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NBA, risultati della notte: Thompson annienta New York, Jokic in tripla doppia

NBA

Con 7 triple a segno e 43 punti Thompson è il protagonista assoluto della vittoria di Golden State, così come Jokic che segna il canestro della vittoria contro Miami. A Est successi di Indiana, Toronto e Philadelphia

GALLINARI E ALTRI 3 CLIPPERS A QUOTA 20: L.A. VINCE FACILE CON CHARLOTTE

40 PUNTI DI ANDREW WIGGINS REGALANO LA 1^ VITTORIA A COACH SAUNDERS

TUTTI GLI HIGHLIGHTS DELLA NOTTE

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Golden State Warriors-New York Knicks 122-95

Dopo la magica notte contro i Chicago Bulls da 52 punti, torna bollente la mano di Klay Thompson, che ai Knicks rifila il 12° quarantello della sua carriera, in una serata in cui manda a bersaglio 7 triple e chiude con 43 punti. Golden State manda in archivio la pratica New York con il parziale di 13-0 che chiude il primo tempo: da -1 gli Warriors vanno all’intervallo sul +12 e non si volteranno più indietro. Per i campioni in carica, reduci da tre sconfitte interne consecutive, ci sono anche 24 punti di Kevin Durant, la prima doppia doppia stagionale di Steph Curry (14 punti e 14 assist, suo massimo in questo campionato) e un Draymond Green che non chiude in tripla doppia solo perché tira solo 5 volte e segna 2 punti, cui aggiunge però 11 rimbalzi e 10 dei 36 assist di squadra. I californiani tirano il 51% dal campo ma soprattutto tengono l’attacco dei Knicks sotto il 40% al tiro: il migliore dei blu-arancio è Mario Hezonja, che chiude a quota 19, mentre Enes Kanter aggiunge un’altra doppia doppia alla sua stagione, con 12 punti e 16 rimbalzi, ma non può evitare la 15^ sconfitta nelle ultime 17 gare per la squadra di caoch Fizdale.

Miami Heat-Denver Nuggets 99-103

In back-to-back dopo la sconfitta a Houston, su un campo comunque difficile come quello di Miami: “Avremmo potuto tranquillamente perdere”, ammette coach Malone. Ma Nikola Jokic ha altre idee: il serbo confeziona la sua quarta tripla doppia stagionale (la ventesima della sua carriera) e in una prestazione da 29 punti, 11 rimbalzi e 10 assist risalta il floater con cui decide la gara a 2.4 secondi dalla fine, mettendo il punto esclamativo sull’ennesima partita meravigliosa della sua stagione, il motivo principale per cui i Nuggets continuano a guidare la Western Conference con la 27^ vittoria su 39 gare disputate. Senza Gary Harris, tenuto precauzionalmente a riposo per un indurimento muscolare, Denver vince di squadra grazie ai 18 punti di Jamal Murray, ai 15 di Trey Lyles dalla panchina, ai 12 di Paul Millsap e alla doppia doppia di Torrey Craig, che a 11 punti affianca la bellezza di 16 rimbalzi. È proprio sotto i tabelloni che il dominio dei Nuggets è più lampante: è di 50-38 il saldo a rimbalzo e 15 di questi sono catturati in attacco, portando a 23 punti da seconde opportunità. Miami può consolarsi con il ritorno in campo di Dion Waiters, alla sua prima apparizione dal dicembre 2017: è subito lui, dalla panchina, il top scorer di coach Spoelstra con 15 punti  e 6/10 al tiro. Miami manda in doppia cifra altri 6 giocatori ma non basta contro la miglior squadra dell’Ovest. 

