Introduzione
Anche se si entra in NBA accompagnati da grandi aspettative, affermarsi tra i professionisti non è mai facile. A volte è il contesto di squadra a non aiutare, altre volte ci si mettono infortuni e guai fisici e spesso anche talenti di alto livello devono attendere la loro seconda stagione per mettere in mostra le loro qualità. Come i sei giocatori scelti al Draft del 2024 in zona Lottery e che dopo un’annata da rookie deludente andranno alla ricerca del pronto riscatto dal prossimo ottobre
Quello che devi sapere
REED SHEPPARD
Per lui i Rockets hanno speso la terza scelta assoluta un anno fa e l’idea era che in una NBA sempre più orientata verso il gioco perimetrale e il tiro da tre Reed Sheppard sarebbe stato in grado di contribuire da sempre. Lacune evidenti, soprattutto nella metà campo difensiva, hanno però quasi costretto coach Ime Udoka a concedergli poco più di 12 minuti a partita in regular season. All’interno di una versione ancora più ambiziosa di Houston, Reed potrebbe tuttavia trovare maggior spazio e riscattare un’annata da rookie oggettivamente deludente
RON HOLLAND
Nell’annata davvero sorprendente vissuta dai Pistons, la presenza di Ron Holland è stata meno incisiva di quanto si attendessero a Detroit. Scelto in quinta posizione al Draft dello scorso anno, l’ex G League Ignite ha faticato tantissimo al tiro dalla lunga distanza (23.8% di media da tre in regular season) e l’innegabile atletismo non gli è bastato per ritagliarsi minuti significativi nelle rotazioni. Dal miglioramento al tiro passa la sua possibile rivincita, anche perché i Pistons sembrano intenzionati a dargli una seconda chance
TIDJANE SALAUN
A Charlotte, per l’ennesima stagione negli ultimi anni, il caos è stato l’elemento caratteristico della squadra e per Tidjane Salaun fare il salto dalla Francia alla NBA si è rivelata un’impresa quasi impossibile. A soli 19 anni, però, l’ex Cholet ha ancora tutto il tempo per recuperare l’annata d’esordio amara e per riuscirci dovrà prima di tutto rifinire le molte sbavature emerse da rookie (ha tirato con il 33% dal campo di media) e magari capire bene quale potrebbe essere il suo ruolo in campo
ROB DILLINGHAM
Per farselo cedere da San Antonio, titolare dell’ottava scelta assoluta al Draft del 2024, i Timberwolves avevano messo sul piatto due prime scelte future e l’idea era quella di puntare su di lui come erede di Mike Conley. L’esperimento di metterlo in cabina di regia della squadra, però, non ha dato i risultati sperati e in una Minnesota dalle grandi ambizioni l’ex Kentucky ha giocato poco più di 10 minuti di media. Il talento è comunque cristallino e le chance di Anthony Edwards e compagni di rimanere nella zona che conta della Western Conference passano anche dalla veloce maturazione di Dillingham
CODY WILLIAMS
A proposito di confusione, non è che a Utah la scorsa stagione sia andata molto meglio rispetto a Charlotte. E Cody Williams, atleta tra i più intriganti della classe del 2024 e scelto dai Jazz alla posizione numero dieci del Draft, ha finito quasi inevitabilmente per pagare l’incertezza nelle rotazioni e la labile identità della squadra. A Salt Lake City paiono inoltre avviati ad un’altra annata all’insegna del tanking più o meno palese, e starà a Williams provare a guadagnarsi almeno qualche minuto in più migliorando in efficienza e continuità
DEVIN CARTER
Scelto in tredicesima posizione al Draft del 2024 dai Kings, Devin Carter ha speso la sua annata da rookie facendo la spola con la G League e provando a rimediare a qualche problema fisico che ne ha limitato l’utilizzo. Sacramento l’ha mandato in campo per sole 36 partite, nell’arco delle quali non ha affatto convinto, per poi metterlo di fatto sul mercato senza per ora riuscire a cederlo. Forse cambiare aria potrebbe in effetti aiutarlo a ritrovare quella dinamicità messa in mostra a Providence e che aveva sedotto molti scout della NBA poco più di un anno fa