Inter a due facce, a Moratti i conti non tornano

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Ha speso più di 70 milioni sul mercato, tra Quaresma, Mancini, Muntari e Jimenez. Ha comprato Mourinho, eppure non sembra avere ancora raggiunto una dimensione internazionale. Anzi, nel girone è finita dietro al Panathinaikos

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A Moratti i conti ancora non tornano. Ha speso più di 70 milioni sul mercato, tra Quaresma, Mancini, Muntari e Jimenez. Ha comprato Mourinho, considerato l'allenatore più bravo a livello europeo. Eppure l'Inter non sembra avere ancora raggiunto una dimensione internazionale. Anzi, ha fatto 7 punti in meno dell'anno scorso in un girone di Champions modesto, arrivando seconda alle spalle del Panathinaikos.

Ma siamo proprio sicuri che anche quella di quest'anno sia un'Inter a due facce tra campionato e Champions? I numeri sembrano sostenere questa tesi. La solita musica degli ultimi anni. L'Inter grande in Italia e piccola in Europa. In realtà, se guardiamo le partite oltre ai numeri, scopriamo che le due facce dell'Inter, quella bella e quella brutta, sono i moduli disegnati da Mourinho: il 4-3-3, il suo cavallo di battaglia, e il 4-3-1-2, lo schema ereditato da Mancini.

Sarà un caso, ma in campionato l'Inter ha cambiato marcia proprio quando Mourinho è tornato al modulo del suo predecessore. Da Palermo in poi, con un trequartista e due punte, l'Inter ha vinto e ha dato spettacolo, ridimensionando avversari come Juventus, Napoli e Lazio. Prima del crollo a Brema. Guarda caso, con il 4-3-3. Con Quaresma e Mancini, i due rinforzi dell'ultimo mercato. E con Adriano, la scommessa di Mourinho, ancora da vincere. Ecco perché a Moratti i conti ancora non tornano.