Inchiesta arbitri, palla alla giustizia sportiva: scenari e cosa può succedere
gli scenari
Le carte dell'inchiesta, dopo la richiesta di archiviazione della Procura di Milano, si spostano a Roma, in Procura Figc: Giuseppe Chinè, al termine dei 40 giorni di indagine previsti (eventualmente prorogabili) passerà al vaglio tutte quelle intercettazioni ritenute marginali in ambito ordinario ma potenzialmente rilevanti in quello sportivo. Ecco i possibili scenari
Dopo la richiesta di archiviazione in Procura a Milano, l’inchiesta sugli arbitri, così come tutte le sue carte, si spostano in Procura federale a Roma per l’indagine sportiva. Che inizierà a breve, e andrà a vagliare anche tutte quelle intercettazioni ritenute marginali e quindi stralciate dalla giustizia ordinaria. Perché, se non è stata riscontrata la frode sportiva in ambito ordinario, non è detto che per la giustizia sportiva, che ha norme e un perimetro valutativo ben più ampi, non si siano commesse violazioni da un punto di vista disciplinare.
Da valutare saranno soprattutto le eventuali pressioni che l’Inter avrebbe fatto pervenire tramite il suo dirigente addetto agli arbitri, Giorgio Schenone, a Riccardo Pinzani, sua interfaccia all’interno dell’Aia. Ad esempio sulla designazione di Inter-Verona del 3 maggio 2025, con l’arbitro Piccinini da preferire a Sozza, non gradito ai nerazzurri, come si legge in un’intercettazione tra l’ex designatore Rocchi e il suo vice Gervasoni, pubblicata dal Corriere della Sera. Oltre, ovviamente, alle designazioni che hanno riguardato Bologna-Inter del 20 aprile 2025, Inter-Milan di Coppa Italia del 23 aprile 2025, e successivamente anche Torino-Inter del 26 aprile 2026.
Nel caso il procuratore Chinè, al termine dei 40 giorni di indagine, eventualmente prorogabili in caso di richiesta di più interrogatori, riscontrasse comportamenti illeciti da parte della dirigenza nerazzurra, la fattispecie di reato, sarebbe collocabile nella mancata osservanza dei principi di lealtà e correttezza, almeno stando a quanto finora a conoscenza. E, anche se è ancora presto per fare previsioni, eventualmente porterebbe come conseguenza ad ammende nei confronti della società e del singolo dirigente, che rischierebbe anche qualche mese di squalifica, e nella peggiore delle ipotesi alla penalizzazione di 1 o 2 punti da comminare nel prossimo campionato. A Roma aspettano solo di ricevere tutte le carte, la decisione su archiviazione o rinvio a giudizio non arriverà prima di settembre.