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Venezia, domenica da incubo: errori e contestazione dopo la sconfitta con la Sampdoria

Serie A

Una giornata da incubo per il Venezia, che contro la Sampdoria ha trovato la quarta sconfitta consecutiva in campionato. Errori clamorosi in occasione dei due gol e nervosismo in campo, con Henry espulso che ha provocato la reazione di Zanetti. Al termine del match, contestazione fuori dallo stadio e incontro con una delegazione del club. "I tifosi hanno ragione, dobbiamo reagire. Il problema è mentale, quando subentra la paura non sappiamo reagire", ha spiegato l'allenatore

VENEZIA-SAMP 0-2, GOL E HIGHLIGHTS

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Quarta sconfitta consecutiva, un altro ko in uno scontro diretto e una salvezza che appare sempre più complicata. Una domenica da incubo per il Venezia, sconfitto in casa nel lunch match della 30^ giornata di Serie A contro la Sampdoria. Non soltanto il risultato e il terzultimo posto in classifica (con una partita in meno), a preoccupare sono gli errori clamorosi della squadra di Paolo Zanetti. A partire da quello commesso in occasione della prima rete dei blucerchiati, con il portiere Maenpaa protagonista in negativo. In campo a causa degli infortuni di Romero e Lezzerini, il finlandese ha praticamente regalato il primo gol alla Samp a metà del primo tempo: controllando una serie di volte il pallone dopo un retropassaggio, il portiere lo ha perso sulla pressione di Sabiri e Caputo non ha dovuto far altro che depositarlo nella porta rimasta vuota. Poco dopo, un altro errore difensivo in uscita ha permesso alla Sampdoria di raddoppiare: per il Venezia partita in salita e confronto di fatto chiuso. Nella ripresa gli arancioneroverdi non sono riusciti a reagire e hanno terminato il match con un uomo in meno a causa dell'espulsione di Henry, che ha provocato una dura reazione di Zanetti.

Contestazione dei tifosi fuori dallo stadio

Al termine della partita, all'esterno dello stadio Penzo è andata in scena una contestazione coi tifosi che hanno rimproverato alla squadra di non aver mostrato carattere nelle ultime prove. Il Venezia ha conquistato un solo punto nelle ultime 5 giornate e attualmente si trova a tre lunghezze di distanza dalla zona salvezza. Una delegazione del club ha incontrato i contestatori che hanno risposto con un messaggio chiaro scandito da tutti i presenti: "Onorate la nostra maglia!".

Zanetti: "Contestazione giusta. Henry? Ecco cosa è successo"

Nel postpartita, l'allenatore del Venezia Paolo Zanetti ha commentato la prova dei suoi: "Le contestazioni sono giuste - ha detto a Sky Sport -, il pubblico è venuto con tanto entusiasmo per darci una mano e noi abbiamo fatto una prestazione scadente anche dal punto di vista tecnico. A questi livelli non si possono regalare certi gol, così si mette tutto in salita e per noi le partite diventano veramente dure da riprendere perché siamo in uno stato mentale particolare. Purtroppo abbiamo la capacità di distruggere in un attimo tutto quello che prepariamo e diventa difficile anche parlare. Il responsabile di questi errori sono io, mi devo prendere anche la responsabilità degli errori dei singoli. Stiamo dimostrando di non essere una squadra che merita di rimanere in questa categoria". Zanetti ha anche spiegato il perché della reazione nei confronti di Henry dopo l'espulsione: "In campo bisogna fare e parlare poco. L'arbitro ci aveva avvisato, lo aveva già insultato in inglese. Gli avevo detto di stare attento - ha proseguito l'allenatore -, per noi è un giocatore importante. Il nervosismo è figlio di questa situazione. Mi sono incazzato anche per dare un segnale, ma non è niente di che. Poi del resto si parla nello spogliatoio".

"Problema mentale, subentra la paura e non sappiamo reagire"

In chiusura Zanetti ha analizzato il momento della sua squadra: "Il problema è mentale, io non dormo la notte per spingere questi ragazzi. Sto lavorando moltissimo, lo farò ancora di più. Proveremo a preparare meglio le prossime partite, ma poi subentra un fattore che ci massacra che è la paura. Quando subentra la paura, non abbiamo l'esperienza per reagire. Abbiamo dimostrato che quando dobbiamo vincere per forza escono tutti i nostri difetti. Questo è il primo problema, parte da lontano e deriva anche dal nostro livello medio, che dobbiamo necessariamente alzare altrimenti tra un paio di mesi non saremo più qui a parlare di queste partite e non avremo lo stadio pieno di gente. Abbiamo conquistato la loro fiducia dopo un'impresa straordinaria. Ora dobbiamo trovare una nuova impresa e lavoreremo per questo".