Introduzione
Il mercato estivo e il Draft hanno rinforzato Houston, Dallas e San Antonio, rilanciandone le ambizioni già a partire dalla prossima stagione. Tra giovani di ottime speranze e stelle pronte a fare subito la differenza, Rockets, Mavs e Spurs hanno tutto per recitare un ruolo da protagonisti nella Western Conference. Chi farà meglio nel duello a tre tutto texano? L’analisi delle potenzialità delle tre squadre
Quello che devi sapere
UNA STORIA PIENA DI STELLE
I titoli in totale, tra Rockets, Mavs e Spurs, sarebbero otto, e il numero di stelle e leggende che hanno vestito le maglie delle tre squadre non si contano, da Hakeem Olajuwon a Dirk Nowitzki fino a Tim Duncan, passando per James Harden, Luka Doncic e Kawhi Leonard. La storia della NBA in Texas è insomma una storia di grandi imprese e grandi successi, e ora, dopo qualche stagione di passaggio, tutte e tre le squadre con casa nel ‘Lone Star State’ sembrano pronte per recitare un ruolo da grandi protagoniste
IL MERCATO ESTIVO IN TEXAS
Il colpo è ovviamente Kevin Durant, che Houston è riuscita a strappare a Phoenix pagando un prezzo tutto sommato modesto. Oltre al super veterano, però, i Rockets si sono assicurati anche nomi importanti come Dorian Finney-Smith e Clint Capela, mentre Dallas ha provato a riempire il vuoto lasciato dall’infortunio di Kyrie Irving con l’ingaggio di D’Angelo Russell e San Antonio ha rinforzato il reparto lunghi con Luke Kornet e Kelly Olynyk
IL DRAFT IN TEXAS
Houston aveva la 10^ scelta assoluta, messa sul tavolo della trade per Durant, mentre come noto Dallas e San Antonio hanno potuto scegliere in cima al Draft dello scorso giugno portandosi a casa talenti potenzialmente di altissimo livello come Cooper Flagg e Dylan Harper
IL NUCLEO GIOVANE: HOUSTON
Tra i nuclei giovani delle tre squadre texane, quello dei Rockets è decisamente il più affermato. Il secondo posto nella classifica della Western Conference ottenuto nella scorsa stagione porta la firma dei vari Amen Thompson, Alperen Sengun e Jabari Smith Jr., mentre Reed Sheppard ha vissuto un’annata da rookie complicata ma a Houston puntano ancora su di lui
IL NUCLEO GIOVANE: DALLAS
Non c’è solo Flagg, giocatore che potrebbe davvero cambiare la storia della franchigia, perché i Mavs possono contare anche su Dereck Lively II, protagonista della cavalcata fino alle Finals da rookie e quindi vittima di guai fisici che ne hanno rallentato il percorso di crescita, e su Max Christie e Jaden Hardy, che in uscita dalla panchina potrebbero ritagliarsi minuti importanti
IL NUCLEO GIOVANE: SAN ANTONIO
Attorno al totem Victor Wembanyama girano i vari Stephon Castle, rookie dell’anno in carica, Devin Vassell e Jeremy Sochan, oltre agli ultimi arrivi Dylan Harper e Carter Bryant, scelti al Draft dello scorso giugno e attesi a un’annata d’esordio in NBA nella quale saranno chiamati a dare un contributo concreto da subito all’interno di quello che probabilmente è il nucleo giovane con più potenziale di tutta la lega
LA STELLA DELLA SQUADRA: HOUSTON
Anche alla soglia dei 37 anni e con tantissime partite e qualche infortunio di troppo alle spalle, Kevin Durant rimane uno dei migliori giocatori di tutta la NBA. Attaccante letteralmente infermabile nei suoi momenti migliori, il suo arrivo a Houston rappresenta una iniezione di talento che nei piani dei Rockets dovrebbe portare la squadra a competere per il titolo
LA STELLA DELLA SQUADRA: DALLAS
In attesa che Flagg diventi l’uomo immagine dei Mavs e che Kyrie Irving recuperi dall’infortunio, la stella di Dallas sarà per forza Anthony Davis. L’ex Lakers pare animato da una voglia di riscatto che solo gli ormai cronici problemi fisici hanno limitato nello scampolo della sua prima stagione in Texas dopo la clamorosa trade che ha fatto fare a Luka Doncic il percorso inverso
LA STELLA DELLA SQUADRA: SAN ANTONIO
Due stagioni, o per meglio dire una e mezza visto che la scorsa è finita poco dopo l’All-Star Game a causa della trombosi alla spalla, a San Antonio sono ampiamente bastate a fare degli Spurs la squadra di Wembanyama. Il francese, se assistito da buona saluta, pare destinato a diventare il miglior giocatore del pianeta e dalle parti di Fort Alamo sperano di rivivere le emozioni indimenticabili dell’epopea andata in scena tra la fine degli anni Novanta e la prima metà degli anni Dieci
LA GUIDA TECNICA: HOUSTON
L’arrivo di Ime Udoka sulla panchina dei Rockets nell’estate del 2023 ha totalmente cambiato la direzione della squadra, reduce dalle peggiori stagioni della sua storia e da subito competitiva. Ora, dopo la delusione dell’eliminazione al primo turno degli scorsi playoff contro Golden State, Houston punta in alto, anzi altissimo, e al netto dei movimenti relativi al roster il vero punto fermo rimane il coach
