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12 febbraio 2019

Paratici: "Cristiano Ronaldo-Juve, è andata così. Icardi era alternativa. Dybala? Resta"

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Il direttore sportivo della Juventus ha raccontato nel corso di una lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport la trattativa che ha portato Cristiano Ronaldo in bianconero. "In una riunione dissi che potevamo motivare l’ambiente in due modi: o prendendo CR7, o comprando Icardi scatenando un casino…". E sul futuro di Dybala pochi dubbi: "Resta"

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E’ stato uno degli artefici principali del colpo di mercato del secolo, il trasferimento di Cristiano Ronaldo dal Real Madrid alla Juventus. Un’operazione incredibile quella condotta da Fabio Paratici, che si è raccontato a Walter Veltroni nel corso di una lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport. Il direttore sportivo bianconero ha spiegato le fasi che hanno portato all’arrivo del campione portoghese in Italia e la sua strategia che prevedeva un’alternativa, Mauro Icardi. "Quando abbiamo giocato a Madrid è venuto Jorge Mendes – ha spiegato Paratici -, come sempre accade quando c’è la Champions League. Abbiamo iniziato a parlare e io avevo ancora negli occhi, con ammirazione e dolore, la rovesciata che CR7 fece nel nostro stadio. Così gli dissi: 'Cristiano ha fatto dei gol incredibili…'. A quel punto lui mi guardò e mi rispose: 'Tu non ci crederai, ma se Cristiano cambia vuole venire solo alla Juventus. E’ meno strano di quanto tu possa pensare. Poi ne parliamo' A quel punto ho pensato a una boutade, ma in realtà ho iniziato a ragionarci. Così a inizio giugno facemmo una riunione, c’eravamo io, Andrea Agnelli e Pavel Nedved. Buffon sarebbe andato via, noi venivamo da sette scudetti di fila ed eravamo usciti malamente dalla Champions. Sapevamo di dover fare qualcosa per motivare i giocatori, così fummo d’accordo sul fatto che servisse dare una scossa all’ambiente. Così dissi che avevo un’idea per far crescere il club e dare uno shock positivo: 'Non mettetevi a ridere e non buttatemi fuori dall’ufficio. Ci sono due modi per motivare la squadra: uno non si può dire, l’altro è comprare Cristiano Ronaldo'. Il primo era prendere Icardi e scatenare un casino incredibile… Ma ovviamente non era questo il mio obiettivo reale".

CR7, così abbiamo trovato l'accordo

Paratici ha poi raccontato nei particolari il momento della chiusura dell’accordo per Cristiano Ronaldo: "Con Mendes ci incontrammo all’aeroporto dei voli privati di Linate, c’era anche Giovanni Branchini e dovevamo chiudere – non ci voleva molto – quel fenomeno di Cancelo. Mendes mi guardò ancora, a quel punto si capiva che faceva sul serio. Mi disse: 'Ricordati sempre quell’altra cosa, vedrai che Cristiano si muove da Madrid. E te lo dico chiaramente, vuole venire solo alla Juve. Ha giocato nel Manchester United, la più grande squadra inglese, ora è nel Real Madrid. Lui va solo in squadre storiche, in Italia non ha mai giocato e vuole vincere anche lì. Se voi lo volete, lui c’è'. Allora io risposi: 'Va bene, dimmi un po’ di cosa stiamo parlando'. Io non mi ero scordato di quello che mi aveva detto e certamente volevo Ronaldo, quindi sono arrivato preparato. Fu un po’ come al poker, volevo vedere che carte avesse in mano. 'Questo è il salario, questo il trasferimento', mi disse. Al che risposi: 'Fammi pensare qualche giorno e ti darò una risposta'. Non ho detto di no, altrimenti avrebbe cercato altro. Tornando da Linate, ho pensato che avremmo dato via Higuain. Quando nella riunione lo dissi ad Agnelli, lui fece una smorfia, nessuno pensava che Ronaldo potesse andare via da Madrid per la cifra che mi aveva detto Mendes. Così gli chiesi di farmi spiegare: 'Mendes mi ha detto che se la Juventus lo vuole, e corrisponde alle sue richieste, Cristiano viene. Non c’è un’opzione B, non esiste un’altra squadra. Lui vuole solo la Juve'. Agnelli è un manager, non solo un presidente. Disse che ci avrebbe pensato che avrebbe parlato con alcune persone, io ero già contento che non mi avesse buttato fuori dall’ufficio e che mi avesse lasciato l’entusiasmo di pensare di poter comprare Ronaldo. Nel pomeriggio mi disse di farmi dare bene tutti i conti: se era come dicevo, saremmo andati avanti. Marotta? Alla prima riunione, quella dell’idea, non c’era. Nella seconda invece sì. Se era favorevole all’arrivo di Cristiano? Sì, non è mai stato contrario. Mi spiace che non lavoriamo più insieme, abbiamo collaborato per quindici anni. Sarà una bella competizione sul mercato tra noi? Facciamo due lavori diversi…".

