Montella a Sky: "Milan, dal calciomercato alla fascia a Bonucci: vi racconto tutto"

Serie A
Vincenzo Montella

Vincenzo Montella è tornato a parlare a Sky del suo periodo in rossonero: "La fascia a Bonucci è stata una scelta della società, avevo chiesto anche a Biglia. Mercato? Difficile con quei soldi prendere un attaccante più forte di Kalinic, eravamo stati vicini a Morata". Sulle sue scelte: "Sono grato a Fassone e Mirabelli, ma forse avrei dovuto lasciare in estate"

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In esclusiva a Sky Sport, Vincenzo Montella è tornato a parlare di Milan. L’ex allenatore rossonero, senza panchina dal 28 aprile scorso, data in cui è stato esonerato dal Siviglia, ha ripercorso le tappe più discusse della sua avventura milanese, a cominciare dalla scelta di restare dopo l’estate del 2017. “Io sono assolutamente grato al Milan - ha spiegato - anche agli stessi Fassone e Mirabelli che mi hanno dato la possibilità di iniziare la nuova stagione, anche se avevo sentito che già c’erano alcuni dubbi su di me. Questo mi è dispiaciuto. Ma era troppo forte la voglia di allenare il Milan che non mi ha fatto essere lucido per fare altre scelte. Se potessi tornare indietro? Non lo so, razionalmente probabilmente era più giusto andare via a giugno. C’erano tanti messaggi tra le righe che testimoniavano scarsa fiducia. L’errore più grosso che ho fatto è stato nella comunicazione, che doveva essere di profilo molto più basso”.

"Fascia a Bonucci? Ha scelto la proprietà"

La fascia affidata a Bonucci una delle tappe più importanti e delicate del suo anno e mezzo al Milan: “A suo tempo la società aveva promesso a Bonucci la fascia di capitano - ha proseguito - Io al ragazzo dissi telefonicamente che si poteva essere capitani anche senza la fascia, a volte lo si è anche di più. Poi mi sono preso del tempo, era una scelta che volevo fare io. Con il nuovo corso, poi, la società tra virgolette mi costrinse, ma ero d’accordo, a dare la fascia di capitano a un nuovo calciatore e io questa scelta l’ho avallata perchè la nuova proprietà ha diritto di poter scegliere il proprio capitano. Ero indeciso tra Bonucci e Biglia, ne parlai anche con Lucas ma non era entusiasta, perchè probabilmente aveva avuto esperienze negative in passato. Quindi la scelta fu facile alla fine”.

"Kalinic a me graditissimo, eravamo stati vicini a Morata e Batshuayi"

Sulla scelta di puntare su Kalinic e André Silva, poi: "Kalinic è un giocatore a me graditissimo, era la prima scelta, sulla carta un titolare rispetto ad André Silva che a inizio stagione era un’alternativa alla prima punta. Poi chiaramente le cose si evolvono. L’attaccante è stato comprato alla fine del calciomercato: siamo stati vicini a Morata, a Batshuayi. Alla fine con il budget a disposizione era difficile prendere un attaccante più forte di Kalinic".

"Rispetto le idee di Gattuso, ma sulla condizione fisica..."

Montella non ha gradito i dubbi sulla forma dei giocatori sollevate da Gattuso nei primi giorni dopo il suo addio: "Il Milan a Benevento, la partita dopo il mio esonero, ha corso più dell’avversario e pareggiò la partita all’ultimo minuto, con un possesso palla migliore. A oggi si fa ancora confusione sui metri percorsi rispetto all’intensità dei metri percorsi. È la potenza metabolica che conta, non esclusivamente la distanza. Sfido chiunque abbia detto questo o che ne sia convinto di fare un confronto con dati alla mano. Ho allenato in Serie A cinque o sei anni prima di arrivare al Milan, penso di avere più esperienza di chi ha parlato di condizione fisica. Non sono qui per fare un paragone con la gestione di oggi, ognuno ha il suo metodo e le sue convinzioni. Rispetto quelle degli altri. Gattuso ha dimostrato di essere un bravo allenatore, sta facendo un buon lavoro, ma quando mi vengono toccate le mie competenze allora ci rimango un po' male".

"Sono pronto a tornare ad allenare, magari ancora all'estero"

L'ex allenatore di Milan, Sampdoria e Fiorentina, dopo mesi di stop, è ora pronto a ricominciare la sua carriera: "Ho voglia di allenare, negli ultimi 3-4 mesi ho staccato abbastanza. Ma ultimamente sto tornando al lavoro e mi sta venendo voglia di allenare. Penso di poter dare tanto, perchè ho voglia e sono convinto di aver acquisito la giusta esperienza. Sicuramente la prossima scelta non posso sbagliarla, non devo avere fretta. Estero? Non fa differenza. All’estero ci ho lavorato e mi è piaciuto, mi farebbe piacere comunque continuare a lavorare anche lontano dall’Italia".

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