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NBA: Giannis Antetokounmpo segna anche da lontano, un problema in più per tutta la lega

NBA

In 32 partite il n°34 dei Bucks ha realizzato 53 canestri dalla lunga distanza, uno in più rispetto a quanto fatto registrare in tutta la passata regular season chiusa da MVP. Un’altra arma a disposizione di Antetokounmpo, (forse) quella definitiva per portarlo fino al titolo NBA

Il premio di miglior giocatore della lega lo ha già vinto, ma come insegnano i grandi dello sport la cosa più difficile da fare è ripetersi. Per questo Giannis Antetokounmpo ha deciso di ampliare il suo gioco e non “accontentarsi” del premio da MVP della stagione 2018-19. No, il n°34 greco ha continuato a lavorare sulle conclusioni dall’arco in estate, acquisendo quella sicurezza e decisione che mancavano alla sua meccanica di tiro. Il tassello per rendere completo il suo bagaglio offensivo. Le difese nel frattempo continuano a fare i calcoli cercando di limitare i danni: meglio un tentativo da lontano o una penetrazione al ferro di un giocatore che arriva a canestro come e quando vuole? Una scelta scontata fino a qualche mese fa, diventata molto più complicata da percorrere negli ultimi tempi. Antetokounmpo infatti ha alzato le sue percentuali al pari del numero di tentativi a partita, sfruttando lo spazio a disposizione, ma al tempo stesso rendendo quei tiri tutt’altro che un favore alle difese avversarie. Sono 5.1 tentativi a partita (il suo massimo erano i 2.8 di 12 mesi fa), convertiti con il 32.7% - di gran lunga la percentuale più alta tenuta in carriera, in cui soltanto una volta ha chiuso con il 30% su un numero consistente di conclusioni. Una dato aggregato figlio a sua volta di una continua crescita nel corso dei mesi: il n°34 dei Bucks è partito tirando con il 14.3% nelle prime quattro gare di ottobre, per poi salire al 31% a novembre e chiudere l’anno con un mese da 39.1%: oltre due bersagli di media con 5.3 tentativi. Di gran lunga la miglior resa in carriera per un giocatore a cui adesso non sembra mancare davvero più nulla.

La prova di forza con i Lakers, il passaggio a vuoto a Natale

Antetokounmpo è rimasto in campo meno di 29 minuti a partita a dicembre, rendendo quindi ancora più decisiva l’incidenza del tiro dalla lunga distanza nel suo gioco: l’esempio emblematico è la sfida contro i Lakers, vinta con merito dai Bucks anche grazie alla sua super prestazione. Giannis infatti ha colpito ben 5 volte con i piedi oltre l’arco - suo massimo in carriera - in una gara da 34 punti in 32 minuti. Canestri che sono rimasti impressi nella memoria per il modo in cui sono arrivati. Il primo ad esempio è un bersaglio dal palleggio realizzato nonostante le braccia protese di Anthony Davis quando alla fine del possesso mancavano ancora 17 secondi. Un messaggio chiaro: tiro dall’arco perché mi fido della mia capacità di mandarlo dentro, non perché lo decidete voi. Concetto ribadito a inizio secondo quarto: Caruso resta sul blocco di Middleton e passa lontanissimo dal n°34, lo stesso fa LeBron che chiama il cambio difensivo. Nel frattempo però Giannis ben oltre gli otto metri prende e spara: solo rete. La più emblematica di tutte è l’ultima tripla: tre punti arrivati in transizione mentre la difesa dei Lakers scappa all’indietro per proteggere il canestro dal suo arrivo. Così davvero diventa ingestibile, nonostante meno di una settimana dopo contro Philadelphia si sia visto l’altro lato della medaglia. Il giorno di Natale contro i Sixers Antetokounmpo ha giocato la sua peggior partita dell’anno e sparacchiato dalla lunga distanza senza trovare ritmo: 0/7 dall'arco e 18 punti con 27 tentativi dal campo. Un passaggio a vuoto per lui e per i Bucks, che restano comunque la squadra da battere a Est in questa stagione. E con un Antetokounmpo pericoloso anche dall’arco sarà una missione complicatissima per chiunque.

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