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Parma Torino, D’Aversa: "Bravi a crederci fino alla fine. Inglese fuori per febbre"

Serie A

L’allenatore del Parma ha analizzato la vittoria sul Torino nel posticipo della sesta giornata: "Ottima gara di squadra, abbiamo creato molto anche quando eravamo in parità in campo. Inglese in panchina perché aveva la febbre, eppure è stato decisivo"

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Ancora una volta in extremis, il Parma trova la seconda vittoria consecutiva battendo il Torino e si porta a ridosso della zona Europa. Roberto D’Aversa ha commentato così il successo intervistato nel post partita di Sky Sport: "Ci piace soffrire, ma se l’esito finale è questo va bene sbagliare il rigore. A parte tutto, la squadra ha fatto un’ottima gara, anche quando eravamo in parità numerica. Anche noi abbiamo commesso degli errori, in una gara dove abbiamo creato moltissimo e l’abbiamo messa a rischio. Brava la squadra a crederci fino alla fine". Ha fatto rumore l’esclusione di Inglese dal primo minuto, ma l’allenatore ha chiarito: "Non ha giocato perché nella notte scorsa ha avuto 39.3 di febbre e ha chiesto di venire ugualmente in panchina, contribuendo nei limiti delle sue possibilità e alla fine è risultato decisivo. Spesso ci fossilizziamo su un gol o un rigore sbagliato: col Sassuolo per me aveva fatto un’ottima partita, se avesse segnato avremmo parlato di un ottimo Inglese. Ci facciamo influenzare spesso dal gol per giudicare un attaccante, ma Roberto è un giocatore importante indipendentemente dalle reti che segna. Sono contento anche che Cornelius abbia fatto bene alla prima da titolare. L’allenatore che può far giocare tutti non esiste, ma c’è tempo e spazio per tutti".

Elogi per Kulusevski

Ha impressionato positivamente la prestazione di Kulusevski, giovane di proprietà dell’Atalanta di ottime prospettive. "Se si analizzano i dati, fa 14 chilometri a partita. Se impara ad essere meno frenetico e più determinante, per le qualità che ha, può diventare seriamente un giocatore importante. All’Atalanta crescono giovani mentalizzati, deve continuare così e migliorare nel gesto tecnico, perché può fare molto di più" ha concluso D’Aversa.