La Fiorentina riapre il campionato, la Juve è ko

Serie A

La Juventus cade nel posticipo della 20esima giornata sotto i colpi di un'ottima Fiorentina, capace di dominare i bianconeri soprattutto nel primo tempo. La squadra di Sousa va avanti 2-0 con i gol di Kalinic e Badelj, poi la reazione della capolista con la rete di Higuain che però non basta ad Allegri. La Roma ora è lontana solo 1 punto (ma con una partita in più) 

FIORENTINA-JUVENTUS 2-1
37' Kalinic (F), 54' Badelj (F), 57' Higuain (J)

Il tabellino e le pagelle

Lezione al campionato: questa Juve si può battere. In cattedra, ad arringare un popolo viola finalmente in festa, sale professor Paulo Sousa, che strapazza la capolista con le stesse armi solitamente utilizzate da Allegri. E allora, a Firenze, è la Juventus a fermarsi ancora, così come già accaduto nelle trasferte contro Inter, Milan e Genoa. 4 sconfitte in 20 partite non sono la fine del mondo, ma di certo non possono nemmeno essere il ruolino di marcia di una squadra che vuole dominare il campionato. Che ora è più aperto che mai, con la Roma lontana solo un punto (anche se con una partita in più). Alla fine, dunque, è un lungo incubo viola la notte del Franchi, dove i bianconeri praticamente non si presentano in campo, accusano il possesso dei padroni di casa e reagiscono solo in parte e solo quando sono già sotto 2-0. Troppo poco per battere la Fiorentina di oggi. D'altronde dopo 4 anni per i viola era proprio ora di tornare a fare festa.

Fuori Pjanic e Ilicic - Allegri recupera Chiellini e può così tornare a schierare la difesa a 3 titolare dopo quasi due mesi dall’ultima volta (vittoria contro il Napoli); a centrocampo turno di riposo a Pjanic, con Sturaro al posto del bosniaco. In avanti c'è la coppia argentina Higuain-Dybala. Sousa invece recupera Borja Valero, ma lascia fuori ilicic: proprio lo spagnolo gioca insieme a Bernardeschi alle spalle di Kalinic. Riesptto alla coppa Italia conferma per Sanchez come centrale di destra della difesa a 3. 

Dominio Viola - Fin dai primi minuti aggressività e ritmi alti sono le armi scelte dalla squadra di Sousa, capace di mettere più volte i brividi a Buffon nel quarto d’ora iniziale. Soprattutto grazie a Vecino, che in mezzo al campo è caldissimo e va vicino al gol in due circostanze nel giro di pochi minuti. Prima, al 6’, si inserisce in posizione centrale saltando in dribbling due giocatori e impegnando Buffon in una difficile parata a terra con un destro dal limite; poi, all’8’, viene pescato in area, supera Barzagli e spara con il sinistro, ma la palla sbatte sul palo esterno. La Juve per il momento sembra aspettare, ma in realtà è la vivacità della Fiorentina a lasciare poco spazio e campo agli uomini di Allegri. Schierato per la seconda volta di fila da difensore centrale di destra, il messicano Sanchez garantisce qualità alla manovra che all’11’ trova sfogo sulla destra: Chiesa controlla, carica in area a testa bassa e chiama Buffon alla seconda parata a terra della sua partita.

La reazione che non c'è - Gioca solo la Fiorentina nei primi 20 minuti, la Juve prova ad alzare il pressing ma non riesce a trovare le distanze giuste per recuperare palla e far male a Tatarusanu. Allora si deve passare dai calci piazzati, come al 22’, quando sugli sviluppi di un angolo la palla arriva ad Alex Sandro che controlla e spara dal limite, trovando attento il portiere romeno della Fiorentina. Solo un lampo, anche flebile, nel nulla bianconero. Il gioco infatti è sempre nelle mani della squadra di Sousa che comanda in maniera impressionante il dato del possesso palla (65%-35%). E a forza di avere il pallone tra i piedi e sviluppare gioco alla fine lo spazio giusto la Fiorentina lo trova. Ci si butta Nicola Kalinic, ottimamente imbeccato da Bernardeschi, il più lesto di tutti a recuperare un pallone vagante a 20 metri dalla porta: il croato entra in area sulla destra e spara un diagonale forte e preciso che si spegne alle spalle di Buffon. E’ l’1-0, più che meritato.

La Pipita non brilla - Il Franchi chiaramente è una bolgia, la Juventus evidentemente è ferita e prova una reazione poco convincente con Chiellini, ancora una volta su calcio piazzato. Chi è molto più pericoloso invece è Higuain, che a un minuto dalla fine del primo tempo, dopo un rimpallo, si ritrova per la prima volta sul destro l’occasione buona per segnare. Il tiro è potente, Olivera si immola in scivolata e tocca prima con la coscia e poi col braccio: tutto involontario, Banti lascia giustamente proseguire tra le proteste del pipita. Sono urla invece quelle di Allegri, perché la Juve non c’è e il primo tempo è un totale dominio viola.

Secondo tempo, stessa storia - A inizio ripresa i bianconeri sembrano più presenti in mezzo al campo, Higuain ci prova subito ma è ancora la Fiorentina, col passare dei minuti, a prendere in mano il gioco. Al 5’ Kalinic risponde all’argentino senza trovare la porta, ma il raddoppio è rimandato solo di qualche minuto. 4 per l’esattezza, proprio quando Badelj pesca il taglio interno di Chiesa: l’esterno tenta di toccare la palla senza riuscirci ma inganna comunque Buffon che non riesce ad allungarsi alla sua sinistra per respingere. Il numero 25 viola fa anche segno di no mentre esulta e, anche se a fine gara si prenderà la partenità della rete, il gol è tutto del play croato. Per la Viola in fondo cambia poco, il tabellone luminoso ora indica il 2-0.

Higuain accorcia - Per restare in partita la Juve capisce che deve reagire subito e lo fa in maniera veemente trovando il gol che riapre tutto dopo soli 3 minuti dal raddoppio viola. Dalla sinistra Alex Sandro scodella nell’area della Fiorentina attaccata da Sturaro e Higuain, la palla sbatte sul gomito del centrocampista, Olivera non riesce a intervenire e il Pipita si trova quasi per caso, per la seconda volta nella partita, la palla apparecchiata sul destro. Due errori di fila sono quasi inammissibili per Higuain e infatti si ritorna in mezzo al campo con la partita sul 2-1.

 

Pipita che non brilla - Il Franchi chiaramente è una bolgia, la Juventus evidentemente è ferita e prova una reazione poco convincente con Chiellini, ancora una volta su calcio piazzato. Chi è molto più pericoloso invece è Higuain, che a un minuto dalla fine del primo tempo, dopo un rimpallo, si ritrova per la prima volta sul destro l’occasione buona per segnare. Il tiro è potente, Olivera si immola in scivolata e tocca prima con la coscia e poi col braccio: tutto involontario, Banti lascia giustamente proseguire tra le proteste del pipita. Sono urla invece quelle di Allegri, perché la Juve non c’è e il primo tempo è un totale dominio viola.

Secondo tempo, stessa storia - A inizio ripresa i bianconeri sembrano più presenti in mezzo al campo, Higuain ci prova subito ma è ancora la Fiorentina, col passare dei minuti, a prendere in mano il gioco. Al 5’ Kalinic risponde all’argentino senza trovare la porta, ma il raddoppio è rimandato solo di qualche minuto. 4 per l’esattezza, proprio quando Badelj pesca il taglio interno di Chiesa: l’esterno tenta di toccare la palla senza riuscirci ma inganna comunque Buffon che non riesce ad allungarsi alla sua sinistra per respingere. Il numero 25 viola fa anche segno di no mentre esulta e, anche se a fine gara si prenderà la partenità della rete, il gol è tutto del play croato. Per la Viola in fondo cambia poco, il tabellone luminoso ora indica il 2-0.

Higuain accorcia - Per restare in partita la Juve capisce che deve reagire subito e lo fa in maniera veemente trovando il gol che riapre tutto dopo soli 3 minuti dal raddoppio viola. Dalla sinistra Alex Sandro scodella nell’area della Fiorentina attaccata da Sturaro e Higuain, la palla sbatte sul gomito del centrocampista, Olivera non riesce a intervenire e il Pipita si trova quasi per caso, per la seconda volta nella partita, la palla apparecchiata sul destro. Due errori di fila sono quasi inammissibili per Higuain e infatti si ritorna in mezzo al campo con la partita sul 2-1.