Toronto Raptors-Atlanta Hawks 104-101

Per la prima volta in campo assieme dal 9 dicembre, Kawhi Leonard (31 punti) e Kyle Lowry (16) portano il loro contributo alla vittoria sugli Hawks ma l’eroe di serata è Serge Ibaka, che a 17 secondi dalla sirena finale manda a segno il canestro della vittoria. Ci sono 13 punti per lui e altri 13, con 10 rimbalzi, per Pascal Siakam, ma Atlanta deve recitare il mea culpa per le 27 palle perse (massimo stagionale) collezionate sul parquet dei Raptors, che ne approfittano segnando 34 punti. “Giù il cappello davanti agli Hawks”, riconosce però Lowry, e difatti la squadra della Georgia esce a testa alta dalla trasferta in Canada, dove arriva la quarta sconfitta delle ultime cinque gare ma anche alcuni segnali incoraggianti: ci sono 21 punti con 14 rimbalzi di John Collins, 20 di Jeremy Lin e 19 di Trae Young. Troppo forti però i Raptors di un Kawhi Leonard che per la 17^ volta consecutiva segna almeno 20 punti e ci associa anche 6 assist e 6 recuperi (suo massimo stagionale): è lui oggi il simbolo delle rinnovate ambizioni di Toronto, così come a lungo in passato lo è stato Vince Carter, a cui il pubblico canadese ha tributato una bellissima standing ovation al suo ingresso in campo da avversario.

Philadelphia 76ers-Washington Wizards 132-115

Passare sul campo di Philadelphia è difficilissimo per tutti (18 vinte, 3 sole perse per i Sixers, miglior record interno di tutta la lega): ancora di più quando Landy Shamet, in quintetto al posto di J.J. Redick (fermato da un leggero dolore alla schiena) risponde mettendo in scena la miglior prestazione della sua carriera, mandando a segno 8 triple e chiudendo con 29 punti, entrambi massimi in carriera. Il rookie di Philadelphia ruba così il palcoscenico alla doppia doppia di Joel Embiid da 20 punti e 10 rimbalzi, ma anche al ritorno di Jimmy Butler con 20 punti e ai 19 con 9 assist di Ben Simmons, che trascinano i 76ers al quarto successo consecutivo, il settimo delle ultime nove gare giocate. Non bastano a Washington i 28 di Bradley Beal, l’unico titolare in doppia cifra insieme a Jeff Green (15) mentre coach Brooks ne ha altri quattro dalla panchina, guidati dai 14 di Sam Dekker.

Cleveland Cavaliers-Indiana Pacers 115-123

Indiana è davanti 38-14 già sul finire del primo tempo, mantiene il vanteggio sopra i 20 punti per tre quarti di gara ma poi si fa pericolosamente rimontare da Cleveland, che arriva in più occasioni a -5: servono i canestri decisivi di Thaddeus Young (26 per lui a fine serata) e Victor Oladipo (17) per assicurare la vittoria alla squadra di coach McMillan, tutt’altro che contento che i suoi siano riusciti a concedere 36 punti tanto nel terzo quanto nel quarto quarto alla peggior squadra NBA, giunta alla sua decima sconfitta in fila. Le brutte notizie per Cleveland – che ha in Jordan Clarkson il proprio top scorer a quota 26 – non finiscono però qui: i Cavs partono infatti per una trasferta di sei gare lontano da casa e la dovranno forse affrontare senza Larry Nance Jr., uscito per un infortunio al ginocchio destro. Indiana vince la settima gara delle ultime otto e rafforza il suo terzo posto a Est, mantenendosi davanti a Philadelphia. 

Phoenix Suns-Sacramento Kings 115-112

Dolori alla schiena tengono Devin Booker fuori dalla contesa: nessun problema, se c’è Kelly Oubre Jr. L’ex Wizards, arrivato nell’Arizona nello scambio per Ariza dello scorso 17 dicembre, eguaglia il suo massimo in carriera a quota 26 punti, mettendo anche la schiacciata decisiva in tap-in a 11 secondi dalla fine che regala ai Suns la prima vittoria dopo sei sconfitte consecutive. Per Phoenix ci sono anche 21 punti di T.J. Warren e 17 con 12 rimbalzi di Deandre Ayton. Tra due delle squadre più giovani della lega, l’inesperienza stavolta sembra costare più cara ai Kings, che perdono la bellezza di 26 palloni (17 nel secondo tempo) regalando così 33 punti ai padroni di casa, e condannandosi alla quinta sconfitta nelle ultime sei. Non bastano a Sacramento i 24 punti di De’Aaron Fox e i 20 di un redivivo Ben McLemore.