In Evidenza
Tutte le sezioni
Altro

Per continuare la fruizione del contenuto ruota il dispositivo in posizione verticale

Serie A basket, Verona ha deciso: resta in Serie A2

Basket

Pietro Colnago

Foto Twitter @scaligerabasket

La Scaligera, dopo aver tentato in tutte le maniere di trovare i finanziamenti per accettare la proposta della Fip di tornare in Serie A, ha abbandonato le speranze e ha deciso di rimanere in A2

CORONAVIRUS, TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

Condividi:

Il lavoro fatto di appelli pubblici e ricerca quasi ossessiva delle risorse economiche per inseguire un sogno durato 18 anni alla fine non ha pagato. La Scaligera Verona, una delle società storiche del basket italiano, per bocca del suo presidente Giuseppe Pedrollo ha dovuto arrendersi: niente serie A, molto più sicuro e meno rischioso rimanere in A2 per costruire una squadra competitiva e magari raggiungere la massima serie coi successi sul campo. E’ stata una settimana, quella concessa dalla Fip al club veneto per preparare tutta la documentazione per la salita in A al posto di Pistoia che aveva scelto il ricollocamento nel campionato direttamente inferiore, fatta di riunioni e appelli alle industrie locali: il presidente si è confrontato con lo sponsor Tezenis, ha chiesto il coinvolgimento anche dello storico proprietario Vucenzi, ma non c’è stato niente da fare.

 

La cifra di 3 milioni e mezzo di euro, un budget per esser sicuri di poter fare una stagione dignitosa, non è stato raggiunto e la conclusione è stata obbligata: squadra che rimane in A2 alla guida di coach Diana con le rinnovate speranze di essere competitiva. E così ad oggi la serie A è composta ancora da 17 squadre, dispari, come l’anno scorso con all’orizzonte però le situazioni “a rischio” di Cremona e Roma che ad oggi non hanno trovato ancora la soluzione, leggi risorse economiche, per poter continuare a rimanere in serie A  e sono a serio rischio di chiusura. Se così fosse, ne rimarrebbero 15 con la necessità, per la Federazione, di trovare una squadra di A2 che abbia l’intenzione di autopromuoversi a tavolino per arrivare a 16. Si fanno i nomi di Ravenna, Udine e Napoli, ma al momento attuale nessuna di queste ha apertamente dichiarato la sua volontà, anzi, pare che siano addirittura decise a rimanere dove sono attualmente senza rischiare un tracollo economico difficilmente poi recuperabile.

 

Ora la palla è nelle mani della Fip,  con il tempo a disposizione che si riduce giorno dopo giorno. Detto che gli organi fedarali hanno già deciso per due retrocessioni a fronte di due promozioni dalla A2, rimaner da sciogliere il nodo di un altro campionato dispari.