Cairo: "Mercato deludente? E' il mio miglior Toro"

Serie A
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Il presidente del club granata ha fatto il punto sul mercato poche ore dopo la chiusura della finestra invernale: "Non è arrivato un centrocampista ma ne abbiamo a sufficienza. Il Bologna non voleva cedere Donsah. Milinkovic-Savic? Il Donnarumma serbo"

Mentre Sinisa Mihajlovic con i suoi ragazzi prepara la prossima gara in programma contro l’Empoli, il Torino lancia il suo nuovo canale tematico tutto dedicato al mondo granata. Sul canale 234 della piattaforma di Sky è nato Torino Channel: a margine della presentazione del canale, nel giorno della sua nascita, il presidente Urbano Cairo (dopo aver detto di aspettarsi un seguito importante in questo periodo in chiaro per la nuova emittente), ha parlato soprattutto della squadra attualmente al nono posto in classifica con 31 punti: dal bilancio dopo l’ultimo mercato alle strategie per la prossima finestra e non solo. Queste le parole del presidente.

Sugli acquisti di gennaio -
"Non è arrivato un centrocampista ma ne abbiamo sette in rosa - ha iniziato dicendo Cairo - ne abbiamo avuti anche nove ma sette non sono pochi e poi abbiamo anche giovani come Lukic e Gustafson. Il mercato di gennaio è sempre particolare e tanti hanno capito che i giocatori importanti e utili per le squadre non vanno ceduti. Avete visto anche voi come sono andate le cose, i giocatori cedibili non hanno il passo del campionato perché hanno giocato molto poco, hanno bisogno di tempo per entrare nei meccanismi delle nuove squadre. Quello di gennaio è un mercato che serve a poco: noi abbiamo speso 10 milioni tra Iago Falque e Carlao, del quale mi dicono molto bene e di cui è contento Mihajlovic; e poi il giovanissimo portiere Milinkovic-Savic che mi dicono sia il Donnarumma serbo".

Su Belotti - "Andrea è un giocatore del Toro, gli abbiamo appena rinnovato il contratto e lui è determinato, non abbiamo scritto sul contratto che non vale il rinnovo senza Europa. L’unica clausola è per l’estero, di 100 milioni, perché questo è il valore che io ritengo abbia Belotti. Non vedo problemi, ha un contratto fino al 2021: se si vuole fare caciara facciamola ma non è un problema. Nessun rimpianto, in estate abbiamo ceduto Peres perché giocando a quattro non avrebbe fatto molte partite. Glik era al quinto anno, aveva già chiesto di andare via l’anno prima, non ha fatto una stagione da Glik perché forse quel sentimento ha prevalso. Maksimovic è andato in prestito al Napoli ma sono stato costretto, ho voluto evitare problemi di altro tipo. Quando ne ho la possibilità reinvesto, non è obbligatorio. Abbiamo preso Belotti, Baselli, Zappacosta, quest’anno Ljajic e Falque. Dobbiamo investire a ragion veduta ed è quello che cerchiamo di fare costantemente".

Sulle spese - "Noi puntiamo a giocatori dal ’95 o ’96 in su. Si è parlato di Imbula ed era un’ipotesi, Petrachi lo conosce da 2-3 anni e lo segue da tempo. C’era un costo di prestito e di ingaggio di circa un milione e 650 mila euro per i prossimi sei mesi. Il diritto di riscatto a 10 milioni è improvvisamente diventato di 15 milioni con obbligo: non si è fatto nulla. Avevamo Baselli richiesto da squadre importanti ma ho detto che assolutamente non lo avrei venduto perché è un buonissimo giocatore che ha tutte le qualità per fare bene con noi, come Benassi del resto. Come Obi, Acquah e i giovani. Hart via? Non è detto, parleremo col City e ragioneremo con lui. Nel 2006 ho acquistato Simone Barone spendendo 4 milioni di euro per un giocatore di 28 anni. Oggi non lo rifarei perché le idee sono completamente diverse e ridendo e scherzando tra estate e gennaio abbiamo investito 34 milioni di euro, 24 e mezzo in estate e 9 e mezzo adesso".

Sulle altre trattative -
E ancora: "Abbiamo preso Iturbe e lo abbiamo schierato subito. Ricordo che nel 2013/2014 ha fatto cose strepitose e gol straordinari, è passato alla Roma per 28 milioni ma ha giocato poco negli ultimi tempi e ha bisogno di un po’ per ritrovare la condizione. Abbiamo fatto subito l’operazione Falque, ne siamo felici e abbiamo preso per il futuro uno dei portieri di cui più si parla in Europa. Donsah? Il Bologna non lo ha ceduto e non lo vuole cedere. Ne abbiamo parlato, sia con l’agente che con i rossoblù ma non è stato possibile. Chi ha buoni giocatori se li tiene e non credo che l’arrivo di Castro avrebbe cambiato i risultati. Questo è il miglior Toro da quando sono presidente".

Sulla stagione -
"Alla ventesima giornata quello del Toro era il miglior score dal 1984/1985, nonostante il diverso numero di squadre e i due punti per vittoria. Fino a due giornate fa il nostro era un campionato eccellente e potrà ancora esserlo. C’è stato qualche pareggio di troppo, a Bologna non si è visto un bel Toro mentre con l’Atalanta per un po’ di tempo si è vista una buona squadra. Il potenziale è alto, visto quello che succede nei primi tempi e credo che il bicchiere sia mezzo pieno, anzi quasi all’orlo. Abbiamo investito 34 milioni in questa stagione ed è il più grande investimento da quando sono presidente: credo che dobbiamo crederci maggiormente, più che dire a cosa puntiamo dobbiamo fare bene in ogni singola partita".

Su squadra e allenatore -
"Non ho parlato direttamente con Mihajlovic - ha aggiunto Cairo - non c’è stato modo tra ieri e oggi ma ha parlato con lui Petrachi; il mister era tranquillo e soddisfatto, non ha fatto richieste ed è assolutamente contento. La squadra ha qualità e per stimolare i giocatori penso ci sia già l’allenatore, non credo di doverlo fare io; Sinisa lavora bene con il suo staff. Ljajic lo ha voluto il mister, è stato il più alto investimento dei miei 12 anni e sono contento di averlo preso, ci ha dato grandi soddisfazioni e potrà continuare a darcene. Abbiamo inserito di nuovo in lista Avelar e speriamo di poterlo avere al più presto. La piazza è esigente ma i numeri dicono tutto. Ci stanno anche momenti di appannamento anche per un pizzico di sfortuna. Dove arriveremo lo vedremo a fine campionato".

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