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Sinner a Sky: "Nel tennis passione e testa contano più di tutto"

Esclusiva

Su Sky l'intervista esclusiva di Stefano Meloccaro al 19enne azzurro: "Per vincere la testa conta per il 70%, poi c'è il fisico, i colpi invece contano solo per il 10%. Ogni giorno quando mi sveglio penso subito al mio obiettivo, che è quello di migliorare sempre di più. I record e i risultati? Non ci faccio caso"

SPECIALE SINNER: LA PROGRAMMAZIONE

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Qual è il primo ricordo che hai di Sinner su un campo da tennis?

"Mi ricordo che da piccolo non riuscivo a tirare la palla dall'altra parte, nemmeno a tenere la racchetta in mano perchè era troppo pesante per me, la strisciavo per terra e poi all'ultimo momento in qualche modo cercavo di tirarla su".

 

All'inizio ti alternavi tra tennis e sci, cosa preferivi?

"Il tennis mi piace di più, anche perchè da piccolo vincevo tanto nello sci e mai nel tennis, la cosa mi dava fastidio...Nel tennis nel corso di una partita puoi commettere degli errori, nello sci invece non puoi, al primo errore sei subito 20° e non mi piaceva mai arrivare così in fondo..."

 

Il segreto per diventare un professionista è lo stesso nei due sport? Dipende dalla tenacia?

"È sempre importante quando conta per te lo sport. Il tennis è la cosa più importante della mia vita dopo la famiglia e gli amici. L'elemento principale è sempre la passione per lo sport. È fondamentale la voglia di porsi un obiettivo ogni giorno, fin da quando ti svegli, mettendo in conto i momenti difficili. Se ti piace davvero lo sport che fai superi qualsiasi periodo duro. Considerando le percentuali nel tennis la testa vale anche per il 70%, conta più di tutto il resto. Poi per il 20% c'è il fisico, i colpi invece per il 10%".

 

Cosa ti dà più gioia? Qual è il più bel ricordo?

"La possibilità di giocare tutti i giorni a tennis mi rende più felice di tutto. Poi ci sono vittorie e punti belli, ne ricordo per esempio uno nei campionati italiani U12 a Milano, quando ho fatto il mio primo tweener".

 

La vita del professionista è così bella come si immagina da fuori?

"Ho scelto di giocare a tennis perchè mi piace, questa vita quindi è la più bella che potessi fare, mi piace per l'80-90%. Le interviste mi dispiace dirlo ma sono cose obbligatorie che mi piacciono meno...Vorresti vedere di più la famiglia e gli amici e fare o imparare anche altre cose, per esempio a me piacerebbe imparare a cucinare, mio padre è cuoco, ma ora la mia priorità è il tennis.

Le macchine mi piacciono tantissimo, mio fratello come prima auto si era comprato una Giulietta Alfa Romeo, io ho il contratto con l'Alfa Rome, sono fortunato. Mi piace guidare, mi piace la velocità, un giorno vorrei anche scendere anche in pista".

 

Tu sottolinei sempre che anche le sconfitte insegnano qualcosa

"Nel corso dell'intero anno si impara qualcosa. Dopo la sconfitta con Dimitrov di Roma sono tornato nel campo di allenamento e sono andato molto bene, ritrovi sempre il tuo gioco, la voglia di vincere di nuovo e migliorare".

 

Qual è la fotografia del tuo 2020?

"Sicuramente la vittoria di Sofia contro Pospisil, era l'ultimo torneo dell'anno, ho giocato molto bene. Non faccio caso ai risultati e ai record. Dopo una bella partita sono molto contento, ma penso sempre a lavorare per migliorare".

 

Cosa chiedi al 2021?

"Spero che sia una stagione normale. Non mi piace guardare la classifica, la cosa più importante è di giocare tante partite, spero di farne almeno 60.

Mettere un po' di peso può farmi solo bene, posso progredire molto, soprattutto nella resistenza. Dal punto di vista fisico i miei punti di forza sono la velocità e il bilanciamento.

Avere un obiettivo davanti è molto importante, poi devi affrontare tutto con calma e avere gente che ti vuole bene accanto. Ho sempre avuto fortuna nel trovare le persone migliori intorno a me nel momento migliore. Se uno vuole qualcosa veramente e ci lavora sopra il risultato arriverà".

 

Per ogni colpo individua il miglior giocatore del circuito

Servizio: Isner

Dritto: Federer

Rovescio: Djokovic

Gioco a rete: Nadal

Mentalità: Nadal

 

Il tuo colpo migliore invece qual è?

"Se devo sceglierne uno dico il rovescio, mi sento abbastanza sicuro, l'ho sempre giocato meglio rispetto agli altri colpi. Sul servizio e sul gioco a rete stiamo lavorando molto. Ma ho 19 anni, posso solo migliorare e in tutto si possono fare passi avanti".

 

Cerca di dare tre cosigli a un tennista dilettante per giocare meglio

"Innanzitutto guardare anche dall'altra parte, analizzare cosa fa l'avversario tra un punto e l'altro, come reagisce. Poi allenarsi con gente più forte e in generale cercare di muoversi sempre meglio, essere sempre più fluido con le gambe. Il tennis è un po' come la musica, a volte. Devi essere sciolto, mai rigido".

 

Si dice che il tuo bello sia che pensi sempre solo al tennis, è vero?

"Nella maggior parte del tempo sì, anche quando sono in palestra, poi invece quando stacco lo faccio completamente, penso ad altre cose, altrimenti è dura...Ma al mattino penso subito al mio obiettivo da raggiungere, che è quello di migliorare".

Il coach di Sinner, Riccardo Piatti, lo racconta così

"Definisco Jannik 'quello normale', gli altri invece sono complicati, per cui è difficile per loro prenderlo come esempio. Sta lavorando molto per leggere meglio i momenti della partita e capire come pensano i giocatori che hanno vinto tanto, per fare un ulteriore passo avanti deve migliorare per il 90% dal punto di vista mentale.

Mi ha sorpreso quando era ancora un bambino, quando vedevo che aveva qualcosa di diverso rispetto agli altri. Ora invece sta seguendo il processo ormai avviato, non mi stupisce quello che sta facendo. Il mio compito è di farlo proseguire su questa strada".