Juve ora padrona - Allegri cambia modulo, inserisce Pjaca per Sturaro e passa alla difesa a 4 per provare a schiacciare la Fiorentina che comunque riparte e va immediatamente vicinissima al terzo gol ancora con Vecino. Alla fine ora mancano 20 minuti e i ragazzi di Sousa cominciano ad accusare la stanchezza di una partita giocata a ritmi altissimi: la partita è evidentemente cambiata, con la Juve per la prima volta nella serata padrona di campo e pallone (66% contro 34% il possesso palla bianconero nella ripresa). Al 78’ Pjaca trova il primo spunto della sua gara, partendo dalla sinistra e superando in doppio passo prima Sanchez poi Badelj, ma il suo tiro si spegne sul braccio di Gonzalo Rodriguez: questa volta il rigore poteva starci. La Juve insiste e la Fiorentina sembra a un passo dal capitolare su una punizione dalla sinistra sulla quale si avventa Higuain. Tatarusanu para il colpo di testa, la palla resta a due metri dalla porta e nell’area piccola si alza una mischia paurosa dalla quale però la Fiorentina esce in qualche modo indenne.

Botte e nervi nel finale - Gli scontri fisici ora sono frequenti e anche vigorosi, volano calcioni e cartellini, mentre la Juve insiste più con la forza dei nervi che con la lucidità dei suoi nuovi entrati. Dybala, finora inesistente, si guadagna il voto peggiore di tutta la sua carriera bianconera a 3 minuti dalla fine quando spara col sinistro in curva Fiesole la palla del pareggio. E’ praticamente la parola fine per i bianconeri, che non riescono a essere ancora pericolosi ed escono dal Franchi con la quarta sconfitta del loro campionato, tutte fuori casa. La Fiorentina esulta e con lei tutte le inseguitrici di Allegri, Roma in testa, che ora è distante solo un punto. E’ vero la Juve deve ancora recuperare la trasferta di Crotone, ma il messaggio è chiaro: anche la Juve se non è al meglio si può battere. Chiedere a Sousa per conferme. 

Pipita che non brilla - Il Franchi chiaramente è una bolgia, la Juventus evidentemente è ferita e prova una reazione poco convincente con Chiellini, ancora una volta su calcio piazzato. Chi è molto più pericoloso invece è Higuain, che a un minuto dalla fine del primo tempo, dopo un rimpallo, si ritrova per la prima volta sul destro l’occasione buona per segnare. Il tiro è potente, Olivera si immola in scivolata e tocca prima con la coscia e poi col braccio: tutto involontario, Banti lascia giustamente proseguire tra le proteste del pipita. Sono urla invece quelle di Allegri, perché la Juve non c’è e il primo tempo è un totale dominio viola.

Secondo tempo, stessa storia - A inizio ripresa i bianconeri sembrano più presenti in mezzo al campo, Higuain ci prova subito ma è ancora la Fiorentina, col passare dei minuti, a prendere in mano il gioco. Al 5’ Kalinic risponde all’argentino senza trovare la porta, ma il raddoppio è rimandato solo di qualche minuto. 4 per l’esattezza, proprio quando Badelj pesca il taglio interno di Chiesa: l’esterno tenta di toccare la palla senza riuscirci ma inganna comunque Buffon che non riesce ad allungarsi alla sua sinistra per respingere. Il numero 25 viola fa anche segno di no mentre esulta e, anche se a fine gara si prenderà la partenità della rete, il gol è tutto del play croato. Per la Viola in fondo cambia poco, il tabellone luminoso ora indica il 2-0.

Higuain accorcia - Per restare in partita la Juve capisce che deve reagire subito e lo fa in maniera veemente trovando il gol che riapre tutto dopo soli 3 minuti dal raddoppio viola. Dalla sinistra Alex Sandro scodella nell’area della Fiorentina attaccata da Sturaro e Higuain, la palla sbatte sul gomito del centrocampista, Olivera non riesce a intervenire e il Pipita si trova quasi per caso, per la seconda volta nella partita, la palla apparecchiata sul destro. Due errori di fila sono quasi inammissibili per Higuain e infatti si ritorna in mezzo al campo con la partita sul 2-1.

Juve ora padrona - Allegri cambia modulo, inserisce Pjaca per Sturaro e passa alla difesa a 4 per provare a schiacciare la Fiorentina che comunque riparte e va immediatamente vicinissima al terzo gol ancora con Vecino. Alla fine ora mancano 20 minuti e i ragazzi di Sousa cominciano ad accusare la stanchezza di una partita giocata a ritmi altissimi: la partita è evidentemente cambiata, con la Juve per la prima volta nella serata padrona di campo e pallone (66% contro 34% il possesso palla bianconero nella ripresa). Al 78’ Pjaca trova il primo spunto della sua gara, partendo dalla sinistra e superando in doppio passo prima Sanchez poi Badelj, ma il suo tiro si spegne sul braccio di Gonzalo Rodriguez: questa volta il rigore poteva starci. La Juve insiste e la Fiorentina sembra a un passo dal capitolare su una punizione dalla sinistra sulla quale si avventa Higuain. Tatarusanu para il colpo di testa, la palla resta a due metri dalla porta e nell’area piccola si alza una mischia paurosa dalla quale però la Fiorentina esce in qualche modo indenne.

Botte e nervi nel finale - Gli scontri fisici ora sono frequenti e anche vigorosi, volano calcioni e cartellini, mentre la Juve insiste più con la forza dei nervi che con la lucidità dei suoi nuovi entrati. Dybala, finora inesistente, si guadagna il voto peggiore di tutta la sua carriera bianconera a 3 minuti dalla fine quando spara col sinistro in curva Fiesole la palla del pareggio. E’ praticamente la parola fine per i bianconeri, che non riescono a essere ancora pericolosi ed escono dal Franchi con la quarta sconfitta del loro campionato, tutte fuori casa. La Fiorentina esulta e con lei tutte le inseguitrici di Allegri, Roma in testa, che ora è distante solo un punto. E’ vero la Juve deve ancora recuperare la trasferta di Crotone, ma il messaggio è chiaro: anche la Juve se non è al meglio si può battere. Chiedere a Sousa per conferme. 

Pipita che non brilla - Il Franchi chiaramente è una bolgia, la Juventus evidentemente è ferita e prova una reazione poco convincente con Chiellini, ancora una volta su calcio piazzato. Chi è molto più pericoloso invece è Higuain, che a un minuto dalla fine del primo tempo, dopo un rimpallo, si ritrova per la prima volta sul destro l’occasione buona per segnare. Il tiro è potente, Olivera si immola in scivolata e tocca prima con la coscia e poi col braccio: tutto involontario, Banti lascia giustamente proseguire tra le proteste del pipita. Sono urla invece quelle di Allegri, perché la Juve non c’è e il primo tempo è un totale dominio viola.

Secondo tempo, stessa storia - A inizio ripresa i bianconeri sembrano più presenti in mezzo al campo, Higuain ci prova subito ma è ancora la Fiorentina, col passare dei minuti, a prendere in mano il gioco. Al 5’ Kalinic risponde all’argentino senza trovare la porta, ma il raddoppio è rimandato solo di qualche minuto. 4 per l’esattezza, proprio quando Badelj pesca il taglio interno di Chiesa: l’esterno tenta di toccare la palla senza riuscirci ma inganna comunque Buffon che non riesce ad allungarsi alla sua sinistra per respingere. Il numero 25 viola fa anche segno di no mentre esulta e, anche se a fine gara si prenderà la partenità della rete, il gol è tutto del play croato. Per la Viola in fondo cambia poco, il tabellone luminoso ora indica il 2-0.

Higuain accorcia - Per restare in partita la Juve capisce che deve reagire subito e lo fa in maniera veemente trovando il gol che riapre tutto dopo soli 3 minuti dal raddoppio viola. Dalla sinistra Alex Sandro scodella nell’area della Fiorentina attaccata da Sturaro e Higuain, la palla sbatte sul gomito del centrocampista, Olivera non riesce a intervenire e il Pipita si trova quasi per caso, per la seconda volta nella partita, la palla apparecchiata sul destro. Due errori di fila sono quasi inammissibili per Higuain e infatti si ritorna in mezzo al campo con la partita sul 2-1.

