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Coronavirus, Steph Curry scrive per Time: "Il futuro del mondo dipende da noi"

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Il due volte MVP è stato scelto tra i nomi più importanti della politica, della scienza e dello spettacolo per un numero speciale della storica rivista Time sul tema della speranza durante il COVID-19. Sono stato il primo giocatore NBA a essere testato, il futuro del nostro mondo dipende da noi"

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Sin dall’inizio della pandemia, Steph Curry è stato il giocatore NBA più impegnato nella lotta al coronavirus. A raccontare la sua esperienza è stato lui stesso attraverso la storica rivista Time, che lo ha scelto tra le firme di un numero speciale insieme a personaggi del calibro di Margaret Atwood, Mikhail Gorbachev e il Dalai Lama. “Il 6 marzo è quando tutto è diventato davvero reale” ha scritto il due volte MVP dei Golden State Warriors. “Avevo appena giocato la mia prima partita dopo mesi di inattività quando si è cominciato a parlare del coronavirus. Quella sera ho cominciato a sentirmi male e mi è venuta la febbre. Mi sono chiesto: ‘Può succedere davvero a me?’. Mi sono chiuso in camera per proteggere tutti, sono stato il primo giocatore NBA a essere testato per il COVID-19 e per fortuna il risultato è stato negativo. Ma quell’esperienza mi ha colpito duramente. Ho la fortuna di avere un lavoro che mi permette di non preoccuparmi di molte cose che invece tormentano molte famiglie durante questa pandemia: la disoccupazione, la fame, le proprie abitazioni. Come avrei potuto non utilizzare tutte le mie risorse per aiutare quelli che ne hanno bisogno? È una responsabilità che abbiamo gli uni verso gli altri”. Curry nelle ultime settimane ha organizzato una ormai celebre diretta su Instagram con il Dottor Fauci, referente della Casa Bianca per il coronavirus, e dalle pagine di Time ha raccontato il suo impegno per fornire quasi 300.000 pasti ogni settimana ai residenti di Oakland per i prossimi mesi. “Abbiamo un’opportunità unica per unirci e creare ponti tra gli esseri umani: il futuro del nostro mondo dipende da quello che faremo. Che sia donare il sangue o alle proprie banche del cibo locali, che sia prendersi cura dei propri vicini più anziani o solamente rimanere a casa, i nostri piccoli gesti in momenti di crisi possono rivelarsi gesti enormi, capaci di fare la differenza”.