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NBA, pochi minuti, 4 punti, tanta ruggine. Ma Davis assicura: "Mi sento guarito al 100%"

NBA
©Getty

Ha giocato appena meno di 17 minuti, tutti nel primo tempo, e poi coach Vogel lo ha tenuto in panchina osservando la rigida restrizione di minuti impostagli dal suo staff medico. Anthony Davis, al ritorno in campo dopo 67 giorni, ha mostrato tutte le difficoltà che ci si poteva attendere, tanto in attacco (2/10 al tiro) che in difesa. Negativo anche statisticamente il suo impatto sui Lakers, ma Vogel assicura: "È solo il primo passo, ed è nella giusta direzione"

C’era un limite, rigido, di minuti (15), si sapeva, e così è stato: Anthony Davis ne ha giocati due in più, alla fine — tutti nel primo tempo — ma poco cambia. Dopo 67 giorni di assenza, dopo 30 partite saltate, il n°3 gialloviola è finalmente tornato in campo ma anche il suo ritorno non è servito a evitare ai Lakers il ko sul campo di Dallas, la seconda sconfitta in fila, la terza nelle ultime quattro. Perché quello visto contro i Mavs non è — e non poteva essere — il vero Davis: “Ci aspettavamo un po’ di ruggine — dice coach Vogel dopo la gara — ci vorrà un po’ perché le gambe tornino a ‘girare’ ma lo sapevamo: questo intanto è il primo passo nella giusta direzione". Le cifre confermano quello facilmente osservabile anche in campo: Davis ha sbagliato i primi 5 tiri della sua serata, ha chiuso con soli 4 punti e 2/10 dal campo (gli 8 errori totali pareggiano il suo massimo stagionale per un solo tempo di gioco), sbagliando anche gli unici due liberi della sua serata. E anche difensivamente la sua presenza non si è fatta sentire come al solito: gli avversari che Davis si è trovato ad affrontare come difensore primario contro Dallas, infatti, hanno finito per segnare 6 dei 9 tiri presi contro di lui e Los Angeles è andata sotto di 13 punti nei minuti con la sua superstar in campo.

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Non certo il ritorno che sognavano i tifosi gialloviola, ma un conto è sognare un conto è fare i conti con un’assenza lunghissima (l’ultima gara Davis l’ha disputata il 14 febbraio) e con un naturale processo di reinserimento. La buona notizia è che è rientrato: per adesso ai Lakers devono accontentarsi di questo e delle parole dello stesso Davis dopo la gara: “Mi sento guarito al 100%, neppure per un secondo ho pensato all'infortunio mentro ero in campo, anche perché sono convinto che farlo avrebbe finito per limitarmi. Son sceso in campo e ho giocato, come nulla fosse: non sono mai stato esitante nei miei movimenti, non ho avvertito nessun tipo di limite. Certo, è dura dopo essere rimasti fuori così a lungo. Ma in campo mi sono sentito bene, completamente a mio agio e i tiri che mi sono preso erano buoni tiri, li ho semplicemente sbagliati. Ma la mira tornerà con il tempo, ne sono sicuro". E allora per gli avversari torneranno a essere problemi.

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