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Formula 1 a Barcellona: 10 curiosità sulla città

oltre la f1

Introduzione

Dopo Monaco, la Formula 1 non si ferma e fa tappa a Barcellona per il settimo weekend di gara stagionale. Ecco dieci curiosità su cosa c'è oltre al circuito, per scoprire la città al di là del suo lato motoristico. Tutto il fine settimana live su Sky e in streaming su NOW

 

GUIDA TV

Quello che devi sapere

LA SAGRADA FAMILIA DA RECORD

  • Il simbolo della città, la chiesa della Sagrada Familia, è in costruzione dal lontano 1882. Progettata dal genio visionario di Antoni Gaudí, è diventata una leggenda globale per la sua natura di cantiere infinito. Ormai, però, la sua costruzione ha svoltato verso le fasi conclusive: il 10 giugno 2026, nel centenario esatto della morte di Gaudí, Papa Leone XIV ha benedetto ufficialmente la Torre di Gesù Cristo, grazie a cui la chiesa è diventata ufficialmente la più alta al mondo con 172,5 metri, superando il Duomo di Ulm in Germania (161,5 metri).

LA MONETA DA 2 EURO SBAGLIATA... CHE NE VALE 100

  • Nel 2009, durante la produzione della moneta commemorativa da 2 euro per il decimo anniversario dell'Unione Economica e Monetaria, venne commesso un errore di conio in circa 100.000 esemplari. Le 12 stelle europee sulla corona esterna della moneta vennero impresse con una dimensione decisamente maggiore rispetto al disegno standard. Questa variante, nota come 'Estrellas Grandes', è tra le più cercate dai collezionisti e un singolo esemplare può arrivare a valere quasi 100 euro.

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LE SPIAGGE... ARTIFICIALI

  • Oggi Barcellona è una delle mete mondiali più amate per il relax sul lungomare, ma fino alla fine degli anni '80 il suo litorale era quasi inaccessibile. La città viveva 'di spalle al mare', con la costa occupata da industrie pesanti, linee ferroviarie e baraccopoli che separavano i residenti dall'acqua. La svolta arrivò con le Olimpiadi del 1992: l'intera area industriale, definita 'la Manchester catalana', venne rasa al suolo per fare spazio al moderno quartiere del Porto Olimpico e furono importate migliaia di tonnellate di sabbia dorata dall'Egitto.

IL FALLIMENTO DI PARC GUELL

  • Parc Güell, unico al mondo per le sue panchine ondulate ricoperte da mosaici, non era stato concepito inizialmente come un parco pubblico. Nel 1900, il ricco industriale Eusebi Güell commissionò ad Antoni Gaudí il progetto di un'esclusiva 'città-giardino' blindata per l'alta borghesia di Barcellona. Si rivelò però un enorme flop commerciale: a causa della mancanza di trasporti e delle rigide restrizioni edilizie, vennero edificate e vendute solo due delle 60 case previste. Quando i lavori si fermarono definitivamente, il Comune acquistò l'area e la inaugurò nel 1926 come il parco pubblico che oggi tutti conosciamo.

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CIBO: PIZZA CONTRO... LA BOMBA

  • Se c’è una città europea fuori dall'Italia che vanta una densità straordinaria di pizzerie artigianali di altissimo livello aperte da nostri connazionali, quella è Barcellona. Eppure, nel cuore della Barceloneta, i locali difendono la propria identità culinaria alla 'Bomba', una polpetta di patate ripiena di carne macinata, che viene impanata, fritta e servita con salsa all'aglio e salsa piccante. Secondo la leggenda locale, un cliente del quartiere della Barceloneta assaggiò per la prima volta la crocchetta esclamando: "¡Esto es la bomba!"

IL SAN VALENTINO CATALANO CON I LIBRI

  • Mentre tutto il mondo festeggia gli innamorati il 14 febbraio con San Valentino, a Barcellona bisogna aspettare il 23 aprile per la festa di Sant Jordi (il santo patrono della Catalogna). Le strade si trasformano in un mercato a cielo aperto dove gli innamorati (e non solo) si scambiano rose e... libri. Questa tradizione è piaciuta così tanto all'Unesco da portarla a istituire nel 1995 la Giornata Mondiale del Libro proprio in questa data.

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CAMP NOU, IL TEMPIO DELLA RESISTENZA

  • Lo stadio del Barcellona, attualmente al centro di un enorme restyling, è destinato a confermarsi il più capiente d'Europa arrivando a 105.000 posti una volta completati i lavori. Sulle sue tribune domina da sempre il celebre motto 'Més que un club' ('Più di un club') che non è solo marketing, ma affonda le sue radici nella storia. Durante la dittatura di Francisco Franco, dal 1939 al 1975, lo stadio era considerato l'unico 'spazio libero' in tutta la Catalogna dove poter continuare a usare la lingua e i simboli regionali senza venire arrestati. Ogni partita diventava così il teatro della resistenza.

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QUI IL TENNIS HA PARLATO ANCHE ITALIANO

  • A Barcellona il grande tennis internazionale è di casa dal 1953 con il Trofeo Conde de Godó. Se il re indiscusso resta Rafa Nadal, capace di imporsi 12 volte su un campo centrale oggi intitolato a suo nome, la storia del torneo è legata anche all'Italia. Nell'albo d'oro spiccano la doppietta negli anni '60 dell'italo-australiano Martin Mulligan e la cavalcata di Adriano Panatta, che nel 1975 si arrese solo in finale contro Björn Borg.

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LA 'MALEDETTA' MONTJUIC E L'UNICA DONNA A PUNTI

  • Prima del trasferimento a Montmeló, il GP di Spagna si correva sulle strade cittadine della collina del Montjuïc. Un circuito spettacolare ma spaventoso: nel 1975 i piloti, guidati da Emerson Fittipaldi, scioperarono nelle prove per la pericolosità dei guard-rail fissati male. La gara venne interrotta per un incidente occorso alla Hill di Rolf Stommelen, che piombò sugli spettatori, uccidendone 4. Quella domenica nera passò alla storia per l'unico piazzamento a punti di una donna in F1: l'italiana Lella Lombardi, che chiuse sesta ottenendo mezzo punto (a causa della gara sospesa). Fu l'ultima volta che il Circus corse lì.

LA 'PROVA DEL 9' E IL VENTO

  • In Formula 1, il circuito di Barcellona è la pista da test per eccellenza, dove si svolgono spesso le prove prestagionali. Fino al 2019, il GP di Spagna inaugurava la stagione europea e rappresentava 'la prova del nove': dopo alcuni circuiti dal layout 'atipico' nel resto del mondo, se una vettura andava veloce in Catalogna sarebbe andata veloce dappertutto. C'è, però, un fattore invisibile che fa impazzire gli ingegneri nei box: il vento. La sua vicinanza sia ai Pirenei che al Mar Mediterraneo espone il tracciato a correnti imprevedibili, che variano d'intensità nell'arco della giornata rendendo la messa a punto delle monoposto estremamente complessa.

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