Roma, Gasperini: "Sento il sostegno dei Friedkin, ma vorrei coinvolgerli di più"
esclusivaL'allenatore in esclusiva a Sky Sport: "Il Como è tra le migliori squadre, ho visto che Fabregas ha mostrato al subbuteo come battere la Roma: lo studierò per usare qualche contromisura. I Friedkin? Sento sempre la loro fiducia, ma vorrei coinvolgerli di più". E sul mercato: "Aspetto un attaccante, ma non è facile, sono comunque contento del reparto che ho. Per cedere Koné non c'erano i tempi necessari, felice sia rimasto". Su Mourinho: "Una persona speciale"
Dalla location di Cascina Gilli, a Castelnuovo Don Bosco, Gian Piero Gasperini si gode le ultime ore di relax e ricarica le batterie in vista della ripresa del campionato, con la sua Roma capolista insieme a Inter e Lazio. L'allenatore giallorosso ha parlato in esclusiva ai microfoni di Sky Sport, ecco le sue dichiarazioni:
Lei ha deciso di tenere la squadra ad allenarsi regolarmente. Perché?
“Avevamo un numero piuttosto ridotto di giocatori per cui non potevamo fare amichevoli, quindi abbiamo pensato di dare continuità nella prima settimana al lavoro e poi ci siamo presi dei giorni di riposo. Oggi è l’ultimo giorno diciamo di vacanza, da domani iniziamo a calarci nella realtà del campionato che abbiamo lasciato in un momento positivo e anche bello a livello di prestazioni. Da lì vorremmo ripartire”
Quanto è strano per un allenatore fermarsi così tanto tempo?
“È stata una novità. Avevamo avuto la pausa per il Mondiale in Qatar, ma era stata molto più lunga e poi c’era una competizione straordinaria. Per delle nazionali che giocano amichevoli o partite non così di livello come all’Europeo o al Mondiale è il primo esperimento, poi se chiedi in giro non c’è grande soddisfazione in questo. Però ormai è andata così, poi non lo so se i vertici dell’Uefa o della Fifa penseranno di ripeterlo”
Come sta Cristante?
“Cristante sta recuperando. Ha un problema al collaterale del ginocchio, lo sta curando e ci vuole il suo tempo”
Salta sicuramente sia Como che Real Madrid?
“Di sicuro no, ma certamente non saremo disposti a rischiare niente, perché le partite sono tante e se dovesse saltare anche una o due partite in più… recuperarlo al meglio è l’obiettivo”
"Ho trovato un gruppo con una disponibilità enorme"
Da domenica giocherete in 27 giorni 9 partite, praticamente le partite sono direttamente gli allenamenti. Come viene gestito l’allenamento?
“I 5 cambi aiutano, magari 4 sono significativi e uno viene tenuto di riserva in caso di infortunio e utilizzato solo nel finale, però aiutano un po’. Il dispendio energetico per i giocatori è notevole, per gli allenatori la gestione è un po’ meno complicata perché va con le partite, hai la possibilità di ruotare più giocatori e utilizzare al meglio la rosa. Lo svantaggio grosso sono gli infortuni, perché con tante partite ravvicinate succedono. Succedono da sempre, si può fare della prevenzione e stare attenti per cercare il miglior recupero possibile, si può allargare la rosa, ma l’infortunio rimane”
Che vendemmia è stata quella della stagione scorsa? Qual è stata la chiave vincente per approcciarsi alla realtà romana?
“Sono stati tanti piccoli fattori. Il primo è aver trovato un gruppo di giocatori con una disponibilità nei miei confronti enorme, fin dai primi allenamenti. Questo non smetterò di sottolinearlo. Loro arrivavano da un buon finale di stagione, ma hanno dimostrato da subito la voglia di battere altre strade e cercare un altro tipo di calcio e il loro entusiasmo è stato fondamentale. Poi la fiducia che mi ha dato la società prendendomi e poi, su tutto, essere riuscito a farmi apprezzare da una piazza che inizialmente mi ha accolto un po’ da avversario e quindi anche con un po’ di scetticismo. Questo per me è stato un grande successo e oggi sono veramente gratificato di questo”
Quanto è importante il rapporto che ha con i Friedkin? Lei aveva un rapporto speciale con i Percassi, qualcosa di speciale c’è anche in questo rapporto?
“Sì, anche se è diverso. La famiglia Percassi era presente quotidianamente con la squadra e con me, quindi c’era un rapporto stretto che andava oltre il lavoro e il calcio. Questo con la famiglia Friedkin non succede, ma io ho sempre la loro fiducia e il loro sostegno, anche se vivono distanti e vengono poco a Roma. Ora hanno messo Galantic che fa da collegamento un po’ più stretto tra la Roma e loro, però rimane chiaro il mio obiettivo di riuscire a coinvolgerli molto di più. Ma non soltanto per me, ma anche per loro e anche per la piazza: riportare un po’ più di presenza in vista anche del centenario e della costruzione del nuovo stadio su cui investiranno cifre notevoli”
"Como tra le migliori. Mourinho è speciale"
Cosa le piace del Como di Fabregas?
