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Formula 1, Ericsson-Leclerc: le storie dei piloti Alfa Romeo-Sauber

Formula 1

Lo svedese, pronto alla 4^ stagione con il team svizzero, cerca il riscatto dopo u 2016 in ombra: "Sento di poter evolvere". Con lui il rookie monegasco Leclerc, campione di Formula 2 e che arriva dal vivaio Ferrari. Scopriamo chi sono i piloti del ritorno in F1 dell'Alfa Romeo 

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Marcus Ericsson e Charles Leclerc, giovani e belli. E anche vincenti nel caso del monegasco campione in carica della F2. E' a loro che l'Alfa Romeo-Sauber affida le chiavi della C37 nel prossimo Mondiale. Entrambi hanno una serie di buoni motivi per cercare di trirare fuori dal cilindro una stagione positiva: lo svedese deve dimostare che è giustificata la fiducia riposta ancora una volta in lui dal team; Leclerc, invece, dovrà fare in modo che i traguardi già raggiunti trovino conferma anche nella massima serie.  

MARCUS ERICSSON

A caccia del riscatto. Semplice, forse banale, ma estremamente vero. Questo è l'obiettivo di Marcus Ericsson per il prossimo campionato, il 4° con il team svizzero. Il Mondiale 2017 è stato complicato, ma il team comunque ha fatto progressi che lasciano sperare il pilota svedese per un piazzamento migliore del 20esimo posto ottenuto. E' nato a Kumla, nella contea di Örebro, in pratica nel cuore della Svezia; 27 anni (2 settembre 1990), il biondo Marcus ha fatto il suo inresso in F1 nel 2014, quando fu ingaggiato dalla Catheram nell'ultimo anno del team anglo-malese nel Circus: chiuse al 19esimo posto con 4 ritiri, il primo nella gara d'esordio a Melbourne. Il suo migllior risultato assoluto è il 18esimo posto del 2015. Finora ha partecipato a 76 gare e portato a casa 9 punti. Insomma, è chiaro che dovrà andare a cercare qualcosa di più di un riscatto. "Ho la sensazione di poter ancora evolvere come pilota e diventare più bravo", ha dichiarato. Lo scorso anno è stato messo in difficoltà dall'ex compagno di squadra Pascal Wehrlein, apparso più forma sia in qualifica che in gara (tra i migliori in Spagna e in Azerbaijan) nonostante una vettura non all'altezza; ora Ericsson ora dovrà confrontarsi con il campione di Formula 2, Charles Leclerc.  

Ma chi è Marcus Ericsson?

Partiamo dal nome, il secondo, quello che non sentirete pronunciare mai: Thorbjörn. La sua avventura in F1 è in realtà iniziata con una Brawn GP ai test per giovani piloti organizzati a Jerez de la Frontera (Spagna), dal 1º al 3 dicembre 2009, per "dividere" la vettura con il pilota Indycar Mike Conway. Quest'ultimo ebbe la meglio per tre decimi sullo svedese, ma il team principal Ross Brawn fece i complimenti a Marcus per la performance. Il 21 gennaio 2014, invece, la Caterham ufficializzò il suo ingaggio per la stagione 2014, per dividere il box con il giapponese Kamui Kobayashi. Andando più indietro nel tempo, fu Fredrik Ekblom, ex pilota di Formula 3000 e proprietario di un kartodromo a convincere il signor Tomas Ericsson, papà di Marcus, a comprare al figlio un kart. Operazione andata a buon fine ma sempre in bilico negli annni successivi a causa dei problemi economici della famiglia.

Senza girarci troppo attorno, Marcus è un "piacione". Prototipo dello svedese, 180 cm d'altezza e fisico scolpitissimo, appare pure piuttosto modaiolo: questa è l'immagine che riusciamo a ricostruire tramite i social network. C'è poi una una certa somiglianza con Nico Rosberg, ex campione del mondo, con il quale ha in comune anche la scelta di prendere casa a Monte-Carlo. Al momento non sembra esserci una donna nella sua vita. Zero tatuaggi e segno zodiacale Vergine, se può servire a qualche pretendente.

CHARLES LECLERC

E' stato il dominatore dell'ultima stagione di Formula 2. Devastante in qualifica, Charles Leclerc ha usato tutti gli ingredienti necessari a costruire un successo: lucidità, gestione e cattiveria che, tradotto in gare, hanno portato a ben 6 successi. Un trionfo dedicato al papà recentemente scomparso. Ha iniziato a correre sui kart a 5 anni. Nel 2005 ha preso parte al Campionato regionale PACA (Provence-Alpes-Cote d'Azur) dove ha conquistato il titolo lo stesso anno, nel 2006 e nel 2008. Nel 2009 si è laureato Campione dei cadetti di Francia e nell’anno successivo ha corso nella categoria KF3. Nel 2011 ha vinto la Coppa del Mondo CIK-FIA KF3 e il Trofeo dell’Academy CIK-FIA. Nel 2012 Charles, alla guida di un kart ART GP, ed ha conquistato il titolo di Campione WSK, di Vicecampione d’Europa e del Mondo. Nel 2013 è stato nominato Vicecampione Europa e Vicecampione Under 18 con il team Fortec Motorsport, e con la stessa squadra è stato Vicecampione del Campionato ALPS nel 2014. Primo dei rookie alliesordio in Formula 3, dove è approdato nel 2015 con il team Van Amersfoort Racing finendo quarto in classifica, nel 2016è entrato a far parte della Ferrari Driver Academy e si è laureato campione in GP3 con la scuderia ART Grand Prix. Nel 2017 ha gareggiato e vinto in Formula 2 con la Prema. Snocciolato il curriculum, con una certa tranquillità possiamo affermare che Leclerc ha tutte le carte in regola per diventare uno dei grandi piloti di domani. In tal senso il primo mattone importante è rappresentato dall'esperienza che sta per cominciare con l'Alfa-Sauber. Spingere al massimo, sempre, ma nel Mondiale 2018 dovrà anche tenere a bada la frenesia tipica dei giovanissimi. Senza strafare, dunque. In quattro parole, fare le cose giuste.

Il numero scelto da Leclerc

Lo vedremo in pista con il numero 16: "Era la mia terza opzione”, ha affermato il 20enne nato il 16 ottobre 1997 a Monte-Carlo. "Avrei preferito il 7, ma lo ha già Kimi Raikkonen, o il 10 di Pierre Gasly. Diciamo che il 16 è il giorno del mio compleanno ed è vicino al 17 di Jules Bianchi". E poi due calcoli: "Facendo un discorso di numerologia, 1+6 = 7 e io ho sempre corso con il 7. Dai kart alla Formula 3. Soltanto in GP3 e in Formula 2 ho dovuto adottare l’1 perché ereditato dal precedente campione della serie". Sul suo profilo Instagram tante foto del passato, diverse con il suo papà. Nel giorno di San Valentino anche un post con la fidanzata.