Juve ora padrona - Allegri cambia modulo, inserisce Pjaca per Sturaro e passa alla difesa a 4 per provare a schiacciare la Fiorentina che comunque riparte e va immediatamente vicinissima al terzo gol ancora con Vecino. Alla fine ora mancano 20 minuti e i ragazzi di Sousa cominciano ad accusare la stanchezza di una partita giocata a ritmi altissimi: la partita è evidentemente cambiata, con la Juve per la prima volta nella serata padrona di campo e pallone (66% contro 34% il possesso palla bianconero nella ripresa). Al 78’ Pjaca trova il primo spunto della sua gara, partendo dalla sinistra e superando in doppio passo prima Sanchez poi Badelj, ma il suo tiro si spegne sul braccio di Gonzalo Rodriguez: questa volta il rigore poteva starci. La Juve insiste e la Fiorentina sembra a un passo dal capitolare su una punizione dalla sinistra sulla quale si avventa Higuain. Tatarusanu para il colpo di testa, la palla resta a due metri dalla porta e nell’area piccola si alza una mischia paurosa dalla quale però la Fiorentina esce in qualche modo indenne.

Botte e nervi nel finale - Gli scontri fisici ora sono frequenti e anche vigorosi, volano calcioni e cartellini, mentre la Juve insiste più con la forza dei nervi che con la lucidità dei suoi nuovi entrati. Dybala, finora inesistente, si guadagna il voto peggiore di tutta la sua carriera bianconera a 3 minuti dalla fine quando spara col sinistro in curva Fiesole la palla del pareggio. E’ praticamente la parola fine per i bianconeri, che non riescono a essere ancora pericolosi ed escono dal Franchi con la quarta sconfitta del loro campionato, tutte fuori casa. La Fiorentina esulta e con lei tutte le inseguitrici di Allegri, Roma in testa, che ora è distante solo un punto. E’ vero la Juve deve ancora recuperare la trasferta di Crotone, ma il messaggio è chiaro: anche la Juve se non è al meglio si può battere. Chiedere a Sousa per conferme. 

Pipita che non brilla - Il Franchi chiaramente è una bolgia, la Juventus evidentemente è ferita e prova una reazione poco convincente con Chiellini, ancora una volta su calcio piazzato. Chi è molto più pericoloso invece è Higuain, che a un minuto dalla fine del primo tempo, dopo un rimpallo, si ritrova per la prima volta sul destro l’occasione buona per segnare. Il tiro è potente, Olivera si immola in scivolata e tocca prima con la coscia e poi col braccio: tutto involontario, Banti lascia giustamente proseguire tra le proteste del pipita. Sono urla invece quelle di Allegri, perché la Juve non c’è e il primo tempo è un totale dominio viola.

Secondo tempo, stessa storia - A inizio ripresa i bianconeri sembrano più presenti in mezzo al campo, Higuain ci prova subito ma è ancora la Fiorentina, col passare dei minuti, a prendere in mano il gioco. Al 5’ Kalinic risponde all’argentino senza trovare la porta, ma il raddoppio è rimandato solo di qualche minuto. 4 per l’esattezza, proprio quando Badelj pesca il taglio interno di Chiesa: l’esterno tenta di toccare la palla senza riuscirci ma inganna comunque Buffon che non riesce ad allungarsi alla sua sinistra per respingere. Il numero 25 viola fa anche segno di no mentre esulta e, anche se a fine gara si prenderà la partenità della rete, il gol è tutto del play croato. Per la Viola in fondo cambia poco, il tabellone luminoso ora indica il 2-0.

Higuain accorcia - Per restare in partita la Juve capisce che deve reagire subito e lo fa in maniera veemente trovando il gol che riapre tutto dopo soli 3 minuti dal raddoppio viola. Dalla sinistra Alex Sandro scodella nell’area della Fiorentina attaccata da Sturaro e Higuain, la palla sbatte sul gomito del centrocampista, Olivera non riesce a intervenire e il Pipita si trova quasi per caso, per la seconda volta nella partita, la palla apparecchiata sul destro. Due errori di fila sono quasi inammissibili per Higuain e infatti si ritorna in mezzo al campo con la partita sul 2-1.

Juve ora padrona - Allegri cambia modulo, inserisce Pjaca per Sturaro e passa alla difesa a 4 per provare a schiacciare la Fiorentina che comunque riparte e va immediatamente vicinissima al terzo gol ancora con Vecino. Alla fine ora mancano 20 minuti e i ragazzi di Sousa cominciano ad accusare la stanchezza di una partita giocata a ritmi altissimi: la partita è evidentemente cambiata, con la Juve per la prima volta nella serata padrona di campo e pallone (66% contro 34% il possesso palla bianconero nella ripresa). Al 78’ Pjaca trova il primo spunto della sua gara, partendo dalla sinistra e superando in doppio passo prima Sanchez poi Badelj, ma il suo tiro si spegne sul braccio di Gonzalo Rodriguez: questa volta il rigore poteva starci. La Juve insiste e la Fiorentina sembra a un passo dal capitolare su una punizione dalla sinistra sulla quale si avventa Higuain. Tatarusanu para il colpo di testa, la palla resta a due metri dalla porta e nell’area piccola si alza una mischia paurosa dalla quale però la Fiorentina esce in qualche modo indenne.

Botte e nervi nel finale - Gli scontri fisici ora sono frequenti e anche vigorosi, volano calcioni e cartellini, mentre la Juve insiste più con la forza dei nervi che con la lucidità dei suoi nuovi entrati. Dybala, finora inesistente, si guadagna il voto peggiore di tutta la sua carriera bianconera a 3 minuti dalla fine quando spara col sinistro in curva Fiesole la palla del pareggio. E’ praticamente la parola fine per i bianconeri, che non riescono a essere ancora pericolosi ed escono dal Franchi con la quarta sconfitta del loro campionato, tutte fuori casa. La Fiorentina esulta e con lei tutte le inseguitrici di Allegri, Roma in testa, che ora è distante solo un punto. E’ vero la Juve deve ancora recuperare la trasferta di Crotone, ma il messaggio è chiaro: anche la Juve se non è al meglio si può battere. Chiedere a Sousa per conferme. 

Pipita che non brilla - Il Franchi chiaramente è una bolgia, la Juventus evidentemente è ferita e prova una reazione poco convincente con Chiellini, ancora una volta su calcio piazzato. Chi è molto più pericoloso invece è Higuain, che a un minuto dalla fine del primo tempo, dopo un rimpallo, si ritrova per la prima volta sul destro l’occasione buona per segnare. Il tiro è potente, Olivera si immola in scivolata e tocca prima con la coscia e poi col braccio: tutto involontario, Banti lascia giustamente proseguire tra le proteste del pipita. Sono urla invece quelle di Allegri, perché la Juve non c’è e il primo tempo è un totale dominio viola.

Secondo tempo, stessa storia - A inizio ripresa i bianconeri sembrano più presenti in mezzo al campo, Higuain ci prova subito ma è ancora la Fiorentina, col passare dei minuti, a prendere in mano il gioco. Al 5’ Kalinic risponde all’argentino senza trovare la porta, ma il raddoppio è rimandato solo di qualche minuto. 4 per l’esattezza, proprio quando Badelj pesca il taglio interno di Chiesa: l’esterno tenta di toccare la palla senza riuscirci ma inganna comunque Buffon che non riesce ad allungarsi alla sua sinistra per respingere. Il numero 25 viola fa anche segno di no mentre esulta e, anche se a fine gara si prenderà la partenità della rete, il gol è tutto del play croato. Per la Viola in fondo cambia poco, il tabellone luminoso ora indica il 2-0.

Higuain accorcia - Per restare in partita la Juve capisce che deve reagire subito e lo fa in maniera veemente trovando il gol che riapre tutto dopo soli 3 minuti dal raddoppio viola. Dalla sinistra Alex Sandro scodella nell’area della Fiorentina attaccata da Sturaro e Higuain, la palla sbatte sul gomito del centrocampista, Olivera non riesce a intervenire e il Pipita si trova quasi per caso, per la seconda volta nella partita, la palla apparecchiata sul destro. Due errori di fila sono quasi inammissibili per Higuain e infatti si ritorna in mezzo al campo con la partita sul 2-1.

