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NBA, Kyrie Irving dice tutto: LeBron, Boston, i media e il video virale con Durant

NBA

La stella dei Boston Celtics ha rivelato il motivo per cui ha chiamato LeBron James, è tornato a parlare della stagione difficile della sua squadra e del ruolo dei media nello "spaccare" gli spogliatoi. Un'evenienza con cui si è subito trovato a fare i conti, commentando un video diventato virale di lui che parla con il futuro free agent Kevin Durant

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Ormai siamo arrivati al punto in cui ogni cosa che fa Kyrie Irving diventa notizia. Che sia un’intervista o un video “rubato” di lui che parla con Kevin Durant, poco importa: la stella dei Boston Celtics, free agent a fine stagione, è uno dei personaggi più seguiti di questo 2018-19, visto che dalle sue decisioni dipenderanno diversi destini della NBA. Nel weekend dell’All-Star Game Irving ha fatto notizia con un’intervista esclusiva rilasciata a ESPN in cui ha parlato con toni molto forti di diversi argomenti, a partire dalla sua telefonata a LeBron James fino alla stagione altalenante dei Boston Celtics passando il ruolo dei media negli spogliatoi. Andando con ordine, ecco come ha risposto alla domanda sulla chiamata al suo ex compagno a Cleveland: “Ci vuole un individuo molto, molto forte per ripercorrere tutte le esperienze che uno ha avuto. C’era tanta rabbia accumulata che, non affrontandola viso a viso, è stata lasciata crescere sempre di più. Fino ad arrivare alla combustione. Una volta che è traboccata tutta… ti ritrovi a pensare: ‘Non avrei dovuto trattarla nel modo in cui l’ho fatto, non avrei dovuto affrontarla in quella maniera’. Badate bene: non ho alcun rimpianto per la decisione che ho preso e il percorso individuale che ho voluto e che prevedo per la mia carriera. Ma volevo solamente… scusarmi. Perché era un passo che dovevo fare per andare avanti nella mia vita”.

La situazione dei Celtics: “Bisogna avere maturità e professionalità”

Irving ha anche affrontato di petto la situazione dei suoi Boston Celtics, come ha sempre fatto nel corso di questa stagione: “È stato un anno difficile per noi. Ci sono delle aspettative da mantenere a livello individuale, ma come squadra ci siamo ritrovati a gestire molto più talento. Non abbiamo solamente riempito dei buchi qua e la: abbiamo riempito quei buchi con grandi giocatori. Abbiamo un gruppo di giovani nello spogliatoio che sentono di poter fare molto di più di quello che stanno facendo. E va bene, ma c’è un senso di maturità e professionalità che bisogna avere e che va mostrato ogni singolo giorno, che poi è quello che fanno i più grandi del gioco”. Irving è poi passato a fare nomi e cognomi di chi secondo lui è al centro di questo discorso: “Io inizialmente non giocavo i minuti che volevo. Ho 26 anni, sono all’inizio degli anni migliori della mia carriera, perché dovrei aspettare chicchessia? Terry Rozier ha giocato nei playoff e ha fatto estremamente bene. Quest’anno è nata una naturale competizione tra me e lui. Così stanno le cose. Nessuno lo vuole dire, ma lo farò io. Anche per gli altri [Jaylen Brown e Jayson Tatum, ndr] vale la stessa cosa: è parte della loro crescita. Quando hai in testa la vittoria, bisogna bisogna fare quello che serve, capendo i tuoi compagni di squadra”. E infine: “È cambiato molto dall’inizio della stagione, ma in generale io voglio vincere e mi dedicherò ogni giorno per riuscirci: se devo trascinare qualcun altro con me per riuscirci, è quello che farò”.

Irving: “I media possono spaccare gli spogliatoi”

Il numero 11 dei Celtics ha anche parlato delle difficoltà di diventare un leader (“Quello che ho capito sul diventare un leader è che non bisogna provare in tutti i modi a esserlo. Basta fare tutto quello che serve per mettersi nelle condizioni di diventarlo: solo così riesco a essere la miglior versione di me stesso”), ma le parole più interessanti le ha riservate alla situazione della sua free agency e del ruolo che hanno i media in esso. “I rumors non si fermeranno mai. E onestamente sono solo una distrazione” ha detto. “Molte cose che vengono dette fuori o che diventano un titolo finiscono per entrare negli spogliatoi. I media hanno rotto degli spogliatoi in passato, è già successo. Può capitare che dici qualcosa che viene interpretato male, e invece di affrontarlo faccia a faccia con una persona lo leggi dallo schermo del tuo smartphone perché ti viene riferito. Poi ti tieni tutto dentro nel corso della stagione, ma finisce per riemergere ancora. […] Alla resa dei conti, è prosciugante a livello di energie”. 

Il video virale con Kevin Durant: "Lo fate solo per i click"

Neanche a farlo apposta, poche ore dopo il primo passaggio in tv della sua intervista è emerso un video girato nei corridoi dello Spectrum Center di Charlotte in cui parla animatamente con Kevin Durant, suo grande amico ma — soprattutto — free agent come lui a fine anno (oltre che nemico dei media). E le speculazioni su loro due insieme ai New York Knicks sono diventate ormai incessanti, tanto da portare qualcuno a cercare di leggere dei messaggi in vista di luglio in quella conversazione. E la cosa non ha fatto per niente piacere a Irving, a cui a Boston è stato chiesto se intendesse gettare acqua sul fuoco dopo quello che era emerso: “Gettare acqua sul fuoco? È un essere umano che parla con uno dei suoi migliori amici. Siete fuori di testa”. Avrebbe potuto anche solo fermarsi lì, ma evidentemente Irving aveva diversi sassolini da togliersi proprio su questo argomento, come anticipato nell’intervista con ESPN. “Questo è il tipo di cose che rende questa lega poco divertente. Non aiuta nessuno promuovere questo tipo di stron…e. È pazzesco. Ma immagino che sia quello che volete, giusto?” ha continuato riferendosi ai giornalisti. “Quella è la mia vita, sono due persone che parlano. Se questo fosse il mondo reale, importerebbe a qualcuno? Eppure tutti cercando di capire di cosa stiamo parlando, di farsi un’opinione. Ma perché dovrebbe importarmene? Perché dovrebbe avere un impatto sulla mia vita? Perché mi state facendo questo tipo di domande, sul gettare acqua sul fuoco? Per che cosa? Davvero non capisco. […] Un video in cui io e un mio amico parliamo diventa improvvisamente un incontro per la free agency? Capite quanto è folle tutto questo? E quanto è folle che debba pure risponderne? Questo è ciò che mi fa distaccare da tutta questa m…a. Siamo seri. Lo fate per i like e per i click. Tutti lo fanno. Tutti vogliono sentirmi dire queste cose. Tutti vogliono sentire un atleta che dice cose del genere. Ma un video? Da spegnere sul nascere? Non ha alcun senso. Non è la vita vera”.