Europei scherma, Italia oro nel fioretto maschile: Francia battuta 45-22
Scherma foto Bizzi/FederschermaNell’ultimo giorno degli Europei di scherma di Antony, l’Italia vince la medaglia d’oro nel fioretto maschile a squadre grazie a Guillaume Bianchi, Filippo Macchi, Tommaso Marini e Giulio Lombardi, entrato al posto dell’infortunato Tommaso Martini: gli azzurri hanno battuto la Francia in finale 45-22. La spada femminile chiude quarta, Antony si chiude con un bilancio da protagonista
L’ultima giornata degli Europei di Antony consegna all’Italia un’altra medaglia: quella del fioretto maschile a squadre. Guillaume Bianchi, Filippo Macchi, Tommaso Marini e Giulio Lombardi, entrato al posto dell’infortunato Tommaso Martini, arrivano fino alla finale contro la Francia dopo una giornata convincente, ma al tempo stesso complicata. Il cammino degli azzurri comincia con il 45-18 alla Gran Bretagna nei quarti. Una vittoria netta, utile anche per assestare un quartetto modificato all’ultimo: Martini, bronzo nell’individuale al debutto europeo Senior, si è fermato per precauzione dopo il problema al flessore accusato nei giorni scorsi. Al suo posto Lombardi, chiamato subito dentro una squadra di alto livello e dentro una giornata senza margine.
Come è andata la finale contro la Francia
La semifinale contro la squadra (russa) AIN è stata il vero passaggio della giornata: 45-43, assalto teso, combattuto, chiuso con lucidità nei momenti decisivi. Due uomini chiave su tutti: Tommaso Marini, autore di un +3. In gran parte più veritiero del punteggio “tennistico” con cui aveva chiuso l’individuale; ma soprattutto Guillaume Bianchi, sicuro e tenace come solo lui sa essere nei momenti importanti, quelli in cui, a sorpasso avvenuto, si permette di sfoggiare la sua “blue steel” alla Zoolander, la stoccata “torero” che nei prossimi anni porterà il suo nome. E lì, la rimonta si compie. Poi la finale contro la Francia, ultimo capitolo del confronto più forte di tutto l’Europeo. Già battuta dall’Italia nella finale della spada maschile e in quella del fioretto femminile, la Francia torna davanti agli azzurri anche nell’ultima gara del programma. E non poteva esserci epilogo differente. 45-22 il punteggio. 17ª medaglia d’oro per il fioretto maschile, 2ª consecutiva dopo Genova 2025.
Spada femminile, Italia quarta
Diverso il finale della spada femminile, che chiude quarta. Rossella Fiamingo, Giulia Rizzi, Alberta Santuccio e Gaia Caforio avevano iniziato con due vittorie nette: 43-14 alla Gran Bretagna e 36-14 alla Germania. In semifinale è arrivata la sconfitta con l’Ungheria, 38-30, poi la finale per il bronzo contro l’Ucraina. Lì l’Italia ha provato a rientrare fino in fondo, anche grazie alla prova di Gaia Caforio. Campionessa europea Under 23, inserita nella squadra per la prova collettiva, Caforio ha dato ritmo alla rimonta e riportato le azzurre in piena corsa. La medaglia però è sfumata alla priorità, all’ultima stoccata. Una sconfitta dura, anche per la reazione mostrata nel finale. Le lacrime del ct Chiadò a fine competizione, rivelano però tutta l’emozione, la delusione e la voglia di far bene che questo gruppo (per ¾ ancora olimpico) si portava dentro. L’impressione è che questa squadra sia stata quella maggiormente penalizzata dalle condizioni ambientali e climatiche in cui si è svolta questa competizione. Il percorso verso il Mondiale di agosto però non è concluso. Ci sarà tempo per risistemare forma, morale e anche, a detta del ct, anche qualche dettaglio tecnico.
Antony, bilancio e medagliere
Antony resta comunque un Europeo importante per la spedizione azzurra. L’Italia ha aperto con l’oro di Simone Mencarelli nella spada individuale, proseguito con l’argento di Arianna Errigo nel fioretto femminile e il bronzo di Tommaso Martini nel fioretto maschile. Poi sono arrivate le squadre: oro della spada maschile contro la Francia, bronzo della sciabola femminile, oro del fioretto femminile ancora contro la Francia e la medaglia del fioretto maschile nell’ultima giornata. Dentro il bilancio resta certamente la bella favola di Simone Mencarelli, col suo doppio oro al debutto e quel: “Ma è sempre così agli Europei”? La favola si fa mito seguendo il lungo filo di Arianna Errigo, arrivata ad Antony con la famiglia a bordo pedana e capace di restarci, a fianco alla pedana, ma per tifare i compagni fino all’ultimo, dopo aver aggiunto un argento individuale e un oro a squadre, portando a 24 il numero di medaglie europee in carriera. Resta anche il segnale del fioretto, l’arma più continua della spedizione, e il lavoro da riprendere nella sciabola maschile, quarta e un po’ troppo condizionata dall’assenza di Luca Curatoli, forse più nello spirito guerriero del gruppo che nella tecnica. Il medagliere finale dice 4 ori, 1 argento e 2 bronzi. L’Italia chiude davanti alla Francia sul podio del medagliere dopo sei giorni in cui il duello con i padroni di casa ha attraversato quasi tutte le gare più importanti. Alla fine, i “cugini” vincono 10 medaglie, una in più rispetto a Genova. Gli azzurri 7, ma con un oro in più. E la saga continua, ma questa è un’altra storia.