LA GUIDA TECNICA: DALLAS
Sembra essere passata un’epoca, ma poco più di un anno fa Jason Kidd guidava i Mavs al ritorno alle Finals dopo tredici anni. La sconfitta patita per mano dei Celtics ha aperto la strada ad una serie di stravolgimenti in teoria impronosticabili, ma lui è sempre rimasto saldo sulla panchina e quando qualche settimana fa i Knicks hanno provato a portarlo a New York Dallas si è messa di mezzo con forza
LA GUIDA TECNICA: SAN ANTONIO
Il peso sulle spalle di Mitch Johnson è di quelli in grado di schiacciare chiunque, perché dopo essere subentrato a stagione in corso nel ruolo di head coach l’esordiente raccoglie ora a tutti gli effetti l’eredità di quello che potrebbe essere considerato il miglior allenatore di sempre, Gregg Popovich. La fiducia da parte degli Spurs, tradottasi in una conferma e nell’estensione del suo contratto, dimostra che a San Antonio sono convinti di aver già trovato il sostituto ideale di coach Pop
I VETERANI: HOUSTON
Oltre al nucleo giovane, i Rockets già dalla scorsa stagione possono contare su veterani come Fred VanVleet, Jeff Green e Steven Adams, a cui in estate si sono aggiunti Durant, Finney-Smith e Capela. Il roster appare così ben bilanciato e a Houston non dovrebbe affatto mancare l’esperienza necessaria per arrivare a lottare per il titolo
I VETERANI: DALLAS
I veterani, nel roster dei Mavs, non mancano affatto. Oltre ai già citati Irving e Davis, infatti, ci sono Klay Thompson con i suoi quattro anelli di campione NBA, role-player dalla lunga esperienza come Spencer Dinwiddie, Naji Marshall e Dante Exum, oltre ovviamente al super veterano Dwight Powell, a Dallas dal 2014
I VETERANI: SAN ANTONIO
Partito Chris Paul dopo una sola stagione a San Antonio, gli Spurs possono comunque vantare la presenza di Harrison Barnes oltre agli ultimi arrivati Kornet e Olynyk, giocatori con tanta esperienza in NBA. E, volendo, anche De’Aaron Fox, fresco di maxi-estensione del contratto, è professionista ormai dal 2017
LA POSSIBILE SORPRESA: HOUSTON
Non se ne parla molto, forse perché il suo stile di gioco non la fa entrare quasi mai negli highlights dii giornata, ma Tari Eason potrebbe recitare un ruolo chiave nei prossimi Rockets. Se l’arrivo di Durant ha spostato il focus sull’attacco, infatti, il possibile successo di Houston rimane legato alla metà campo difensiva, dove Eason potrebbe rivelarsi quasi fondamentale per gli equilibri tattici
LA POSSIBILE SORPRESA: DALLAS
Il front office dei Mavs è alquanto affollato, eppure P.J. Washington non sembra avere alcuna intenzione di perdere lo spazio che si è conquistato nelle ultime due stagioni. L’ex Charlotte entra nel suo ‘contract year’ e c’è da scommettere che proverà a fare di tutto per mettersi in luce, magari tentando di stabilire da subito una buona connessione con il franchise player designato Flagg
LA POSSIBILE SORPRESA: SAN ANTONIO
Considerata la stagione interlocutoria vissuta nel 2024-25 e gli arrivi a roster tramite l’ultimo Draft, la posizione di Devin Vassell a San Antonio non appare più così salda. Sulla carta, però, l’ex Florida State potrebbe essere l’equilibratore della squadra e la prossima potrebbe essere l’annata del suo riscatto e dell’affermazione (quasi) definitiva
IL TRAGUARDO POSSIBILE: HOUSTON
C’è poco da discutere, la scelta di portare a Houston Durant segnala una certezza: i Rockets vogliono puntare al titolo. Dopo aver chiuso dietro ai Thunder la scorsa regular season, i ragazzi di Udoka proveranno a farsi trovare pronti anche dalla primavera in poi, puntando subito a riscattare l’eliminazione al primo turno patita per mano degli Warriors
IL TRAGUARDO POSSIBILE: DALLAS
Quella che attende i Mavs, reduci da tanti cambiamenti e avviati a dover rinunciare a lungo all’infortunato Irving, si prospetta come la più classica delle annate di transizione. Il talento a roster, però, è tale che qualora a Kidd riuscisse di trovare subito la formula tattica giusta Dallas potrebbe anche sorprendere molti
IL TRAGUARDO POSSIBILE: SAN ANTONIO
Dopo sei stagioni senza playoff, gli Spurs devono giocoforza puntare al ritorno alla post-season. Considerata la concorrenza a Ovest, però, l’impresa sarà tutt’altro che semplice, ma se Wembanyama sarà libero da problematiche fisiche e di salute e almeno uno dei tanti giovani talenti a roster dovesse sbocciare ad alto livello arrivare finalmente a giocare in primavera non sarebbe affatto impossibile