Introduzione
Manca pochissimo all’inizio della nuova stagione — da seguire con l’opening night interamente su Sky Sport Basket a partire da martedì 20 ottobre alle 21 — e con essa uno dei temi fondamentali: chi vincerà il prossimo premio di MVP? Shai Gilgeous-Alexander vincerà il terzo trofeo consecutivo o qualcun altro riuscirà a spodestarlo? Il sito ufficiale della NBA ha individuato dieci candidati: eccoli tutti
Quello che devi sapere
GIANNIS ANTETOKOUNMPO, MIAMI HEAT
Lui di MVP in bacheca ne ha già due, e nei successivi cinque anni è sempre finito nella top-4. Se è in salute, sostanzialmente non si può togliere dai primi cinque migliori giocatori della lega — e nel suo primo anno a Miami, se i risultati di squadra dovessero sostenerlo, la sua combinazione di punti, rimbalzi e difesa lo rende automaticamente uno dei candidati più forti
JALEN BRUNSON, NEW YORK KNICKS
L’MVP delle Finals conquistato lo scorso giugno lo rendono un candidato credibile, alla guida dei campioni in carica che dovranno comunque impegnarsi anche solo per confermare le 53 vittorie dello scorso anno in regular season. Con una posizione in top-5 tra i marcatori e il primato a Est, la candidatura di Brunson avrebbe ancora più spessore
CADE CUNNINGHAM, DETROIT PISTONS
Lo scorso anno ha guidato i Pistons a 60 vittorie in regular season e per mesi è stato tra i candidati più credibili al premio, chiudendo alla fine al quinto posto. Lui non ha ancora smesso di crescere e la sua Detroit neppure: servirà qualcosa di più rispetto a quanto visto lo scorso anno, ma le cifre saranno sicuramente dalla sua parte
LUKA DONCIC, LOS ANGELES LAKERS
Da anni ormai si attende il momento in cui il suo talento e il suo rendimento andranno di pari passo per portarlo a vincere il premio di MVP. I punti non dovrebbero mancare — ha vinto due degli ultimi tre titoli di capocannoniere — e con un record dei Lakers sopra le 50 vittorie la sua candidatura avrebbe maggiore peso
ANTHONY EDWARDS, MINNESOTA TIMBERWOLVES
I nuovi T’Wolves sono una delle scommesse più intriganti della stagione ed Edwards sarà chiamato a prendersi ancora più responsabilità realizzative, lasciando quelle creative nelle mani di LaMelo Ball. Potrebbe uscirne una stagione sopra i 30 punti di media (ne ha segnati 28 negli ultimi due anni), anche se serviranno ben più di 50 vittorie per avere una candidatura credibile
SHAI GILGEOUS-ALEXANDER, OKLAHOMA CITY THUNDER
Il canadese ormai non ha più nulla da dimostrare, dopo aver viaggiato negli ultimi due anni a livelli eccezionali per continuità, efficienza e vittorie di squadra. La possibilità che arrivi la “voter fatigue” (cioè che chi voti si “stufi” di votare sempre per lui: è successo anche a Michael Jordan in carriera) è reale, ma ci sono pochi dubbi che SGA rimanga tra i candidati più forti al premio
NIKOLA JOKIC, DENVER NUGGETS
La storia parla chiaro: negli ultimi sei anni, il serbo ha chiuso al primo o al secondo posto della classifica per l’MVP. Dovesse riuscirci anche per la settima stagione in fila, diventerebbe il primo giocatore nella storia a farcela. Serve altro? Se è in salute, il quarto premio di MVP della carriera è assolutamente alla portata per uno dei grandi di questo gioco
DONOVAN MITCHELL, CLEVELAND CAVALIERS
In questo caso dipenderà moltissimo dal record di squadra: con una stagione dei Cavs da miglior record a Est, la sua candidatura sarebbe quasi automatica. Servirebbe però anche qualcosa in più in termini realizzativi (anche se lo scorso anno è tornato a 28 punti di media) e soprattutto qualche giocata memorabile nel “clutch” per battere la concorrenza
JAYSON TATUM, BOSTON CELTICS
Come per Jaylen Brown lo scorso anno, la candidatura di Tatum gioverà del fatto di essere “l’unica” stella dei Celtics voluti da Brad Stevens, dandogli la possibilità di realizzare i suoi massimi in carriera in svariate voci statistiche. Prima dello scorso anno, era finito tra i primi 6 del premio di MVP e nel primo quintetto All-NBA per quattro stagioni in fila: potrebbe essere arrivato il momento del salto di qualità
VICTOR WEMBANYAMA, SAN ANTONIO SPURS
Inutile girarci intorno: il grande candidato al premio, salute permettendo, è lui. Già lo scorso anno ha concluso sul podio nonostante una regular season in cui ha disputato 64 partite (valide comunque per il primo DPOY della carriera), e gli Spurs rischiano di chiudere col miglior record della lega — Thunder e SGA permettendo. Al suo quarto anno di NBA e con il ricordo ancora fresco delle Finals perse, tutti guardano a Wembanyama per il premio di MVP