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Abodi: "Baldini sia d'ispirazione per il prossimo Ct. Verifiche su Malagò? Nostro dovere"

A SKY SPORT

Il ministro per lo Sport Andrea Abodi è intervenuto ai microfoni di Sky Sport in occasione della quattordicesima edizione dei WEmbrace Games, serata di sport e intrattenimento dedicata all'inclusione e organizzata da art4sport, associazione fondata nel 2009 dalla campionessa paralimpica Bebe Vio Grandis. Il ministro, oltre a commentare l'evento, ha anche parlato del futuro del calcio italiano

MALAGÒ INELEGGIBILE? ABODI CHIEDE PARERE A CONI E ANAC

Ministro, è sempre una bellissima occasione per ricordare il tema dell'inclusività, di cui Bebe è portacolori, non solo dell'Italia nel mondo, ma in generale.

"Sì, è una testimone vivente, ma soprattutto praticante, perché quello che succede in giornate come queste, dove l'attenzione è massima, Bebe le fa succedere in tutte le giornate. Quello che sta facendo nell'accademia a Milano e a Roma, e che comunque sta allargando i suoi orizzonti, è la dimostrazione che lei ha capito e ha fatto capire anche a noi che per quanto abbiamo bisogno di giornate speciali, quello che serve è tutti i giorni. L'inclusione, la coesione sociale, il rispetto nei confronti delle persone, lo sport per tutti e per tutti i corpi, non può essere un fatto straordinario. Deve diventare quotidianità".

 

Oltre a Bebe Vio c'è una grande Italia che vince. Le imprese di Andrea Kimi Antonelli sono in prima pagina ovunque in questi giorni, ma anche Flavio Cobolli che raggiunge la finale del Roland Garros, tre italiani ai quarti di finale, e mancava Sinner per un problema fisico durante il torneo. Bezzecchi in MotoGP, ce ne sono veramente tanti di italiani che portano alto il tricolore nel mondo dello sport.

"È l'eccellenza italiana che si allarga nei suoi orizzonti, nei suoi profili. Io non dimentico neanche la vittoria dell'Under 17 agli Europei di calcio. Ci sono aspetti della famiglia del calcio che continuano a essere molto competitivi: vuol dire che il talento c'è, ed è un talento che, sportivamente parlando, non rappresenta più un'eccezione ma è una meravigliosa abitudine che non deve mai renderci sazi. Bisogna sempre cercare di migliorare quando non vinciamo, arriviamo in finale e comunque siamo lì in tantissime discipline, anche quelle che si vedono leggermente di meno, a dimostrazione che lo sport in Italia riesce a essere vincente. Noi ci auguriamo insieme di poterlo trasformare anche in convincente. Vuol dire praticato, vuol dire diffusamente aperto e messo a disposizione. Questo abbraccio di Bebe Vio va esattamente in questa direzione, proprio perché lei ci ha insegnato non soltanto a vincere, ma anche a fare in modo che lo sport sia un elemento di benessere collettivo, comunitario, allargato, a disposizione di tutti e tutti i giorni, per tutti e per tutti i corpi".

 

Nell'Italia del calcio abbiamo visto anche la Nazionale maggiore, guidata da Silvio Baldini per queste due amichevoli, che ha ottenuto due vittorie. Lei lo terrebbe alla guida della Nazionale maggiore?

"Qualunque risposta sarebbe male interpretata. Io penso che almeno lo spirito di Silvio Baldini e dei ragazzi che sono scesi in campo, merita di essere di ispirazione per quelli che verranno, chiunque verrà. Perché, così come per il Santo Padre il Real Madrid è la sua squadra, per noi la squadra è la Nazionale. Qualunque Nazionale di qualsiasi sport, ce l'abbiamo nel cuore e vorremmo che riuscisse sempre ad arrivare alle competizioni internazionali. Lo spirito di questi giorni della Nazionale di calcio secondo me è quello giusto, al di là che i giocatori possano cambiare, al di là che l'allenatore possa cambiare. Quella passione, quella voglia di stare in campo in un certo modo, di stringere i denti e di arrivare fino in fondo all'obiettivo, penso che sia un patrimonio che Silvio Baldini e questi ragazzi mettono a disposizione del futuro".

 

Ci avviciniamo anche al 22 giugno che è la data dell'elezioni alla presidenza della Figc. In questi ultimi giorni abbiamo letto anche di verifiche con Coni e Anac riguardo alla norma relativa al pantouflage, il fenomeno delle porte girevoli, per cui Malagò uscito dalla presidenza del Coni possa essere o non essere eleggibile per la presidenza della Figc. Ci sono sviluppi in tal senso?

"Abbiamo fatto quello che ci è stato chiesto di fare dal Parlamento, in particolare dal senatore Marti, che peraltro è anche il Presidente della settima Commissione Sport e cultura. E adesso aspettiamo che chi ha titolo per esprimere un parere tecnico lo faccia nel rispetto dei tempi, possibilmente, e nel rispetto dei titoli. Noi, da questo punto di vista, stiamo semplicemente facendo il nostro dovere, che non è quello di esprimere pareri ma di raccoglierli".

 

Lei resta molto preoccupato in generale del momento del calcio italiano, o stiamo iniziando un percorso, cioè piano piano qualcosa stiamo cominciando a fare? Si vede una luce in fondo al tunnel? Qual è il suo sentimento in questo momento?

"Il mio sentimento è quello di auspicare che si faccia tesoro dell'esperienza, lo dico sempre, anche in modo monotono. La verità è che per me l'appuntamento elettorale, di fronte al quale sono rispettosamente in attesa, è solo una tappa di transito di qualcosa che deve succedere. Non è certamente in quel momento, in quel giorno, che si determinano le condizioni. Mi auguro che da quel giorno qualcosa cambi rispetto al passato. Lo spirito di un appuntamento come questo e di una giornata come questa in particolare, Play Wild, io penso che possa essere di ispirazione. Recuperare non tanto l'aspetto primordiale e primitivo, quanto lo spirito puro, semplice, naturale, che nello sport in generale aiuta sempre a ricominciare auspicando il raggiungimento degli obiettivi. E qui l'auspicio è che si possa tornare competitivi anche ai massimi livelli, non soltanto a livello giovanile. Questo vuol dire da un lato che, come sempre, non tutto sia sbagliato, e quindi va riconosciuto il merito laddove il merito si manifesta: la vittoria degli Europei Under 17, che si rinnova, è la dimostrazione che il talento c'è. Io mi auguro che lo si comprenda ai livelli anagraficamente superiori, soprattutto ai livelli calcisticamente superiori. Lasciamo spazio al talento italiano. Chiunque sia il presidente, gli verrà rivolto l'attenzione, il rispetto dovuti e necessari, ma quello che a noi interessa di più è che i problemi irrisolti trovino una soluzione".

 

Abodi: "Vorrei che chiunque sia eletto lo sia in piena legittimità"

Abodi è tornato anche sulla richiesta di avviare una verifica per chiarire l'applicazione sulle norme del pantouflage: "Quello che vorrei è che il 22 giugno, chiunque verrà eletto lo sia in piena legittimità - riporta una nota dell'Ansa -. Non abbiamo bisogno di situazioni precarie o che siano equivocabili. E questo passaggio tecnico serve a questo. Bisogna rispettare i loro tempi, ci sono stati dei precedenti e delle fonti alle quali attingere".