Bagnaia: "Bezzecchi si merita tutto. È giusto che si parli di lui"
a sky sportNel corso del weekend del Mugello Guido Meda ha realizzato un'intervista con Pecco Bagnaia, che in questi giorni sarà riproposta su Sky Sport MotoGP. Il pilota della Ducati ha toccato diversi temi: nel VIDEO in testa le sue parole.
Ci spieghi il casco speciale?
"Il discorso è: Mugello, gara di casa. Cos'è l'italiano? È una persona molto conviviale, no? È facile andare d'accordo con un italiano, dal mio punto di vista. Vieni a Mugello dove si sta in camper, tenda, si passa un weekend tutti insieme, si griglia tutti insieme, si sta con persone che tu non hai mai visto ma che non hai problemi a conoscere. E io trovo che mangiare la pizza la domenica sera sia un momento di estrema convivialità. Penso che potesse essere un tema importante e la pizza, appunto, è un momento molto conviviale".
Qua una cosa è molto specifica e particolare: scollinare sul dosso a 360 all'ora e poi andare a frenare. Ma com'è quella frenata lì con una MotoGP?
"Allora, il primo anno intensa. Invece dopo inizi ad abituarti un po' e comunque è bello perché arrivi forte. Però arrivar giù ai 360-370, frenare, vedere il curvino stretto della San Donato, è tosta".
Tu che aspettative hai da questo Mugello? Detto che Pecco, tra le cose proverbiali bellissime che ha, è la staccata. Quando funziona, perché poi abbiamo avuto delle volte in cui la staccata non funzionava più...
"Vediamo. Sono convinto che questa pista mi possa dare un pelo di più solo per il fatto che è questa pista, che siamo qua in Italia, c'è il tifo e tutto quanto, e quindi si getta un po' il cuore oltre l'ostacolo e si prova a fare il massimo che si può. Vedremo. Secondo me stiamo lavorando molto bene ultimamente. Nelle ultime due gare e nel test abbiamo fatto un passo avanti, quindi speriamo di riuscire a portare avanti quello che abbiamo fatto fino al 2024".
Cioè, tu e la Ducati intesa come la moto, non come l'azienda. Hai risposto a Valentino che aveva invitato a starti vicino e tu hai detto che lo fanno e li senti vicini. Tu e la moto vi state volendo bene in questo periodo qua?
"Sì e no. Purtroppo dall'anno scorso che facciamo fatica, ci sono dei dettagli che sono cambiati e che non permettono di poterla guidare al mio 100% e quello è un limite, me ne rendo conto. Stiamo lavorando tanto, stiamo cambiando tanto per cercar di ritrovare quel bilanciamento che c'era prima e, passo dopo passo, ci stiamo avvicinando".
Le posizioni sono: 'La Ducati negli ultimi anni è cambiata pochissimo', da una parte, fronte Ducati; fronte Pecco: 'Sì, è cambiata pochissimo, ma quel poco che è cambiato, io lo sento'...
"Diciamo che son spostate cose sulla moto, sono cambiate, magari sono gli stessi pezzi ma son cambiati i posti, ecco, o comunque i bilanciamenti. E si parla di millimetri quando si parla di una moto. Poi sono uno abbastanza puntiglioso, e quando mi cambiano già solo un millimetro su un forcellone, lo sento e mi dà anche fastidio a volte. Si deve ritrovare quell'equilibrio lì".
L'ho ripetuto un milione di volte che sei stato capace di vincere in molti modi, in moltissimi modi. Il rischio di farti passare per il ragioniere lo detesto. Ma fa niente di quello che pensa la gente. Io mi chiedevo se tu, quando vieni al Gran Premio in una situazione che non è più quella così favorevole in cui arrivavi e dicevi: 'Qui potrei anche vincere', adesso magari parti che dici: 'Qui speriamo di andar bene'. La vivi con una grande frustrazione o ancora con una grande gioia di venire al Gran Premio in questo momento?
"Come dici te, fino a due anni fa venivo al Gran Premio sapendo che comunque avrei potuto vincere. Le possibilità di vincere c'erano, mi sentivo che mal che andasse potevo lottare per il podio. Ed era una situazione estremamente positiva e fortunata, non capita a tutti di potersi sentire così. Tant'è che nel 2024 facemmo un sacco di gran risultati e anche tanti errori. Dall'anno scorso è cambiato un po' questo equilibrio qui. Sono partito con lo stesso ideale ed è quello che mi ha fatto arrabbiare tanto. E quindi dalla metà dell'anno scorso e quest'anno l'approccio è cambiato un po', ho ritarato un po' gli obiettivi. E quindi arrivo al Gran Premio con l'idea di fare il massimo per vincere, poi dopo bisogna anche cercar di accontentarsi in situazioni dove non ne hai la possibilità".
Ti sei anche un po' ritarato sul fatto di comunicare in maniera diversa le tue frustrazioni? Di accettarle o di viverle in un altro modo?
