Strakosha: "Per la Lazio ho rifiutato la Roma, devo tutto a Tare"

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Il numero uno biancoceleste si è raccontato su RTSH Sport: "Mi voleva la Roma ma sono qui grazie a Tare. Il calcio di rigore parato a Dybala è stato il momento più bello della stagione, cerco sempre di migliorarmi"

Thomas Strakosha non è più una sorpresa. Scopero da Tare, svezzato da Bollini, lanciato da Simone Inzaghi in un Milan-Lazio, senza neanche pensarci un po'. Oggi è titolare in Serie A, ma ha faticato molto per emergere. Ai tempi della Primavera si fece dare le chiavi di Formello perché arrivava al campo prima di tutti. Impegno, sacrificio e dedizione: "Cerco sempre di migliorarmi, non mi accontento mai. Voglio sempre il massimo da me stesso". Intervistato dal portale albanese RTSH Sport, Strakosha ha raccontato la "sua" Lazio. 

"Scelsi la Lazio grazie a Tare"

Strakosha rifiutò la Roma per la Lazio: "Sì, sarei potuto andare lì, ma grazie a Dio ho scelto la Lazio. Sono stato influenzato da Tare, con la sua personalità ti colpisce dal punto di vista psicologico. Ha una soluzione per tutte le situazioni che affronta. E' stato difficile entrare in competizione con Marchetti, ma al tempo stesso è stato bello. Mia madre è molto orgogliosa di me, mio padre è più severo, senza dimenticare Tare. Mi piace il calcio spagnolo, è tattico e veloce, ma anche lo stile di vita. Il tempo è buono, non freddo come in Inghilterra".

"Il rigore parato a Dybala è stato il più bello della stagione"

E ancora, sul momento più bello della stagione: "Il rigore parato a Dybala al 96esimo, ci ha permesso di vincere una partita importante". Suo padre è stato un portiere, per Strakosha è un mito: "Se non fosse stato per mio padre avrei potuto fare l'attaccante, ma comunque avrei giocato a calcio, perché è tutta la mia vita. La famiglia mi ha sempre sostenuto e mi ha insegnato a non distogliere mai l’attenzione dagli altri, ma a realizzare tutto ciò che voglio. Mi dicevano che sarei arrivato a fare il portiere solo grazie a mio padre Foto, ma non mi turba questo aspetto, so che dovrò sentire questi commenti per tutta la vita”.

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