Juve ora padrona - Allegri cambia modulo, inserisce Pjaca per Sturaro e passa alla difesa a 4 per provare a schiacciare la Fiorentina che comunque riparte e va immediatamente vicinissima al terzo gol ancora con Vecino. Alla fine ora mancano 20 minuti e i ragazzi di Sousa cominciano ad accusare la stanchezza di una partita giocata a ritmi altissimi: la partita è evidentemente cambiata, con la Juve per la prima volta nella serata padrona di campo e pallone (66% contro 34% il possesso palla bianconero nella ripresa). Al 78’ Pjaca trova il primo spunto della sua gara, partendo dalla sinistra e superando in doppio passo prima Sanchez poi Badelj, ma il suo tiro si spegne sul braccio di Gonzalo Rodriguez: questa volta il rigore poteva starci. La Juve insiste e la Fiorentina sembra a un passo dal capitolare su una punizione dalla sinistra sulla quale si avventa Higuain. Tatarusanu para il colpo di testa, la palla resta a due metri dalla porta e nell’area piccola si alza una mischia paurosa dalla quale però la Fiorentina esce in qualche modo indenne.

Botte e nervi nel finale - Gli scontri fisici ora sono frequenti e anche vigorosi, volano calcioni e cartellini, mentre la Juve insiste più con la forza dei nervi che con la lucidità dei suoi nuovi entrati. Dybala, finora inesistente, si guadagna il voto peggiore di tutta la sua carriera bianconera a 3 minuti dalla fine quando spara col sinistro in curva Fiesole la palla del pareggio. E’ praticamente la parola fine per i bianconeri, che non riescono a essere ancora pericolosi ed escono dal Franchi con la quarta sconfitta del loro campionato, tutte fuori casa. La Fiorentina esulta e con lei tutte le inseguitrici di Allegri, Roma in testa, che ora è distante solo un punto. E’ vero la Juve deve ancora recuperare la trasferta di Crotone, ma il messaggio è chiaro: anche la Juve se non è al meglio si può battere. Chiedere a Sousa per conferme. 

Pipita che non brilla - Il Franchi chiaramente è una bolgia, la Juventus evidentemente è ferita e prova una reazione poco convincente con Chiellini, ancora una volta su calcio piazzato. Chi è molto più pericoloso invece è Higuain, che a un minuto dalla fine del primo tempo, dopo un rimpallo, si ritrova per la prima volta sul destro l’occasione buona per segnare. Il tiro è potente, Olivera si immola in scivolata e tocca prima con la coscia e poi col braccio: tutto involontario, Banti lascia giustamente proseguire tra le proteste del pipita. Sono urla invece quelle di Allegri, perché la Juve non c’è e il primo tempo è un totale dominio viola.

Secondo tempo, stessa storia - A inizio ripresa i bianconeri sembrano più presenti in mezzo al campo, Higuain ci prova subito ma è ancora la Fiorentina, col passare dei minuti, a prendere in mano il gioco. Al 5’ Kalinic risponde all’argentino senza trovare la porta, ma il raddoppio è rimandato solo di qualche minuto. 4 per l’esattezza, proprio quando Badelj pesca il taglio interno di Chiesa: l’esterno tenta di toccare la palla senza riuscirci ma inganna comunque Buffon che non riesce ad allungarsi alla sua sinistra per respingere. Il numero 25 viola fa anche segno di no mentre esulta e, anche se a fine gara si prenderà la partenità della rete, il gol è tutto del play croato. Per la Viola in fondo cambia poco, il tabellone luminoso ora indica il 2-0.

Higuain accorcia - Per restare in partita la Juve capisce che deve reagire subito e lo fa in maniera veemente trovando il gol che riapre tutto dopo soli 3 minuti dal raddoppio viola. Dalla sinistra Alex Sandro scodella nell’area della Fiorentina attaccata da Sturaro e Higuain, la palla sbatte sul gomito del centrocampista, Olivera non riesce a intervenire e il Pipita si trova quasi per caso, per la seconda volta nella partita, la palla apparecchiata sul destro. Due errori di fila sono quasi inammissibili per Higuain e infatti si ritorna in mezzo al campo con la partita sul 2-1.

Juve ora padrona - Allegri cambia modulo, inserisce Pjaca per Sturaro e passa alla difesa a 4 per provare a schiacciare la Fiorentina che comunque riparte e va immediatamente vicinissima al terzo gol ancora con Vecino. Alla fine ora mancano 20 minuti e i ragazzi di Sousa cominciano ad accusare la stanchezza di una partita giocata a ritmi altissimi: la partita è evidentemente cambiata, con la Juve per la prima volta nella serata padrona di campo e pallone (66% contro 34% il possesso palla bianconero nella ripresa). Al 78’ Pjaca trova il primo spunto della sua gara, partendo dalla sinistra e superando in doppio passo prima Sanchez poi Badelj, ma il suo tiro si spegne sul braccio di Gonzalo Rodriguez: questa volta il rigore poteva starci. La Juve insiste e la Fiorentina sembra a un passo dal capitolare su una punizione dalla sinistra sulla quale si avventa Higuain. Tatarusanu para il colpo di testa, la palla resta a due metri dalla porta e nell’area piccola si alza una mischia paurosa dalla quale però la Fiorentina esce in qualche modo indenne.

Botte e nervi nel finale - Gli scontri fisici ora sono frequenti e anche vigorosi, volano calcioni e cartellini, mentre la Juve insiste più con la forza dei nervi che con la lucidità dei suoi nuovi entrati. Dybala, finora inesistente, si guadagna il voto peggiore di tutta la sua carriera bianconera a 3 minuti dalla fine quando spara col sinistro in curva Fiesole la palla del pareggio. E’ praticamente la parola fine per i bianconeri, che non riescono a essere ancora pericolosi ed escono dal Franchi con la quarta sconfitta del loro campionato, tutte fuori casa. La Fiorentina esulta e con lei tutte le inseguitrici di Allegri, Roma in testa, che ora è distante solo un punto. E’ vero la Juve deve ancora recuperare la trasferta di Crotone, ma il messaggio è chiaro: anche la Juve se non è al meglio si può battere. Chiedere a Sousa per conferme. 

Pipita che non brilla - Il Franchi chiaramente è una bolgia, la Juventus evidentemente è ferita e prova una reazione poco convincente con Chiellini, ancora una volta su calcio piazzato. Chi è molto più pericoloso invece è Higuain, che a un minuto dalla fine del primo tempo, dopo un rimpallo, si ritrova per la prima volta sul destro l’occasione buona per segnare. Il tiro è potente, Olivera si immola in scivolata e tocca prima con la coscia e poi col braccio: tutto involontario, Banti lascia giustamente proseguire tra le proteste del pipita. Sono urla invece quelle di Allegri, perché la Juve non c’è e il primo tempo è un totale dominio viola.

Secondo tempo, stessa storia - A inizio ripresa i bianconeri sembrano più presenti in mezzo al campo, Higuain ci prova subito ma è ancora la Fiorentina, col passare dei minuti, a prendere in mano il gioco. Al 5’ Kalinic risponde all’argentino senza trovare la porta, ma il raddoppio è rimandato solo di qualche minuto. 4 per l’esattezza, proprio quando Badelj pesca il taglio interno di Chiesa: l’esterno tenta di toccare la palla senza riuscirci ma inganna comunque Buffon che non riesce ad allungarsi alla sua sinistra per respingere. Il numero 25 viola fa anche segno di no mentre esulta e, anche se a fine gara si prenderà la partenità della rete, il gol è tutto del play croato. Per la Viola in fondo cambia poco, il tabellone luminoso ora indica il 2-0.

Higuain accorcia - Per restare in partita la Juve capisce che deve reagire subito e lo fa in maniera veemente trovando il gol che riapre tutto dopo soli 3 minuti dal raddoppio viola. Dalla sinistra Alex Sandro scodella nell’area della Fiorentina attaccata da Sturaro e Higuain, la palla sbatte sul gomito del centrocampista, Olivera non riesce a intervenire e il Pipita si trova quasi per caso, per la seconda volta nella partita, la palla apparecchiata sul destro. Due errori di fila sono quasi inammissibili per Higuain e infatti si ritorna in mezzo al campo con la partita sul 2-1.

Juve ora padrona - Allegri cambia modulo, inserisce Pjaca per Sturaro e passa alla difesa a 4 per provare a schiacciare la Fiorentina che comunque riparte e va immediatamente vicinissima al terzo gol ancora con Vecino. Alla fine ora mancano 20 minuti e i ragazzi di Sousa cominciano ad accusare la stanchezza di una partita giocata a ritmi altissimi: la partita è evidentemente cambiata, con la Juve per la prima volta nella serata padrona di campo e pallone (66% contro 34% il possesso palla bianconero nella ripresa). Al 78’ Pjaca trova il primo spunto della sua gara, partendo dalla sinistra e superando in doppio passo prima Sanchez poi Badelj, ma il suo tiro si spegne sul braccio di Gonzalo Rodriguez: questa volta il rigore poteva starci. La Juve insiste e la Fiorentina sembra a un passo dal capitolare su una punizione dalla sinistra sulla quale si avventa Higuain. Tatarusanu para il colpo di testa, la palla resta a due metri dalla porta e nell’area piccola si alza una mischia paurosa dalla quale però la Fiorentina esce in qualche modo indenne.