Dybala? Il suo futuro è in bianconero

Non soltanto Cristiano Ronaldo, Paratici ha anche parlato di un altro dei giocatori più importanti della Juventus, Paulo Dybala, e del suo futuro. "Tolto Ronaldo, Dybala è il giocatore che sono più orgoglioso di avere acquistato. Era un calciatore difficile da prendere – ha detto il ds della Juventus -, doveva sostituire Tevez, non proprio una cosa leggera. Venivamo da una finale di Champions e stavamo comprando un giocatore del Palermo che aveva fatto 13 gol per 40 milioni di euro. Viene un po’ di paura. Il suo futuro? Paulo resta. Dalla Juve va via solo che vuole andarsene. I nostri giocatori sono difficilmente migliorabili. Difficile dire con chi possa essere migliorabile Dybala, forse con Messi, ma già con Neymar avrei dei dubbi. Paulo è uno che alla fine c’è sempre, gioca tutte le partite, è presente. Quando guardi la squadra, trovi sempre il segno di Dybala".

Allegri resta, non vedo un allenatore migliore

Per quanto riguarda l’allenatore della sua Juventus, Fabio Paratici non ha alcun dubbio: "Io credo che Allegri sia certamente tra i primi cinque allenatori al mondo. Parla di un calcio molto evoluto, la sua visione del calcio non è mai statica. Gli allenatori spesso cercano di andare sempre su una strada, indipendentemente dal contesto in cui si trovano. Mentre Allegri ha portato una leggerezza che nel nostro mondo serviva. Prima c’era Conte, un allenatore che – essendo juventino – era perfetto per quell’epoca. Lui aveva juventinità, ovvero lavoro e voglia di vincere nel suo Dna, e soprattutto il primo scudetto di questo ciclo è in gran parte da intestare a lui, alla sua intelligenza e alla sua determinazione. Allegri, invece, la juventinità l’ha assimilata, ne ha presa tanta. Max è migliorato, ma contestualmente ci ha portato quella leggerezza che non avevamo e che non avremmo avuto. Allegri è un uomo molto intelligente. Se resta alla Juve? Certo, non vedo proprio un allenatore migliore".

La Juventus che verrà: l'obiettivo svecchiamento e il ruolo di Ramsey

Sguardo al futuro, Paratici ha analizzato la situazione relativa alla rosa bianconera e ha parlato di un possibile svecchiamento: "Ogni giorno faccio una disamina di questa cosa – ha spiegato il ds della Juventus – e dico che certamente ci vorrà un difensore. Giochiamo tante partite e serve qualcosa per il futuro. A centrocampo, invece, non so quanti giocatori migliori dei nostri si possano comprare. Se penso al livello del nostro reparto, faccio fatica a trovare in Europa un centrocampo migliore. Giocatori pari a quelli del nostro livello sono Modric e Kroos del Real, Rakitic e Busquets del Barcellona, De Bruyne del Manchester City e Pogba dello United. Forse anche Rabiot. Ma tutti questi giocatori non sono acquistabili. Un cambiamento si può fare rischiando e prendendo uno più giovane, ma attualmente inferiore ai nostri giocatori. Bentancur, ad esempio, è stato inserito in un reparto che aveva già dei titolari: l’anno scorso ha giocato 10/15 partite, quest’anno già 25. Con operazioni del genere si possono certamente trovare giovani validi, ma giocatori che possano realmente migliorare subito i nostri ne vedo pochi. Abbiamo preso Ramsey per giugno, ma è un giocatore diverso da quelli che abbiamo già. Un elemento così mancava in rosa: ha più tecnica delle nostre mezzali ma meno quantità, anche se corre molto è meno tattico e meno tignoso in fase difensiva. Invece ha senso del gol, è un uomo da ultimo passaggio. Secondo me non ha ancora trovato la sua posizione ideale perché non ha mai giocato da mezzala a tre, quello è il suo ruolo. Altrimenti può giocare da trequartista dinamico, un po’ come era Perrotta alla Roma. James Rodriguez? Grande giocatore, ma lo ripeto: migliorare i nostri è difficile".

I giovani nel mirino: da Tonali a Romero

Diversi anche i giovani nel mirino della Juventus: "Tra gli italiani mi piacciono Zaniolo, Chiesa, Barella e Tonali – ha detto Paratici -, quest’ultimo è un ragazzo super, che ha serietà e personalità. Lui come Pirlo? Ha caratteristiche diverse. E credo che nessuno possa essere paragonabile a Pirlo. Lui è il giocatore che sa giocare meglio a calcio che abbia mai visto. Nei prossimi 35 anni non vedrò mai uno giocare a calcio come lui. Szoboszlai? È un giocatore di valore, ma bisognerebbe trovare una squadra di Serie A dove fargli giocare molte partite. De Ligt e Romero? Sul primo siamo bene indirizzati. De Ligt è sicuramente uno dei migliori giovani che ci sono, quindi lo seguiamo con grande attenzione".

Pogba non torna

In chiusura Paratici ha parlato delle cessioni più dolorose e ha chiuso le porte a un possibile ritorno di Paul Pogba: "A livello affettivo non avrei voluto cedere Matri e Llorente, due ragazzi dolci e gentili. Sono quei giocatori che, quando devi venderli, nessuno vuole andare a dirglielo. Tecnicamente il giocatore che più mi è dispiaciuto cedere è stato Vidal, un grande talento. Più di Pogba? Sì, perché la cessione di Paul si può mettere in conto. Si resiste uno o due anni, poi succede. Vidal, invece, era uno dei nostri, aveva iniziato con noi il primo anno e con lui abbiamo vinto molto. Se Pogba tornerà? No. Nel calcio non si sa mai, però è molto difficile".

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