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NBA, Alvin Gentry furente coi Pelicans: "Dobbiamo dare palla a Zion Williamson"

NBA
©Getty

L’allenatore dei New Orleans Pelicans si è arrabbiato coi suoi giocatori per non aver coinvolto Zion Williamson nell’ultimo quarto della partita poi persa contro gli Houston Rockets: “Non abbiamo eseguito. Dobbiamo imparare a giocare insieme? No, dobbiamo solo dargli la dannata palla. Se non ci riusciamo, dobbiamo mettergli attorno giocatori diversi. Ed è responsabilità mia farlo”

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La carriera di Zion Williamson è cominciata solamente da sei partite, ma è già chiaro a tutti che si tratta di un giocatore speciale. Ne è consapevole soprattutto coach Alvin Gentry, che dopo la sconfitta sul campo degli Houston Rockets ha mandato un messaggio forte e chiaro ai suoi giocatori: nell’ultimo quarto la palla deve andare al giocatore più forte, vale a dire Williamson. “Non abbiamo eseguito e non abbiamo fatto quello che dovevamo fare” ha detto Gentry. “Zion non può fare quattro minuti in fila senza toccare il pallone, e la colpa è mia. Devo fare in modo che non succeda mai più una cosa del genere, me ne prendo la responsabilità. Se non riusciamo a dargli il pallone e non eseguiamo, significa che dobbiamo mettere in campo giocatori diversi. E anche questo tocca a me”. Gentry comunque non accetta giustificazioni, in particolare quella della scarsa confidenza dei suoi giocatori con un talento come quello di Zion: “Bisogna solo dargli la dannata palla: non ha niente a che vedere col giocare insieme o trovare le misure. Se ha un vantaggio, bisogna trovare il modo di dargli il pallone sotto canestro. Abbiamo il dovere di dargli tocchi di palla nel quarto periodo”.

Il clamoroso impatto di Zion Williamson quando è in campo

I Pelicans hanno perso l’ultimo quarto 25-16 dopo essersela giocata punto a punto nei primi tre quarti, tirando 5/22 dal campo e soprattutto 0/9 da tre punti. Il vantaggio di centimetri nei confronti dei Rockets – che ancora una volta non hanno schierato neanche un giocatore sopra i 2 metri di altezza – ha procurato ben 20 rimbalzi in più ai Pelicans, ma la difesa dei texani ha finito per logorare Zion e soci, specialmente un Brandon Ingram da 28 punti nei primi tre quarti e 0/4 al tiro nell’ultimo. Williamson ha superato quota 30 minuti per la prima volta nella sua carriera, giocandone 33 nei quali ha realizzato 21 punti con 10 rimbalzi, ma solamente 4 in un ultimo quarto in cui ha tentato solo 3 tiri contro i 4 a testa di Ingram, Holiday, Hart e Moore. Dopo la gara comunque Williamson si è comportato da bravo compagno, giustificando i suoi: “Non hanno nessuna colpa, erano tutti buoni tiri che hanno preso con fiducia. Dobbiamo solo imparare e andare avanti” ha detto dopo la partita. Il suo impatto, comunque, rimane ampiamente positivo: nei minuti con lui in campo i Pelicans hanno un differenziale su 100 possessi di +14.9 (116.3 punti segnati, 101.4 subiti). Forse è per questo che Gentry si è arrabbiato così tanto: “Abbiamo il controllo del nostro destino” ha concluso l’allenatore dei Pelicans. “Dobbiamo rendercene conto e dobbiamo impegnarci a fondo per darci l’opportunità di vincere. Stasera non lo abbiamo fatto”.