Botte e nervi nel finale - Gli scontri fisici ora sono frequenti e anche vigorosi, volano calcioni e cartellini, mentre la Juve insiste più con la forza dei nervi che con la lucidità dei suoi nuovi entrati. Dybala, finora inesistente, si guadagna il voto peggiore di tutta la sua carriera bianconera a 3 minuti dalla fine quando spara col sinistro in curva Fiesole la palla del pareggio. E’ praticamente la parola fine per i bianconeri, che non riescono a essere ancora pericolosi ed escono dal Franchi con la quarta sconfitta del loro campionato, tutte fuori casa. La Fiorentina esulta e con lei tutte le inseguitrici di Allegri, Roma in testa, che ora è distante solo un punto. E’ vero la Juve deve ancora recuperare la trasferta di Crotone, ma il messaggio è chiaro: anche la Juve se non è al meglio si può battere. Chiedere a Sousa per conferme. 

Pipita che non brilla - Il Franchi chiaramente è una bolgia, la Juventus evidentemente è ferita e prova una reazione poco convincente con Chiellini, ancora una volta su calcio piazzato. Chi è molto più pericoloso invece è Higuain, che a un minuto dalla fine del primo tempo, dopo un rimpallo, si ritrova per la prima volta sul destro l’occasione buona per segnare. Il tiro è potente, Olivera si immola in scivolata e tocca prima con la coscia e poi col braccio: tutto involontario, Banti lascia giustamente proseguire tra le proteste del pipita. Sono urla invece quelle di Allegri, perché la Juve non c’è e il primo tempo è un totale dominio viola.

Secondo tempo, stessa storia - A inizio ripresa i bianconeri sembrano più presenti in mezzo al campo, Higuain ci prova subito ma è ancora la Fiorentina, col passare dei minuti, a prendere in mano il gioco. Al 5’ Kalinic risponde all’argentino senza trovare la porta, ma il raddoppio è rimandato solo di qualche minuto. 4 per l’esattezza, proprio quando Badelj pesca il taglio interno di Chiesa: l’esterno tenta di toccare la palla senza riuscirci ma inganna comunque Buffon che non riesce ad allungarsi alla sua sinistra per respingere. Il numero 25 viola fa anche segno di no mentre esulta e, anche se a fine gara si prenderà la partenità della rete, il gol è tutto del play croato. Per la Viola in fondo cambia poco, il tabellone luminoso ora indica il 2-0.

Higuain accorcia - Per restare in partita la Juve capisce che deve reagire subito e lo fa in maniera veemente trovando il gol che riapre tutto dopo soli 3 minuti dal raddoppio viola. Dalla sinistra Alex Sandro scodella nell’area della Fiorentina attaccata da Sturaro e Higuain, la palla sbatte sul gomito del centrocampista, Olivera non riesce a intervenire e il Pipita si trova quasi per caso, per la seconda volta nella partita, la palla apparecchiata sul destro. Due errori di fila sono quasi inammissibili per Higuain e infatti si ritorna in mezzo al campo con la partita sul 2-1.

Juve ora padrona - Allegri cambia modulo, inserisce Pjaca per Sturaro e passa alla difesa a 4 per provare a schiacciare la Fiorentina che comunque riparte e va immediatamente vicinissima al terzo gol ancora con Vecino. Alla fine ora mancano 20 minuti e i ragazzi di Sousa cominciano ad accusare la stanchezza di una partita giocata a ritmi altissimi: la partita è evidentemente cambiata, con la Juve per la prima volta nella serata padrona di campo e pallone (66% contro 34% il possesso palla bianconero nella ripresa). Al 78’ Pjaca trova il primo spunto della sua gara, partendo dalla sinistra e superando in doppio passo prima Sanchez poi Badelj, ma il suo tiro si spegne sul braccio di Gonzalo Rodriguez: questa volta il rigore poteva starci. La Juve insiste e la Fiorentina sembra a un passo dal capitolare su una punizione dalla sinistra sulla quale si avventa Higuain. Tatarusanu para il colpo di testa, la palla resta a due metri dalla porta e nell’area piccola si alza una mischia paurosa dalla quale però la Fiorentina esce in qualche modo indenne.

Botte e nervi nel finale - Gli scontri fisici ora sono frequenti e anche vigorosi, volano calcioni e cartellini, mentre la Juve insiste più con la forza dei nervi che con la lucidità dei suoi nuovi entrati. Dybala, finora inesistente, si guadagna il voto peggiore di tutta la sua carriera bianconera a 3 minuti dalla fine quando spara col sinistro in curva Fiesole la palla del pareggio. E’ praticamente la parola fine per i bianconeri, che non riescono a essere ancora pericolosi ed escono dal Franchi con la quarta sconfitta del loro campionato, tutte fuori casa. La Fiorentina esulta e con lei tutte le inseguitrici di Allegri, Roma in testa, che ora è distante solo un punto. E’ vero la Juve deve ancora recuperare la trasferta di Crotone, ma il messaggio è chiaro: anche la Juve se non è al meglio si può battere. Chiedere a Sousa per conferme. 

Pipita che non brilla - Il Franchi chiaramente è una bolgia, la Juventus evidentemente è ferita e prova una reazione poco convincente con Chiellini, ancora una volta su calcio piazzato. Chi è molto più pericoloso invece è Higuain, che a un minuto dalla fine del primo tempo, dopo un rimpallo, si ritrova per la prima volta sul destro l’occasione buona per segnare. Il tiro è potente, Olivera si immola in scivolata e tocca prima con la coscia e poi col braccio: tutto involontario, Banti lascia giustamente proseguire tra le proteste del pipita. Sono urla invece quelle di Allegri, perché la Juve non c’è e il primo tempo è un totale dominio viola.

Secondo tempo, stessa storia - A inizio ripresa i bianconeri sembrano più presenti in mezzo al campo, Higuain ci prova subito ma è ancora la Fiorentina, col passare dei minuti, a prendere in mano il gioco. Al 5’ Kalinic risponde all’argentino senza trovare la porta, ma il raddoppio è rimandato solo di qualche minuto. 4 per l’esattezza, proprio quando Badelj pesca il taglio interno di Chiesa: l’esterno tenta di toccare la palla senza riuscirci ma inganna comunque Buffon che non riesce ad allungarsi alla sua sinistra per respingere. Il numero 25 viola fa anche segno di no mentre esulta e, anche se a fine gara si prenderà la partenità della rete, il gol è tutto del play croato. Per la Viola in fondo cambia poco, il tabellone luminoso ora indica il 2-0.

Higuain accorcia - Per restare in partita la Juve capisce che deve reagire subito e lo fa in maniera veemente trovando il gol che riapre tutto dopo soli 3 minuti dal raddoppio viola. Dalla sinistra Alex Sandro scodella nell’area della Fiorentina attaccata da Sturaro e Higuain, la palla sbatte sul gomito del centrocampista, Olivera non riesce a intervenire e il Pipita si trova quasi per caso, per la seconda volta nella partita, la palla apparecchiata sul destro. Due errori di fila sono quasi inammissibili per Higuain e infatti si ritorna in mezzo al campo con la partita sul 2-1.

Juve ora padrona - Allegri cambia modulo, inserisce Pjaca per Sturaro e passa alla difesa a 4 per provare a schiacciare la Fiorentina che comunque riparte e va immediatamente vicinissima al terzo gol ancora con Vecino. Alla fine ora mancano 20 minuti e i ragazzi di Sousa cominciano ad accusare la stanchezza di una partita giocata a ritmi altissimi: la partita è evidentemente cambiata, con la Juve per la prima volta nella serata padrona di campo e pallone (66% contro 34% il possesso palla bianconero nella ripresa). Al 78’ Pjaca trova il primo spunto della sua gara, partendo dalla sinistra e superando in doppio passo prima Sanchez poi Badelj, ma il suo tiro si spegne sul braccio di Gonzalo Rodriguez: questa volta il rigore poteva starci. La Juve insiste e la Fiorentina sembra a un passo dal capitolare su una punizione dalla sinistra sulla quale si avventa Higuain. Tatarusanu para il colpo di testa, la palla resta a due metri dalla porta e nell’area piccola si alza una mischia paurosa dalla quale però la Fiorentina esce in qualche modo indenne.

