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Napoli, Ancelotti pensa di cambiare contro il Milan: pronto il ritorno al 433

Serie A

Dopo il botta e risposta con Rizzoli durante l'incontro arbitri-club per discutrere dell'applicazione del Var, l'allenatore del Napoli è tornato a guidare la squadra al completo in vista della sfida al Milan. E per uscire dalla crisi dell'ultimo mese Ancelotti starebbe seriamente pensando di tornare a un Napoli vecchia formula

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433, Qui prodest? Latinismo a parte il tema è di stretta attualità. Il ritorno non all’antico ma al sistema di gioco che ha fatto le fortune del Napoli di Sarri. Questo potrebbe cambiare sabato pomeriggio contro il Milan. Una riflessione che Carlo Ancelotti, tornato a guidare l’allenamento dopo l’incontro con gli arbitri, sta prendendo in considerazione. Vagliando i pro - tanti - e ovviamente anche i contro. Vantaggi soprattutto in attacco, dove Insigne e Callejon tornerebbero nelle posizioni a loro più congeniali rispettivamente a sinistra e a destra. Mertens invece godrebbe di maggiore libertà sul fronte offensivo, che gli consentirebbe di riappropriarsi del ruolo di prima punta in cui si era espresso con risultati a dir poco sorprendenti due stagioni fa. Vantaggi sulla carta anche a centrocampo con Allan da centrale e le due mezze ali Zielinski e Fabian Ruiz ai suoi fianchi. Per liberare definitivamente soprattutto il talento del polacco che non ha mai nascosto di preferire quella posizione. Insomma tornerebbero a sorridere almeno in 5 considerano che nulla cambierebbe in difesa.

Ancelotti e il 433, non solo vantaggi

Certo il ritorno al 433 comporterebbe anche dei contro: gli esuberi in attacco nel ruolo di prima punta e il ballottaggio tutto da gestire tra Callejon e Lozano. Senza dimenticare che con Allan al centro (non proprio un metodista) in mezzo al campo risulterebbe ancora più marcata l’assenza di un giocatore bravo nella costruzione. Considerazioni al vaglio di Carlo Ancelotti, il primo a sapere che qualcosa contro il Milan dovrà cambiare, a cominciare dall'atteggiamento ma questo è il momento delle scelte anzi dei cambiamenti perché campionato e Champions non possono aspettare in eterno.