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Mourinho dopo Sassuolo-Roma: "Lo sforzo della squadra è stato tradito da un giocatore"

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L'allenatore giallorosso si esprime così nei confronti dei suoi dopo il pareggio del Mapei: "La squadra complessivamente mi è piaciuta, ma lo sforzo della squadra è stato tradito da un giocatore per un atteggiamento non professionale. Chi è? Non lo dico, ma a gennaio deve trovarsi una squadra"

ECCO CON CHI CE L'HA MOURINHO

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Serviva una vittoria per archiviare definitivamente il derby, alla fine è maturato un 1-1 sul campo del Sassuolo. La Roma manca la possibilità di superare l'Atalanta e avvicinare il Milan, ma Mourinho è soddisfatto della prestazione. Anche se non da parte di tutti i suoi giocatori. "Io penso che abbiamo fatto una buona partita, con i nostri limiti - spiega l'allenatore a Dazn -. Con un atteggiamento positivo, serio, dopo un’atmosfera pesante, due giorni difficili, con gente triste. La squadra voleva vincere, ha controllato molto bene un avversario che è difficilissimo perché sono velocissimi in contropiede, attaccano gli spazi. Mi dispiace perché lo sforzo della squadra è stato tradito da un giocatore per un atteggiamento non professionale. Tu non mi hai visto parlare così di Ibanez contro la Lazio perché l’atteggiamento è top, i giocatori sanno perfettamente che possono sbagliare. E' stato un atteggiamento non professionale, non corretto verso i compagni ed è quello che mi dispiace di più. Però è un punto fuori casa, un risultato che non si può dire negativo, e sono contento dell’atteggiamento positivo della mia squadra, a parte uno: gliel’ho già detto nello spogliatoio, una cosa che non faccio spesso. Ho avuto 16 giocatori in campo, mi è piaciuto l’atteggiamento di 15 e non di uno. Chi è? Non lo dico". "A gennaio deve trovarsi una squadra - aggiunge poi in conferenza stampa -. Non è un risultato drammatico, ma non è quello che volevamo. Ora manca una partita contro una grande squadra come il Torino, vediamo se riusciamo a finire questo periodo con 3 punti.  

"Ad Abraham ho detto: perché non sempre questo atteggiamento?"

Lo Special One si sofferma poi sulle prove di Volpato e Abraham, a partire dal classe 2003: "Non posso esigere che un bambino che, qualche mese fa si allenava in un campo di plastica e giocava in un campionato poco competitivo come la Primavera, ogni partita giochi e illumini. Sono contento di quello che ha fatto. È un ragazzo che può migliorare, ma non posso aspettarmi che prende la squadra sulle spalle. Nel primo tempo Shomurodov doveva spaccare la porta e fare gol, però come squadra non mi sento di esigere di più. Tammy? Io non voglio valutare gli attaccanti per un gol, non posso criticare Eldor per il gol mancato perché ha dato il massimo su altre situazioni, non posso farlo con Belotti perché si deve adattare. A Tammy ho detto perché oggi quest’atteggiamento e non prima? Al di là del gol ha vinto duelli, ha messo il corpo, ha cercato profondità, si è abbassato per ricevere palla, ha fatto una buona partita". Infine una battuta su Dybala e la possibilità di vederlo in campo domenica: "Non lo so - conclude -, non conosco il contenuto dei suoi contatti con l’Afa, con il suo Ct Scaloni. Non so se deve giocare domenica per andare al Mondiale, una cosa ovvia è che i giocatori che vanno al Mondiale nell’ultima partita la testa è più di là che di qua. Certo, poi, che abbiamo bisogno di lui e mi piacerebbe averlo contro il Toro".

Abraham: "Volevo dimostrare che sono ancora io"

Nel post partita interviene anche Tammy Abraham che ha ritrovato il gol anche in campionato, a quasi due mesi di distanza dall’ultima volta: "Prima di analizzare la partita, vorrei rivolgermi ai tifosi, all’allenatore e ai compagni e scusarmi per non essermi espresso ai livelli della scorsa stagione – dice l’attaccante inglese a Sky Sport -. Non sono stato me stesso, sono un ragazzo in fondo e ho attraverso un momento difficile, con poca fiducia. Oggi ci tenevo a dimostrare ai tifosi che sono ancora io, che sono pronto ad aiutare questa squadra. Manca una partita che dobbiamo vincere e poi tornare dopo la sosta più forti di prima. Sul gol subito forse c’è stato un calo di concentrazione, ma è vero anche che abbiamo giocato tantissime partite in poco tempo, probabilmente anche la stanchezza è venuta fuori. Ricordiamo che questo è un campo difficile da giocare, un punto in trasferta tutto sommato non è male. Ora pensiamo alla prossima partita, dove tre punti saranno fondamentali. Cosa mi ha detto Mourinho? Io penso che lui mi conosce bene come giocatore, conosce questa squadra e sa che si possono affrontare alti e bassi durante una stagione. Probabilmente mi sono caricato troppo di pressione, ci tenevo a far gol e questo ha creato un circolo vizioso, ma sono felice di aver ritrovato la rete e ho ancora una partita per dimostrare il mio valore. Sono il classico attaccante che in area di rigore si accende: Mancini mi ha fatto un bellissimo assist e mi sono fatto trovare al posto giusto nel momento giusto”.