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NCAA, Paolo Banchero incoronato da coach K: "È meraviglioso da vedere, campione vero"

le parole
©Getty

I 22 punti del campione italiano sono stati determinanti per permettere a Duke di sbarazzarsi di Texas Tech nella ripresa e conquistare così la qualificazione alle Elite 8 - ennesima dimostrazione dello spessore e del talento di Banchero: "Paolo ha tirato fuori un paio di giocate che non avevamo mai fatto prima in carriera, puramente di istinto: aveva una tale voglia di vincere ed è stato meraviglioso da vedere all’opera. Guardi i video e pensi: è così bello vedere i grandi campioni prendere la loro strada"

Il torneo NCAA spesso e volentieri è una vetrina per i migliori giovani talenti collegiali in vita del Draft e Paolo Banchero - da mesi ormai tra i più seguiti e chiacchierati talenti in circolazione - sta facendo di tutto per non passare inosservato. Basta pensare al fatto che, in ogni momento di difficoltà, la sua Duke è pronta ad affidargli il pallone nelle mani - risolvendo così i problemi: a 19 anni e con un fisico e un atletismo invidiabile per un’alta, Banchero ha chiuso la decisiva sfida contro Texas Tech con 22 punti e 7/12 al tiro, compreso un promettente e pesantissimo 3/4 dall’arco - allungando così almeno di un’altra partita la carriera di coach K.

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Nel caso ce ne fosse bisogno, a fine partita è arrivata nuovamente l’investitura dell’allenatore più vincente della storia del torneo NCAA (nessuno ha superato le 100 vittorie nella fase finale che ha raggiunto coach K, per la 17^ volta in carriera approdato alle Elite 8): “Paolo ha fatto un paio di giocate che non aveva mai fatto prima in carriera, puramente di istinto: aveva una tale voglia di vincere ed è stato meraviglioso da vedere all’opera. Guardi i video e pensi: è così bello vedere i grandi campioni prendere la loro strada. Vanno da soli e nel momento del bisogno, quando il pallone pesa, è lì che il campione vuole essere e ama giocare. E lui non ha mancato l’appuntamento”. Parole che pesano come un macigno, tanto quanto i canestri di Banchero che non ha nascosto la felicità a fine gara: “Ci tengo a sottolineare il fatto che nel corso di tutto l’anno, ogni volta che sono arrivate delle fasi cruciali, abbiamo sempre fatto un passo avanti. Non ci siamo mai tirati in dietro e non aveva mai affrontato un passaggio così critico. È la prima volta in carriera che siamo così in alto eppure, quando contava…”. Un vero e proprio incantesimo, che Duke spera di non rompere nella prossima sfida contro Arkansas - l’avversaria che si è qualificata ai "quarti di finale" dopo aver battuto la favorita Gonzaga, togliendo dal palcoscenico più importante un potenziale testa a testa tra Chet Holmgren e Banchero.