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Bologna, Mihajlovic: "Ero pronto per allenare la Roma, loro no"

Calciomercato

L'allenatore rossoblù ha svelato i motivi che l'hanno portato a rifiutare la panchina della Roma: "I tifosi non erano pronti per certe cose, così ho detto no. La Lazio? Alleno da 12 anni, ma non mi hanno mai chiamato"

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BOLOGNA, MIHAJLOVIC RINNOVA

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Sinisa Mihajlovic ha detto 'no' alla Roma ed è rimasto a Bologna, pronto per un gran campionato: "Sono felice, altrimenti non avrei firmato. Il presidente Saputo è un tipo ambizioso, vogliamo lottare per un posto in Europa". Intervistato su Sky Sport, l'allenatore serbo ha svelato anche i retroscena che l'hanno portato a rifiutare la Roma

"Avrei fatto una guerra da solo"

"Sono stato molto vicino ad allenare i giallorossi, poi ho capito che dal punto di vista ambientale loro non erano pronti per certe cose. Io lo ero, loro invece no. Quindi ho deciso di rifiutare. Posso anche andare a fare la guerra da solo contro tutti e perdere, ma stavolta no. Quindi ho deciso di non andare alla Roma, di ringraziare per l'offerta e rifiutare". 

"La Lazio non mi hai mai cercato"

I tifosi giallorossi gli imputavano il passato da biancoceleste, lo Scudetto del 2000 e i tanti anni trascorsi con la Lazio, che però non ha mai considerato Mihajlovic per la panchina. Neanche quest'anno: "Non sono mai stato vicino alla Lazio. Alleno da 10/12 anni, ho cambiato 7-8 squadre in Serie A, ma non sono mai stato vicino ai biancocelesti".

Continua Mihajlovic: "5 anni fa c'è stata la Juve, poi anche il Napoli, la Lazio mai. E questo mi fa strano in realtà. Vado bene a tutti e non a loro? Mi dispiace quando sento queste cose riguardo al tradimento, ma io non ho tradito nessuno. Io lavoro e non vivo d'aria. Sono un professionista, sarebbe stata una grande esperienza allenare la Roma". 

"Vogliamo lottare per l'Europa"

Infine un commento sul Bologna, dopo il decimo posto dell'anno scorso c'è un'altra stagione per stupire: "Bologna è sempre stata corretta nei miei confronti, abbiamo passato mesi meravigliosi, siamo arrivati decimi e abbiamo conquistato la salvezza".

"Il merito è dei ragazzi, mi hanno ascoltato e hanno messo in pratica quello che ci siamo detti, poi ho parlato con la società e ho capito che il presidente è un tipo ambizioso. Non vuole più fare certi campionati, ma lottare almeno per l'Europa, lottare fino all'ultimo. E' quello che volevo anche io e abbiamo trovato l'accordo. Siamo tutti contenti".