Lo sport diventa cinema: stasera su Sky Sport Uno "Race-Il colore della vittoria"

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Il mercoledì su Sky Sport Uno lo sport diventa cinema. Una programmazione speciale di sei film che hanno portato lo sport sul grande schermo, per riassaporare il gusto agrodolce della competizione agonistica con storie di campioni e di grandi imprese atletiche. In attesa di quelle live. Si parte stasera alle 21 con "Race-Il colore della vittoria"

Crisi d’astinenza da tifo? Forte calo di adrenalina da match? Nessun problema, è in arrivo su Sky Sport un "kit di pronto soccorso cinema", ovvero un ciclo di film ad alto tasso di sportività. Ogni mercoledì, su Sky Sport Uno alle 21, atletica, boxe, tennis, wrestling, calcio e pattinaggio su ghiaccio torneranno a dispensare emozioni con titoli da non perdere, spesso basati su storie vere.

 

Si comincia oggi, mercoledì 29 con una grande pagina olimpica: Race. Race come corsa, Race come razza: non poteva esserci titolo migliore per raccontare la vita di un ragazzo nero dell’Alabama che divenne l’uomo simbolo delle olimpiadi di Berlino 1936, unendo la corsa e il problema razziale in una sintesi perfetta e sublime. Proprio come in quelle quattro lettere. Il sottotitolo italiano, Il colore della vittoria, esprime l’insensatezza di ogni discriminazione basata sul colore della pelle, soprattutto in campo sportivo, dove spesso le vecchie gerarchie sociali si ribaltano.

 

Chi si è appassionato allo storytelling di Federico Buffa, che a Owens dedicò una miniserie in tre puntate (sempre disponibile On Demand) e a quei Giochi anche un monologo teatrale ("Le Olimpiadi del 1936") e un libro (“L’ultima estate di Berlino), potrà rivivere la vicenda attraverso il filtro emozionale del cinema, nel bel film diretto da Stephen Hopkins, in cui lo stesso Buffa è presente come doppiatore italiano dell’annunciatore olimpico.

 

Nel teatro ovale dell’Olympiastadium, costruito per occasione (come si vede anche nel film) e nei cui pressi c’è ancora oggi una Jesse Owens Straße, si fronteggiano due antagonisti naturali: il Fuhrer che vuole fare delle Olimpiadi una dimostrazione di supremazia della razza ariana e il figlio di una misera famiglia di agricoltori, cresciuto nella non meno razzista America profonda.

 

Le quattro medaglie d’oro vinte da Owens il 3 agosto sui 100 metri, il 4 nel salto in lungo, il 5 nei 200 e il 9 con la staffetta 4x100 sono una delle imprese politicamente più pregnanti nella storia dello sport mondiale, paragonabili a poche altre, come quelle di Carlos e Lewis o di Vera Caslavska a Messico 1968. Il predominio olimpico di Owens (eguagliato solo da un’altra leggenda come Carl Lewis con i 4 ori del 1984) divenne un simbolo perfetto, tanto che fu addirittura esagerato dai media del tempo. A lungo fu tramandata la vulgata di un saluto negato da Hitler al vincitore, circostanza che lo stesso Owens smentì in successive interviste, parlando di un omaggio privato del Fuhrer e lamentandosi piuttosto della discriminazione che subì nel suo paese anche dopo il suo rientro da campione olimpico.

Race

Il film racconta il risvolto politico sotto un’ottica più intima, evidenziando l’amicizia che nacque tra Owens e il suo più diretto avversario nel salto in lungo, il forte tedesco Long, che dovette accontentarsi dell’argento.

 

Stephan James interpreta efficacemente il giovane campione in un cast di grande livello con William Hurt, Jeremy Irons, Jason Sudeikis (l’allenatore) e Carice Van Houten (che interpreta Leni Riefenstahl). La ricostruzione storica è molto coinvolgente anche se il budget del film è di “soli” 5 milioni di dollari.

 

La sceneggiatura sceglie di raccontare solo i tre anni della vita del velocista che vanno dalle prime eclatanti vittorie del 1933, fino al trionfo berlinese, glissando diplomaticamente sulla questione assai dibattuta del saluto negato. Ma si sa che le figlie di Jesse Owens hanno dato pieno supporto alla realizzazione di Race, giudicandolo corretto.

Un film da vedere, o rivedere, e confrontare con diverse letture che raccontano questa pagina indelebile di storia (non solo) sportiva. 

Locandina Race

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