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NBA, dagli Warriors ai Celtics: sei squadre con ancora molto lavoro da fare sul mercato

NBA

Introduzione

Se Houston, Denver, Orlando e Milwaukee sono state le grandi protagoniste delle ultime settimane, sull’altra sponda del mercato ci sono squadre che hanno combinato poco o nulla oppure che si trovano ancora a dover tappare buchi evidenti ai rispettivi roster. ‘CBS’ ha provato a individuare chi, ora come ora, sembra avere ancora parecchio lavoro da fare tra possibili scambi e firme dei free agent rimasti ancora senza contratto

Quello che devi sapere

NEW YORK KNICKS

Anche se hanno portato a New York Jordan Clarkson e Guerschon Yabusele, i Knicks al momento hanno un roster di soli 12 giocatori. Logico, quindi, che debbano arrivare volti nuovi a rimpolpare le rotazioni del nuovo coach Mike Brown. Ben Simmons e Malcolm Brogdon, entrambi free agent, sono nomi circolati con insistenza nelle ultime settimane, ma nel mirino potrebbero anche esserci conferme per protagonisti della scorsa stagione come Cam Payne e Precious Achiuwa

GOLDEN STATE WARRIORS

A inizio agosto, gli Warriors rimangono l’unica squadra della NBA a non aver effettuato alcun movimento di mercato. La questione Jonathan Kuminga sta bloccando qualsiasi iniziativa, e per il momento le offerte via sign-and-trade arrivate da Sacramento e Phoenix non sembrano convincere il front office di Golden State. Al Horford e De’Anthony Melton, promessi sposi dei Dubs, non hanno ancora firmato e anche altri possibili rinforzi come Seth Curry, Amir Coffey e Trey Lyles attendono sviluppi che prima o poi dovranno pur arrivare

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BOSTON CELTICS

A Boston la parola d’ordine, dopo il pesante infortunio a Jayson Tatum, è stata una: tagliare il monte stipendi. A fare le spese della necessità di uscire dal famigerato ‘second apron’ sono stati Kristaps Porzingis e Jrue Holiday prima, Luke Kornet e probabilmente Al Horford poi. Gli arrivi di Anfernee Simons, Chris Boucher e Luke Garza non sembrano in grado di poter compensare le partenze, anche accettando il fatto che per i Celtics la prossima stagione sarà quasi certamente di transizione

BROOKLYN NETS

Anche se in maniera diversa e con prospettive diverse rispetto a Golden State, anche a Brooklyn il mercato è di fatto bloccato dal complicato rinnovo di un restricted free agent. Cam Thomas, infatti, al momento non ha ancora trovato l’accordo con i Nets. E dopo aver assorbito i contratti di Michael Porter Jr. e Terance Mann all’interno di trade che hanno portato scelte ai futuri Draft, la squadra si ritrova con un numero record di rookie e forse con troppe falle anche per affrontare un’annata all’insegna del tanking

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CHARLOTTE HORNETS

La confusione, non da oggi, sembra regnare in casa Hornets. Il roster conta in effetti 18 giocatori, ma è un esempio di scarso se non scarsissimo equilibrio tra i reparti. Nel ruolo di centro, per esempio, Charlotte può contare sui soli Mason Plumlee, sul rookie Ryan Kalkbrenner e su Moussa Diabate, in teoria candidato a partire in quintetto ma attualmente titolare di un contratto non garantito. Il backcourt, per contro, è affollatissimo e qualche taglio o scambio in grado di rimettere un po’ d’ordine sembrerebbe quantomeno necessario

UTAH JAZZ

Di giocatori a roster i Jazz ne hanno 15, quindi sarebbero teoricamente quasi a posto per l’inizio della prossima stagione. Il problema, però, è che a Utah, squadra palesemente in fase di ricostruzione, ci sono elementi come il veterano Kevin Love, arrivato da Miami nello scambio con al centro Norman Powell e John Collins e che non c’entra nulla con la linea verde scelta dalla dirigenza. E anche la presenza di Lauri Markkanen, miglior giocatore dei Jazz al momento, non sembra avere molto senso viste le premesse che li accompagneranno dal prossimo ottobre

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