora non è più nella mia testa. So che cosa ho ancora da dare”. Il ritorno in campo è stato definito come “una conferma” del fatto di poter fare ancora parte della lega, a dispetto di quanto è stato detto negli ultimi anni sul suo conto: “So quanto si è parlato di me, ma so anche quante persone mi hanno supportato – e il sostegno di queste ultime ha superato le negatività” ha spiegato Anthony. “La parte frustrante è quando qualcuno si inventa una narrativa e tutti gli vanno dietro senza sapere cosa è successo davvero, ma non posso controllare quello che non posso controllare”.

Melo: “Non chiedo favori agli amici, con Portland mi sono sentito a mio agio”

Non sarà il giocatore più amato dalle dirigenze, ma di sicuro Melo ha ancora tanti amici in giro per la NBA – di cui alcuni particolarmente famosi come LeBron James o Chris Paul. Secondo Anthony, però, l’amicizia e il lavoro non sono da mischiare, e per questo non ha chiesto favori durante l’ultimo anno: “Non metterei mai il business vicino all’amicizia. Non potrei farlo. Non chiederei mai a un mio amico ‘Ho bisogno di un favore, puoi farmelo?’, specialmente quando si tratta di qualcosa che non è sotto il loro controllo. Ho un sacco di amici in giro per la lega, ma non è nel mio stile chiedere loro aiuto”. Alla fine è arrivata la chiamata di Portland, dopo più di un anno lontano dal gioco: “Quando mi ha chiamato il mio agente gli ho chiesto di avvisarmi solo quando sarebbe diventato qualcosa di concreto e non solo chiacchiere. Poi mi hanno chiamato Dame [Lillard], CJ [McCollum] e Zach [Collins], e tanti altri ancora mi hanno scritto. Però doveva essere una cosa che faceva stare bene loro e faceva stare bene me. Ci siamo sentiti al telefono, ci siamo sentiti a nostro agio e abbiamo cominciato una nuova storia”.

L’assenza dell’altro grande veterano, Jamal Crawford

C’è un altro grande veterano che è rimasto fuori dalla NBA ed è ancora alla ricerca di una squadra: Jamal Crawford. Un giocatore con cui Melo si è sentito spesso nell’ultimo anno: “Jamal e io siamo sempre rimasti in contatto durante questo processo, parlando di tutto e chiedendoci perché i veterani stanno venendo emarginati. Non ho una risposta, ma ho smesso di cercare un motivo – me lo sono lasciato alle spalle. Ora penso solo a come rendere per i Portland Trail Blazers: abbiamo giocato quattro partite senza alcun allenamento insieme, solo di puro talento e capacità. Sono entrato in palestra e gettato subito nel fuoco. Sappiamo che sarà un processo lungo e non succederà tutto da un giorno all’altro: posso controllare solo quello che posso controllare”.

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