Botte e nervi nel finale - Gli scontri fisici ora sono frequenti e anche vigorosi, volano calcioni e cartellini, mentre la Juve insiste più con la forza dei nervi che con la lucidità dei suoi nuovi entrati. Dybala, finora inesistente, si guadagna il voto peggiore di tutta la sua carriera bianconera a 3 minuti dalla fine quando spara col sinistro in curva Fiesole la palla del pareggio. E’ praticamente la parola fine per i bianconeri, che non riescono a essere ancora pericolosi ed escono dal Franchi con la quarta sconfitta del loro campionato, tutte fuori casa. La Fiorentina esulta e con lei tutte le inseguitrici di Allegri, Roma in testa, che ora è distante solo un punto. E’ vero la Juve deve ancora recuperare la trasferta di Crotone, ma il messaggio è chiaro: anche la Juve se non è al meglio si può battere. Chiedere a Sousa per conferme. 

Pipita che non brilla - Il Franchi chiaramente è una bolgia, la Juventus evidentemente è ferita e prova una reazione poco convincente con Chiellini, ancora una volta su calcio piazzato. Chi è molto più pericoloso invece è Higuain, che a un minuto dalla fine del primo tempo, dopo un rimpallo, si ritrova per la prima volta sul destro l’occasione buona per segnare. Il tiro è potente, Olivera si immola in scivolata e tocca prima con la coscia e poi col braccio: tutto involontario, Banti lascia giustamente proseguire tra le proteste del pipita. Sono urla invece quelle di Allegri, perché la Juve non c’è e il primo tempo è un totale dominio viola.

Secondo tempo, stessa storia - A inizio ripresa i bianconeri sembrano più presenti in mezzo al campo, Higuain ci prova subito ma è ancora la Fiorentina, col passare dei minuti, a prendere in mano il gioco. Al 5’ Kalinic risponde all’argentino senza trovare la porta, ma il raddoppio è rimandato solo di qualche minuto. 4 per l’esattezza, proprio quando Badelj pesca il taglio interno di Chiesa: l’esterno tenta di toccare la palla senza riuscirci ma inganna comunque Buffon che non riesce ad allungarsi alla sua sinistra per respingere. Il numero 25 viola fa anche segno di no mentre esulta e, anche se a fine gara si prenderà la partenità della rete, il gol è tutto del play croato. Per la Viola in fondo cambia poco, il tabellone luminoso ora indica il 2-0.

Higuain accorcia - Per restare in partita la Juve capisce che deve reagire subito e lo fa in maniera veemente trovando il gol che riapre tutto dopo soli 3 minuti dal raddoppio viola. Dalla sinistra Alex Sandro scodella nell’area della Fiorentina attaccata da Sturaro e Higuain, la palla sbatte sul gomito del centrocampista, Olivera non riesce a intervenire e il Pipita si trova quasi per caso, per la seconda volta nella partita, la palla apparecchiata sul destro. Due errori di fila sono quasi inammissibili per Higuain e infatti si ritorna in mezzo al campo con la partita sul 2-1.

Juve ora padrona - Allegri cambia modulo, inserisce Pjaca per Sturaro e passa alla difesa a 4 per provare a schiacciare la Fiorentina che comunque riparte e va immediatamente vicinissima al terzo gol ancora con Vecino. Alla fine ora mancano 20 minuti e i ragazzi di Sousa cominciano ad accusare la stanchezza di una partita giocata a ritmi altissimi: la partita è evidentemente cambiata, con la Juve per la prima volta nella serata padrona di campo e pallone (66% contro 34% il possesso palla bianconero nella ripresa). Al 78’ Pjaca trova il primo spunto della sua gara, partendo dalla sinistra e superando in doppio passo prima Sanchez poi Badelj, ma il suo tiro si spegne sul braccio di Gonzalo Rodriguez: questa volta il rigore poteva starci. La Juve insiste e la Fiorentina sembra a un passo dal capitolare su una punizione dalla sinistra sulla quale si avventa Higuain. Tatarusanu para il colpo di testa, la palla resta a due metri dalla porta e nell’area piccola si alza una mischia paurosa dalla quale però la Fiorentina esce in qualche modo indenne.

Botte e nervi nel finale - Gli scontri fisici ora sono frequenti e anche vigorosi, volano calcioni e cartellini, mentre la Juve insiste più con la forza dei nervi che con la lucidità dei suoi nuovi entrati. Dybala, finora inesistente, si guadagna il voto peggiore di tutta la sua carriera bianconera a 3 minuti dalla fine quando spara col sinistro in curva Fiesole la palla del pareggio. E’ praticamente la parola fine per i bianconeri, che non riescono a essere ancora pericolosi ed escono dal Franchi con la quarta sconfitta del loro campionato, tutte fuori casa. La Fiorentina esulta e con lei tutte le inseguitrici di Allegri, Roma in testa, che ora è distante solo un punto. E’ vero la Juve deve ancora recuperare la trasferta di Crotone, ma il messaggio è chiaro: anche la Juve se non è al meglio si può battere. Chiedere a Sousa per conferme. 

Pipita che non brilla - Il Franchi chiaramente è una bolgia, la Juventus evidentemente è ferita e prova una reazione poco convincente con Chiellini, ancora una volta su calcio piazzato. Chi è molto più pericoloso invece è Higuain, che a un minuto dalla fine del primo tempo, dopo un rimpallo, si ritrova per la prima volta sul destro l’occasione buona per segnare. Il tiro è potente, Olivera si immola in scivolata e tocca prima con la coscia e poi col braccio: tutto involontario, Banti lascia giustamente proseguire tra le proteste del pipita. Sono urla invece quelle di Allegri, perché la Juve non c’è e il primo tempo è un totale dominio viola.

Secondo tempo, stessa storia - A inizio ripresa i bianconeri sembrano più presenti in mezzo al campo, Higuain ci prova subito ma è ancora la Fiorentina, col passare dei minuti, a prendere in mano il gioco. Al 5’ Kalinic risponde all’argentino senza trovare la porta, ma il raddoppio è rimandato solo di qualche minuto. 4 per l’esattezza, proprio quando Badelj pesca il taglio interno di Chiesa: l’esterno tenta di toccare la palla senza riuscirci ma inganna comunque Buffon che non riesce ad allungarsi alla sua sinistra per respingere. Il numero 25 viola fa anche segno di no mentre esulta e, anche se a fine gara si prenderà la partenità della rete, il gol è tutto del play croato. Per la Viola in fondo cambia poco, il tabellone luminoso ora indica il 2-0.

Higuain accorcia - Per restare in partita la Juve capisce che deve reagire subito e lo fa in maniera veemente trovando il gol che riapre tutto dopo soli 3 minuti dal raddoppio viola. Dalla sinistra Alex Sandro scodella nell’area della Fiorentina attaccata da Sturaro e Higuain, la palla sbatte sul gomito del centrocampista, Olivera non riesce a intervenire e il Pipita si trova quasi per caso, per la seconda volta nella partita, la palla apparecchiata sul destro. Due errori di fila sono quasi inammissibili per Higuain e infatti si ritorna in mezzo al campo con la partita sul 2-1.

Juve ora padrona - Allegri cambia modulo, inserisce Pjaca per Sturaro e passa alla difesa a 4 per provare a schiacciare la Fiorentina che comunque riparte e va immediatamente vicinissima al terzo gol ancora con Vecino. Alla fine ora mancano 20 minuti e i ragazzi di Sousa cominciano ad accusare la stanchezza di una partita giocata a ritmi altissimi: la partita è evidentemente cambiata, con la Juve per la prima volta nella serata padrona di campo e pallone (66% contro 34% il possesso palla bianconero nella ripresa). Al 78’ Pjaca trova il primo spunto della sua gara, partendo dalla sinistra e superando in doppio passo prima Sanchez poi Badelj, ma il suo tiro si spegne sul braccio di Gonzalo Rodriguez: questa volta il rigore poteva starci. La Juve insiste e la Fiorentina sembra a un passo dal capitolare su una punizione dalla sinistra sulla quale si avventa Higuain. Tatarusanu para il colpo di testa, la palla resta a due metri dalla porta e nell’area piccola si alza una mischia paurosa dalla quale però la Fiorentina esce in qualche modo indenne.