"In realtà no. La differenza quest'anno è che posso guidare la moto in un modo che mi viene un po' più comodo. E' solo un discorso di cercare di capire come sfruttarla al 100%. Mentre l'anno scorso non riuscivo proprio, c'era un limite grosso nel guidare la moto dello scorso anno. Quest'anno un po' meglio, si sta arrivando piano piano. La strada non dovrebbe essere così lunga ma è lunga, perché parliamo di piccolezze. Però diciamo che gli altri sono andati molto avanti e noi siamo rimasti fermi, si sta cercando di trovare quel qualcosa in più".
La tua verità sintetica sull'arrivo di Marquez nel box e sulla vostra convivenza, sulla vostra collaborazione.
"Ma c'è poco da dire, alla fine con Marc mi son trovato bene da subito. Abbiamo lavorato tanto insieme all'inizio e quest'anno, soprattutto che anche lui è in difficoltà con la '26 e quindi si sta cercando insieme di trovare una quadra. Io non l'ho mai vissuta in maniera negativa il suo arrivo".
Vi siete utili l'un con l'altro.
"In questo momento io poco per lui. Però, l'anno scorso soprattutto, cercare di capire come lui facesse alcune cose mi ha aiutato, mi è stato molto utile. Però avere un compagno che va così forte ti stimola ad andare più forte. Io devo avere le cose sotto controllo per riuscire a sfruttare totalmente il mio 100%, come l'anno scorso è successo in Giappone. E quest'anno invece siamo partiti un po' a rilento, ma secondo me stiamo migliorando".
Tu e Marquez avete due modi diversi di mettere a posto la moto? Questa è un'altra di quelle domande basiche che ci facciamo. Sono due linee di indirizzo molto diverse? Uno tutto puntato davanti, uno indietro? Te lo chiedo per quello che ci puoi dire.
"Allora, sì e no. Richiediamo abbastanza le stesse cose, siamo molto in linea su quello che vogliamo sulla moto, ma a me piace che la moto giri col davanti e a lui piace che la moto giri col dietro, quindi guidiamo un po' alla rovescia".
E questo rende più complicato il fatto di convergere sulle soluzioni?
"Sì, un po' sì".
È emersa recentemente una questione Safety Commission. È chiaro che la sicurezza per voi è fondamentale e tu hai detto che voi piloti dovreste fare un po' un fronte comune. Invece alcuni piloti si sono sfilati, abbiamo capito che c'è un po' di assenteismo. E qualcuno ha proposto che tu sia il presidente. È una cosa che ti piace? Che ti stimola? O speri solo che vengano anche tutti gli altri senza dover essere il presidente?
"Allora, è fondamentale che si venga in tanti perché dire che la sicurezza non sia cambiata e aumentata negli iltimi anni è uno sbaglio. Stanno lavorando tanto, si sta facendo tanto per noi e bisogna riconoscerlo. Per me è sbagliato che non si venga. È un incontro che dura mezz'ora, mezz'ora il venerdì pomeriggio la trovi per forza. È impossibile avere tutti questi eventi o comunque che tu debba fare così tanta fisioterapia da non poter venire in Safety Commission. Quando eravamo di più, le cose che chiedevamo venivano esaudite più facilmente. Adesso è più difficile ovviamente, siamo in tre. Secondo me non è giusto che un pilota in attività possa essere il presidente di un'associazione del genere perché comunque, vuoi o non vuoi, tirerà sempre l'acqua al suo mulino. Quindi non è corretto. Credo che la figura di Guintoli, che fu quella scelta anni fa per rappresentarci, sia quella giusta. Poi dopo purtroppo nella vita possono cambiare tante cose e succedere cose brutte, lui ha avuto una lotta molto difficile. Speriamo che possa riprendere il suo lavoro quando se la sentirà".
Non c'entra niente, ma sei felice per Bezzecchi o soffri che lui ha un po' "preso" il tuo posto?
"Io non credo che ci siano dei posti. Cioè, non è giusto dire che ha preso il mio posto. Il mio posto è lì dove sono adesso. Lui sta facendo benissimo e si merita tutto quello che sta ottenendo adesso. Secondo me è giusto che sia lì dov'è, perché si trova bene con la moto, il team lo sta supportando, lo sta aiutando in tutto quanto, hanno creato una grande situazione e stanno ottenendo dei risultati fantastici".
Io quando dicevo un po' il tuo posto è perché, forse anche per merito o per colpa nostra, ma soprattutto per i vostri risultati, prima era: "Bagnaia, Bagnaia, Bagnaia!", adesso è "Bezzecchi, Bezzecchi, Bezzecchi!"...
"Non l'ho mai pensata come una cosa negativa, onestamente, anzi. Se uno vince è giusto che venga spinto, poi non so come si deve fare".
Io non ho capito, se mi puoi rispondere: Pecco va via perché arriva Acosta o Acosta arriva perché Pecco va via? Chi ha scelto?
"Io rispondo invece dicendo: godiamoci il weekend e quando poi si potrà, se ne parlerà. Quando poi sarà uscito tutto, ne parleremo".
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