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Cska Sofia-Roma, Mourinho: "Covid, infortuni e squalifiche tutto insieme: è troppo"

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La Roma si prepara alla trasferta in Bulgaria contro il Cska Sofia. Mourinho tiene a riposo tre big (Rui Patricio, Smalling e Mkhitaryan). A Sky l'allenatore giallorosso indica l'obiettivo e torna sulla sfida persa contro l'Inter: "Dobbiamo fare di tutto per vincere. Covid, squalifiche e infortuni: tutto insieme, un disastro"

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Come si riparte in Conference League, che tipo di mentalità e di atteggiamento si aspetta?

"Guarda, io oggi ho parlato con i giocatori e ho raccontato un esempio che ho vissuto io. Io ero al Manchester United in Champions League e noi e la Juve eravamo già qualificati agli ottavi. Per finire primi dovevamo battere il Valencia e la Juventus non doveva vincere contro lo Young Boys. Non ci abbiamo creduto, abbiamo pensato che la Juve avrebbe vinto facile e quindi la nostra partita non aveva grande significato. Abbiamo perso noi, e ha perso anche la Juve. E ti dico che la sensazione è che ti senti un idiota. Dobbiamo andare lì domani e vincere, poi se il Bodo vince siamo secondi e andiamo ai playoff a febbraio. Quello che non può succedere è che il Bodo non vinca e anche noi non vinciamo. Sappiamo delle nostre difficoltà, dei tanti infortuni, sappiamo che in questo momento ogni giocatore che perdiamo è un disastro. Abbiamo visto il campo, c’è un metro di neve, sarà ovviamente molto difficile. Dobbiamo anche far riposare qualche giocatore per forza, ti dico già Rui Patricio, Smalling e Mkhitaryan, non verranno con noi. Ma andiamo con il miglior gruppo possibile per vincere la partita.

 

A proposito di feeling, c’è un feeling incredibile che continua con il pubblico, c’era il tutto esaurito contro l’Inter e ci sarà nelle prossime partite. Cosa si sente di dire?

"Ovviamente quello che noi vogliamo dare ai tifosi è diverso dai risultati che abbiamo ottenuto. Una cosa è molto ovvia: i tifosi sono veri romanisti, non gli interessa vincere o non vincere. Io direi anche che è più facile tifare una squadra che vince sempre, è più difficile dimostrare che è la squadra del tuo cuore quando i risultati non sono dei migliori. Però dall’inizio sapevamo quello che ci aspettava, ovviamente non pensavamo a tutti questi problemi insieme. Perché al di là di una rosa che si inizia a costruire, le difficoltà inerenti a questa costruzione ce le aspettavamo. Però Covid, infortuni e squalifiche tutte insieme è troppo, specialmente è troppo quando giochi contro una squadra come l’Inter che se guardi la panchina non hai bisogno di guardare al campo, sono più forti di noi. In quella situazione non erano più forti di noi, erano molto più forti di noi. Per questa ragione noi siamo sempre uniti e tranquilli, vogliamo vincere questa partita ma dobbiamo anche pensare e avere un po’ di paura per queste cose negative che succedono. Per questa ragione Rui Patricio che ha giocato sempre, Smalling, che viene da un infortunio importante e che ha giocato le ultime tre partite di fila 90 minuti in una settimana , Mkhitaryan, che non è giovanissimo, che gioca in un ruolo che esige tanto da lui e che ha giocato sempre, questi tre devono per forza rimanere a casa".

 

Per come si sta mettendo questa stagione, che era partita benissimo e che poi ha visto un po’ di difficoltà, a oggi è più difficile provare a vincere la Conference League o arrivare quarti?

"Se tu metti le cose in modo separato, se tu mi dici 'adesso inizia la Conference e per i prossimi tre mesi si gioca solo la Conference League' io ti dico che abbiamo la squadra per competere anche con le squadre più forti come Tottenham e Rennes ma anche con le squadre che arriveranno dall’Europa League che sono ovviamente più forti. Il problema è che da gennaio a fine maggio dobbiamo giocare tre competizioni e con l’accumulazione di queste competizioni è difficile dire come arriveremo a una determinata partita. E’ il problema della differenza tra squadra e rosa, questa è una differenza. Tu guarda a Milan, Inter, Juventus, Napoli e Atalanta, ovviamente sono squadre di grande forza. Guarda alla Conference League: non ci sono più squadre piccole di paesi piccoli, questo non esiste più nel calcio, tutte le squadre hanno potenziali. Però al tempo stesso ci saranno squadre importanti e squadre che arriveranno dall’Europa League, per esempio domani una tra Napoli e Leicester potrebbe scendere in Conference League, mi auguro il Leicester per il calcio italiano. Con la rosa che abbiamo dobbiamo andare di partita in partita e fare della prossima partita sempre la partita più importante".

Cristante: "Conference League e 4° posto obiettivi alla portata"

Ai microfoni di Sky anche Bryan Cristante che guarda al futuro con fiducia nonostante il momento di appannamento della squadra: "La situazione si è complicata in campionato ma c'è ancora molto tempo per recuperare. In Conference League siamo qualificati e dobbiamo andare a Sofia per vincere sapendo che non sarà facile, poi penseremo allo Spezia". Come Mourinho anche Cristante ha elogiato i tifosi della Roma: "Abbiamo sempre sentito il loro supporto anche dopo partite come quelle con l'Inter. Vanno solo ringraziati".