Botte e nervi nel finale - Gli scontri fisici ora sono frequenti e anche vigorosi, volano calcioni e cartellini, mentre la Juve insiste più con la forza dei nervi che con la lucidità dei suoi nuovi entrati. Dybala, finora inesistente, si guadagna il voto peggiore di tutta la sua carriera bianconera a 3 minuti dalla fine quando spara col sinistro in curva Fiesole la palla del pareggio. E’ praticamente la parola fine per i bianconeri, che non riescono a essere ancora pericolosi ed escono dal Franchi con la quarta sconfitta del loro campionato, tutte fuori casa. La Fiorentina esulta e con lei tutte le inseguitrici di Allegri, Roma in testa, che ora è distante solo un punto. E’ vero la Juve deve ancora recuperare la trasferta di Crotone, ma il messaggio è chiaro: anche la Juve se non è al meglio si può battere. Chiedere a Sousa per conferme. 

Pipita che non brilla - Il Franchi chiaramente è una bolgia, la Juventus evidentemente è ferita e prova una reazione poco convincente con Chiellini, ancora una volta su calcio piazzato. Chi è molto più pericoloso invece è Higuain, che a un minuto dalla fine del primo tempo, dopo un rimpallo, si ritrova per la prima volta sul destro l’occasione buona per segnare. Il tiro è potente, Olivera si immola in scivolata e tocca prima con la coscia e poi col braccio: tutto involontario, Banti lascia giustamente proseguire tra le proteste del pipita. Sono urla invece quelle di Allegri, perché la Juve non c’è e il primo tempo è un totale dominio viola.

Secondo tempo, stessa storia - A inizio ripresa i bianconeri sembrano più presenti in mezzo al campo, Higuain ci prova subito ma è ancora la Fiorentina, col passare dei minuti, a prendere in mano il gioco. Al 5’ Kalinic risponde all’argentino senza trovare la porta, ma il raddoppio è rimandato solo di qualche minuto. 4 per l’esattezza, proprio quando Badelj pesca il taglio interno di Chiesa: l’esterno tenta di toccare la palla senza riuscirci ma inganna comunque Buffon che non riesce ad allungarsi alla sua sinistra per respingere. Il numero 25 viola fa anche segno di no mentre esulta e, anche se a fine gara si prenderà la partenità della rete, il gol è tutto del play croato. Per la Viola in fondo cambia poco, il tabellone luminoso ora indica il 2-0.

Higuain accorcia - Per restare in partita la Juve capisce che deve reagire subito e lo fa in maniera veemente trovando il gol che riapre tutto dopo soli 3 minuti dal raddoppio viola. Dalla sinistra Alex Sandro scodella nell’area della Fiorentina attaccata da Sturaro e Higuain, la palla sbatte sul gomito del centrocampista, Olivera non riesce a intervenire e il Pipita si trova quasi per caso, per la seconda volta nella partita, la palla apparecchiata sul destro. Due errori di fila sono quasi inammissibili per Higuain e infatti si ritorna in mezzo al campo con la partita sul 2-1.

Juve ora padrona - Allegri cambia modulo, inserisce Pjaca per Sturaro e passa alla difesa a 4 per provare a schiacciare la Fiorentina che comunque riparte e va immediatamente vicinissima al terzo gol ancora con Vecino. Alla fine ora mancano 20 minuti e i ragazzi di Sousa cominciano ad accusare la stanchezza di una partita giocata a ritmi altissimi: la partita è evidentemente cambiata, con la Juve per la prima volta nella serata padrona di campo e pallone (66% contro 34% il possesso palla bianconero nella ripresa). Al 78’ Pjaca trova il primo spunto della sua gara, partendo dalla sinistra e superando in doppio passo prima Sanchez poi Badelj, ma il suo tiro si spegne sul braccio di Gonzalo Rodriguez: questa volta il rigore poteva starci. La Juve insiste e la Fiorentina sembra a un passo dal capitolare su una punizione dalla sinistra sulla quale si avventa Higuain. Tatarusanu para il colpo di testa, la palla resta a due metri dalla porta e nell’area piccola si alza una mischia paurosa dalla quale però la Fiorentina esce in qualche modo indenne.

Botte e nervi nel finale - Gli scontri fisici ora sono frequenti e anche vigorosi, volano calcioni e cartellini, mentre la Juve insiste più con la forza dei nervi che con la lucidità dei suoi nuovi entrati. Dybala, finora inesistente, si guadagna il voto peggiore di tutta la sua carriera bianconera a 3 minuti dalla fine quando spara col sinistro in curva Fiesole la palla del pareggio. E’ praticamente la parola fine per i bianconeri, che non riescono a essere ancora pericolosi ed escono dal Franchi con la quarta sconfitta del loro campionato, tutte fuori casa. La Fiorentina esulta e con lei tutte le inseguitrici di Allegri, Roma in testa, che ora è distante solo un punto. E’ vero la Juve deve ancora recuperare la trasferta di Crotone, ma il messaggio è chiaro: anche la Juve se non è al meglio si può battere. Chiedere a Sousa per conferme. 

Pipita che non brilla - Il Franchi chiaramente è una bolgia, la Juventus evidentemente è ferita e prova una reazione poco convincente con Chiellini, ancora una volta su calcio piazzato. Chi è molto più pericoloso invece è Higuain, che a un minuto dalla fine del primo tempo, dopo un rimpallo, si ritrova per la prima volta sul destro l’occasione buona per segnare. Il tiro è potente, Olivera si immola in scivolata e tocca prima con la coscia e poi col braccio: tutto involontario, Banti lascia giustamente proseguire tra le proteste del pipita. Sono urla invece quelle di Allegri, perché la Juve non c’è e il primo tempo è un totale dominio viola.

Secondo tempo, stessa storia - A inizio ripresa i bianconeri sembrano più presenti in mezzo al campo, Higuain ci prova subito ma è ancora la Fiorentina, col passare dei minuti, a prendere in mano il gioco. Al 5’ Kalinic risponde all’argentino senza trovare la porta, ma il raddoppio è rimandato solo di qualche minuto. 4 per l’esattezza, proprio quando Badelj pesca il taglio interno di Chiesa: l’esterno tenta di toccare la palla senza riuscirci ma inganna comunque Buffon che non riesce ad allungarsi alla sua sinistra per respingere. Il numero 25 viola fa anche segno di no mentre esulta e, anche se a fine gara si prenderà la partenità della rete, il gol è tutto del play croato. Per la Viola in fondo cambia poco, il tabellone luminoso ora indica il 2-0.

Higuain accorcia - Per restare in partita la Juve capisce che deve reagire subito e lo fa in maniera veemente trovando il gol che riapre tutto dopo soli 3 minuti dal raddoppio viola. Dalla sinistra Alex Sandro scodella nell’area della Fiorentina attaccata da Sturaro e Higuain, la palla sbatte sul gomito del centrocampista, Olivera non riesce a intervenire e il Pipita si trova quasi per caso, per la seconda volta nella partita, la palla apparecchiata sul destro. Due errori di fila sono quasi inammissibili per Higuain e infatti si ritorna in mezzo al campo con la partita sul 2-1.

Juve ora padrona - Allegri cambia modulo, inserisce Pjaca per Sturaro e passa alla difesa a 4 per provare a schiacciare la Fiorentina che comunque riparte e va immediatamente vicinissima al terzo gol ancora con Vecino. Alla fine ora mancano 20 minuti e i ragazzi di Sousa cominciano ad accusare la stanchezza di una partita giocata a ritmi altissimi: la partita è evidentemente cambiata, con la Juve per la prima volta nella serata padrona di campo e pallone (66% contro 34% il possesso palla bianconero nella ripresa). Al 78’ Pjaca trova il primo spunto della sua gara, partendo dalla sinistra e superando in doppio passo prima Sanchez poi Badelj, ma il suo tiro si spegne sul braccio di Gonzalo Rodriguez: questa volta il rigore poteva starci. La Juve insiste e la Fiorentina sembra a un passo dal capitolare su una punizione dalla sinistra sulla quale si avventa Higuain. Tatarusanu para il colpo di testa, la palla resta a due metri dalla porta e nell’area piccola si alza una mischia paurosa dalla quale però la Fiorentina esce in qualche modo indenne.

