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NBA, Luka Doncic supera Michael Jordan: 19 gare in fila da 20+5+5, ma che nervosismo

NBA

Lo sloveno dei Dallas Mavericks ha continuato il suo momento d’oro individuale anche contro i Sacramento Kings, superando Michael Jordan con 19 partite consecutive da almeno 20 punti, 5 rimbalzi e 5 assist. Il nervosismo nei confronti degli arbitri durante la sconfitta lo ha portato a fare mea culpa: "Devo imparare a darmi una calmata"

Luka Doncic è la storia felice di questo inizio di stagione, nonché la più entusiasmante. Il suo talento è esploso in maniera clamorosa, portandolo a una lunghissima serie di prestazioni straordinarie tanto da metterlo nella conversazione per il premio di MVP. E ogni gara sembra metterlo sempre di più nei libri dei record: contro i Sacramento Kings è arrivata la 19^ partita consecutiva con almeno 20 punti, 5 rimbalzi e 5 assist (27+7+8 per la precisione), superando nientemeno che una leggenda come Michael Jordan, l’unico a riuscirci dal 1976 - data dell’unione tra NBA e ABA. Doncic è anche l’unico giocatore della lega a essere in top-15 per punti (terzo con 30 a partita), rimbalzi (9.8, 15°) e assist (9.2, secondo), guidando i Mavericks a un sorprendente record di 16-7 e ai primi posti della Western Conference vincendo 10 delle ultime 11 gare. E si potrebbe continuare ancora per molto: da qualunque parte la si guardi, la stagione di Luka Doncic è tra le migliori non solo di quest’anno ma di diversi anni a questa parte, specialmente quando si considera che deve ancora compiere 21 anni. Ma proprio perché è così giovane, ci sono diversi momenti in cui le sue emozioni prendono il sopravvento — mettendolo nei guai.

Il non-fischio sull’ultimo possesso che ha fatto arrabbiare Doncic

Nella sconfitta di questa notte contro i Sacramento Kings, infatti, Doncic si è scagliato contro gli arbitri per un non-fischio a suo favore sull’ultimo tiro, quello che avrebbe dato il pareggio ai Mavs al termine di una rimonta partita da -24. Lo sloveno si era già preso un tecnico nel primo quarto per proteste, e in generale in questo inizio di stagione si è lamentato parecchio nei confronti dei fischietti (nonostante i 9.3 liberi tentati a partita lo pongano al quarto posto della NBA alle spalle di James Harden, Giannis Antetokounmpo e Jimmy Butler). “So di dovermi dare una calmata” ha ammesso dopo la partita. “Sono molto competitivo: voglio vincere sempre, e questo mi porta a perdere il controllo. So da che parte devo prendere gli arbitri, ma ho così tanta passione che a volte finisco per avere torto. Ho bisogno di imparare a calmarmi e pensare solo alla prossima giocata”. 

Il tecnico del primo quarto, a un passo dall’espulsione

Al termine del primo quarto, dopo il fallo tecnico preso, Doncic era talmente furioso da costringere coach Rick Carlisle a toglierlo dal campo modificando le sue rotazioni, che di solito lo vedono tenere lo sloveno in campo fino al primo riposo lungo. Il Rookie dell’Anno in carica era però così arrabbiato da avviarsi verso la terna arbitrale formata da Pat Fraher, Brent Barnaky e Nate Green per lamentarsi ancora, costringendo il suo mentore J.J. Barea e due veterani come Courtney Lee e Boban Marjanovic a mettersi in mezzo per evitare la sua espulsione. Perfino il proprietario Mark Cuban si è dovuto avvicinare per calmare la sua stella, che se non altro dopo la partita si è preso le sue responsabilità: “Gli arbitri sono umani, tutti commettono errori. Io stesso li faccio. A volte non vedono i contatti e non fischiano fallo. Ma devo essere io a calmarmi e a voltare pagina”. Anche da queste esperienze si diventa MVP.

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