“Del Como apprezziamo tutti l’evoluzione che ha avuto. E non è un’evoluzione dovuta solo agli investimenti di una proprietà facoltosa, ma anche per la qualità dei giocatori che hanno scelto e del gioco che esprimono. È un insieme di componenti che fa sì che il Como sia tra le squadre accreditate come le migliori del campionato”
Può vincere lo scudetto il Como?
"È difficile da dire adesso, perché tutti riconosciamo che l’Inter è la più forte per la rosa, la qualità e i risultati acquisiti fino ad adesso, però con tutte le altre il Como se la può sicuramente giocare”
Fabregas ha mostrato come battere la Roma col subbuteo...
“Ho visto che lui usa il subbuteo, stasera me lo studio e vedo come usare qualche contromisura. Lì al subbuteo ha vinto il Como, speriamo che domenica sia diversa”
Dopo il Como, c’è il Real. Perché secondo lei Roma ha amato così tanto José Mourinho?
“José è comunque speciale e le persone speciali riescono a ottenere dei particolari successi, al di là di quelli sul campo. In campo ha vinto una Conference, ha raggiunto una finale di Europa League, magari in campionato qualcosa in meno, ma a parte i risultati in campo è stato apprezzato da una parte della tifoseria e vuol dire che ha qualcosa di speciale”
"Gli attaccanti sono difficili da prendere. Contento sia rimasto Koné"
Nel 343 lei continua ad aspettare un ruolo fondamentale dal mercato…
“Sì è vero, ma non è facile. Gli attaccanti sono sempre quelli più ricercati sul mercato, sono sempre quelli più costosi da raggiungere, chi li ha difficilmente se ne priva. Io credo comunque che abbiamo un buon reparto, poi in quel ruolo in particolare non abbiamo mai giocato in 10, lo abbiamo sempre coperto”
Soulé ha lavorato bene, si è fatto trovare pronto e contro l’Inter è stato tra i migliori…
“Non solo contro l’Inter. Anche l’anno scorso, nel girone d’andata, ha fatto una stagione straordinaria, poi nel ritorno purtroppo è stato vittima della pubalgia che ti rallenta per dei mesi. Ha pensato bene di curarsi durane l’estate, quando è arrivato era logicamente un po’ sovrappeso perché era fermo da tanto, ma l’inizio di campionato è stato di livello. Poi ho visto che ha esordito anche con la nazionale argentina, quando vedo un giocatore della Roma che va a giocare in nazionale è un premio per tutta la squadra”
Malen e Dybala se li è coccolati in questa lunga sosta?
“Si eravamo in pochi. Malen doveva recuperare da un problema fisico, Dybala si è allenato come sta facendo da inizio luglio e sono molto contento per lui, perché è un ragazzo che quando va in campo lui sta bene. Lui è nato col pallone tra i piedi, il fatto di dover saltare tanti allenamenti e partite lo rendeva triste. Adesso lo vedo felice, ha voglia di giocare, entusiasmo e questo è un bel traguardo”
L’addio di Messi alla nazionale sarà emozionante anche per noi che non siamo argentini?
“Assolutamente sì. Io che ho visto tanti fuoriclasse faccio fatica a pensare a un giocatore che è riuscito a fare quello che ha fatto Messi. Per me ha fatto cose straordinarie che mai ero riuscito a vedere, solo qualche volta alla playstation ma neanche di quella bellezza. Dispiace che un giocatore così finisca la carriera, ma averlo visto così tanti anni è un regalo”
Dybala e Molina anche per questioni logistiche non sono potuti andare?
Siamo in prossimità di una gara importante come quella di domenica, siamo un po’ distanti dall’Argentina e significa farli fare tante ore di volo. Quindi la Roma ha preferito di no”
I Friedkin hanno deciso di non far muovere Koné nelle ultime ore di mercato. Era difficile anche pensare di sostituirlo in poche ore no?
“Non si poteva. È inutile che Manu dice che non c’era niente, anche perché è stato un mercato così lungo: arrivare così, a pochissime ore dalla chiusura... non c’erano obiettivamente i tempi. Questi trasferimenti comportano l’inserimento di un sacco di persone, a volte solo per redigere contratti ci vogliono giorni, non vedo come si potesse fare un’operazione del genere. Personalmente sono contento sia andata così, lui avrà modo di aumentare ancora il suo valore”.