Botte e nervi nel finale - Gli scontri fisici ora sono frequenti e anche vigorosi, volano calcioni e cartellini, mentre la Juve insiste più con la forza dei nervi che con la lucidità dei suoi nuovi entrati. Dybala, finora inesistente, si guadagna il voto peggiore di tutta la sua carriera bianconera a 3 minuti dalla fine quando spara col sinistro in curva Fiesole la palla del pareggio. E’ praticamente la parola fine per i bianconeri, che non riescono a essere ancora pericolosi ed escono dal Franchi con la quarta sconfitta del loro campionato, tutte fuori casa. La Fiorentina esulta e con lei tutte le inseguitrici di Allegri, Roma in testa, che ora è distante solo un punto. E’ vero la Juve deve ancora recuperare la trasferta di Crotone, ma il messaggio è chiaro: anche la Juve se non è al meglio si può battere. Chiedere a Sousa per conferme. 

Pipita che non brilla - Il Franchi chiaramente è una bolgia, la Juventus evidentemente è ferita e prova una reazione poco convincente con Chiellini, ancora una volta su calcio piazzato. Chi è molto più pericoloso invece è Higuain, che a un minuto dalla fine del primo tempo, dopo un rimpallo, si ritrova per la prima volta sul destro l’occasione buona per segnare. Il tiro è potente, Olivera si immola in scivolata e tocca prima con la coscia e poi col braccio: tutto involontario, Banti lascia giustamente proseguire tra le proteste del pipita. Sono urla invece quelle di Allegri, perché la Juve non c’è e il primo tempo è un totale dominio viola.

Secondo tempo, stessa storia - A inizio ripresa i bianconeri sembrano più presenti in mezzo al campo, Higuain ci prova subito ma è ancora la Fiorentina, col passare dei minuti, a prendere in mano il gioco. Al 5’ Kalinic risponde all’argentino senza trovare la porta, ma il raddoppio è rimandato solo di qualche minuto. 4 per l’esattezza, proprio quando Badelj pesca il taglio interno di Chiesa: l’esterno tenta di toccare la palla senza riuscirci ma inganna comunque Buffon che non riesce ad allungarsi alla sua sinistra per respingere. Il numero 25 viola fa anche segno di no mentre esulta e, anche se a fine gara si prenderà la partenità della rete, il gol è tutto del play croato. Per la Viola in fondo cambia poco, il tabellone luminoso ora indica il 2-0.

Higuain accorcia - Per restare in partita la Juve capisce che deve reagire subito e lo fa in maniera veemente trovando il gol che riapre tutto dopo soli 3 minuti dal raddoppio viola. Dalla sinistra Alex Sandro scodella nell’area della Fiorentina attaccata da Sturaro e Higuain, la palla sbatte sul gomito del centrocampista, Olivera non riesce a intervenire e il Pipita si trova quasi per caso, per la seconda volta nella partita, la palla apparecchiata sul destro. Due errori di fila sono quasi inammissibili per Higuain e infatti si ritorna in mezzo al campo con la partita sul 2-1.

Juve ora padrona - Allegri cambia modulo, inserisce Pjaca per Sturaro e passa alla difesa a 4 per provare a schiacciare la Fiorentina che comunque riparte e va immediatamente vicinissima al terzo gol ancora con Vecino. Alla fine ora mancano 20 minuti e i ragazzi di Sousa cominciano ad accusare la stanchezza di una partita giocata a ritmi altissimi: la partita è evidentemente cambiata, con la Juve per la prima volta nella serata padrona di campo e pallone (66% contro 34% il possesso palla bianconero nella ripresa). Al 78’ Pjaca trova il primo spunto della sua gara, partendo dalla sinistra e superando in doppio passo prima Sanchez poi Badelj, ma il suo tiro si spegne sul braccio di Gonzalo Rodriguez: questa volta il rigore poteva starci. La Juve insiste e la Fiorentina sembra a un passo dal capitolare su una punizione dalla sinistra sulla quale si avventa Higuain. Tatarusanu para il colpo di testa, la palla resta a due metri dalla porta e nell’area piccola si alza una mischia paurosa dalla quale però la Fiorentina esce in qualche modo indenne.

Botte e nervi nel finale - Gli scontri fisici ora sono frequenti e anche vigorosi, volano calcioni e cartellini, mentre la Juve insiste più con la forza dei nervi che con la lucidità dei suoi nuovi entrati. Dybala, finora inesistente, si guadagna il voto peggiore di tutta la sua carriera bianconera a 3 minuti dalla fine quando spara col sinistro in curva Fiesole la palla del pareggio. E’ praticamente la parola fine per i bianconeri, che non riescono a essere ancora pericolosi ed escono dal Franchi con la quarta sconfitta del loro campionato, tutte fuori casa. La Fiorentina esulta e con lei tutte le inseguitrici di Allegri, Roma in testa, che ora è distante solo un punto. E’ vero la Juve deve ancora recuperare la trasferta di Crotone, ma il messaggio è chiaro: anche la Juve se non è al meglio si può battere. Chiedere a Sousa per conferme. 

Juve ora padrona - Allegri cambia modulo, inserisce Pjaca per Sturaro e passa alla difesa a 4 per provare a schiacciare la Fiorentina che comunque riparte e va immediatamente vicinissima al terzo gol ancora con Vecino. Alla fine ora mancano 20 minuti e i ragazzi di Sousa cominciano ad accusare la stanchezza di una partita giocata a ritmi altissimi: la partita è evidentemente cambiata, con la Juve per la prima volta nella serata padrona di campo e pallone (66% contro 34% il possesso palla bianconero nella ripresa). Al 78’ Pjaca trova il primo spunto della sua gara, partendo dalla sinistra e superando in doppio passo prima Sanchez poi Badelj, ma il suo tiro si spegne sul braccio di Gonzalo Rodriguez: questa volta il rigore poteva starci. La Juve insiste e la Fiorentina sembra a un passo dal capitolare su una punizione dalla sinistra sulla quale si avventa Higuain. Tatarusanu para il colpo di testa, la palla resta a due metri dalla porta e nell’area piccola si alza una mischia paurosa dalla quale però la Fiorentina esce in qualche modo indenne.

Botte e nervi nel finale - Gli scontri fisici ora sono frequenti e anche vigorosi, volano calcioni e cartellini, mentre la Juve insiste più con la forza dei nervi che con la lucidità dei suoi nuovi entrati. Dybala, finora inesistente, si guadagna il voto peggiore di tutta la sua carriera bianconera a 3 minuti dalla fine quando spara col sinistro in curva Fiesole la palla del pareggio. E’ praticamente la parola fine per i bianconeri, che non riescono a essere ancora pericolosi ed escono dal Franchi con la quarta sconfitta del loro campionato, tutte fuori casa. La Fiorentina esulta e con lei tutte le inseguitrici di Allegri, Roma in testa, che ora è distante solo un punto. E’ vero, la Juve deve ancora recuperare la trasferta di Crotone, ma il messaggio è chiaro: anche la Juve se non è al meglio si può battere. Chiedere a Sousa per conferme. 

I DATI STATISTICI BY OPTA
-Quello di Badelj è il nono gol da fuori area per la Fiorentina in questa Serie A, nessuna squadra ne ha fatti di più finora.
-Higuain ha trovato esattamente un gol in tutte le ultime quattro sfide contro la Fiorentina in Serie A.
-Higuain ha segnato sei gol nelle ultime quattro partite di campionato dopo averne realizzato solo uno nelle precedenti otto.
-Sei gol nelle ultime quattro partite di Serie A per Gonzalo Higuain.
-Quello di Kalinic è stato l'ottavo gol per i viola nel quarto d'ora finale di primo tempo in questa Serie A, più di ogni altra squadra.
-Solo contro il Genoa alla 14ª giornata la Juventus aveva concesso più tiri nei primi tempi di questa Serie A rispetto a stasera.
-La Juventus ha perso tre delle quattro partite di questo campionato in cui si è trovata in svantaggio in trasferta.
-Kalinic ha segnato sette dei suoi nove gol di questa Serie A nel primo tempo.
-Dopo aver segnato i primi sei gol di questo campionato in trasferta, Kalinic ha realizzato gli ultimi tre al Franchi.
-Federico Bernardeschi ha messo lo zampino in sei gol (quattro reti, due assist) nelle ultime cinque partite di Serie A giocate al Franchi.
-Tre gol per Nikola Kalinic nelle ultime tre sfide alla Juventus in Serie A.
250ª presenza per Leonardo Bonucci in Serie A.

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