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NBA Summer League, due gare da incubo per R.J. Barrett, ma i Knicks non sono preoccupati

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Dopo il 4/18 al tiro all’esordio contro New Orleans, la terza scelta assoluta è andata in difficoltà anche contro Phoenix, chiudendo con solo 8 punti, 3/15 dal campo e 8 palle perse. I Knicks però mantengono la fiducia: "Sta capendo come funzionano le cose, non siamo preoccupati"

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La Summer League di Las Vegas rappresenta la prima occasione per vedere i giocatori scelti al Draft con le loro nuove maglie. Con Zion Williamson subito fuori dai giochi dopo un solo tempo e Ja Morant che non scenderà in campo, le attenzioni di tutti si sono inevitabilmente spostate sulla terza scelta assoluta all’ultimo Draft, R.J. Barrett. E i risultati sono stati a dir poco scoraggianti fino a questo momento: il canadese dei New York Knicks ha deluso all’esordio contro i Pelicans chiudendo con 4/18 al tiro per 10 punti, segnando solo una delle otto conclusioni da tre punti tentate. Ancora peggio è andata ieri notte nella seconda partita contro Phoenix, cominciata convertendo uno spettacolare alley-oop alla prima azione offensiva della gara, ma conclusa con un altro pessimo 3/15 dal campo (1/8 da tre) e soprattutto 8 palle perse a fronte di un solo assist. Barrett è sembrato in difficoltà nel creare attacco dal palleggio, venendo più volte derubato del pallone quando avanzava in uno contro uno, e ha sbagliato tutte le conclusioni piedi-per-terra (alcune completamente smarcate) costruite per lui dai compagni, tra cui anche due giovani come Mitchell Robinson e Kevin Knox su cui i Knicks contano per il presente e per il futuro.

Le prime critiche a R.J.: "Non ha lavorato sul suo gioco"

Ancora peggio è il fatto che queste prestazioni sono arrivate davanti agli occhi del suo allenatore David Fizdale, dell’intera dirigenza dei Knicks e soprattutto del proprietario James Dolan sugli spalti. Per carità, la Summer League serve proprio per fare i conti con questi “growing pains”, ma la scarsa attitudine a passare il pallone ai compagni e la difficoltà nell’attaccare dal palleggio anche in un contesto con pochi giocatori NBA davanti a sé hanno fatto sollevare qualche dubbio. "C’è molto che non sappiamo di R.J. Barrett, ma una cosa la sappiamo” ha scritto l’allenatore/giornalista David Thorpe su Twitter. “Non ha lavorato sul suo gioco e non ha imparato come si gioca. Non è insolito per le scelte altissime al Draft: sono stati occupati nel fare apparizioni in giro. Le scelte più basse e gli altri invece hanno lavorato duro".

Il rivale in casa: l'esplosione di Ignas Brazdeikis

A rendere ancora più difficile la situazione di Barrett c’è invece l’esplosione del connazionale Ignas Brazdeikis, che nella partita contro Phoenix ha chiuso con 30 punti e 8 rimbalzi e si è segnalato come la nota più lieta della partita per i Knicks, oscurando il più famoso compagno. Scelto alla 47 dell’ultimo Draft spendendo un milione di dollari per salire dalla 55, l’ala ha mostrato tutto il suo repertorio sia attaccando il ferro che colpendo da fuori, dando l’impressione di poter essere un giocatore NBA in futuro e mostrando anche una personalità fuori dal comune, esultando dopo i canestri più pesanti anche in un contesto che non conta nulla come la Summer League. “Ogni volta che scendo in campo penso di essere il miglior giocatore” ha detto con un po’ di spavalderia. “La mia fiducia non vacilla mai, sono sempre aggressivo indipendentemente da dove mi trovo”. Un atteggiamento che servirebbe anche a Barrett, che dopo la partita contro Phoenix non si è reso disponibile a parlare con i media. “È uno dei migliori giocatori che abbia mai visto, è solo una questione di tempo prima che inizi a essere se stesso e cominci a segnare” ha detto Brazdeikis sul compagno. “Non c’è davvero alcun dubbio che succederà molto presto”.

Coach Buechler: "Il tiro e il resto arriveranno"

Sulla stessa falsariga sono anche i commenti dell’allenatore dei Knicks per la Summer League, Jud Buechler. “R.J. sta capendo come funzionano le cose. C’è stata tanta pressione su di lui, specialmente nella prima partita contro Zion. Ha fatto alcune ottime cose, ha preso un po’ di rimbalzi [10 nella gara contro i Suns, l’aspetto migliore delle sue partite, ndr] e si è fatto sentire in difesa [con la stoppata su Elie Okobo a 5.8 secondi dalla fine con il punteggio in bilico, ndr]. Il tiro e tutto il resto arriverà, non ne siamo preoccupati. Gli stiamo dicendo di continuare ad essere aggressivo e tutto andrà per il meglio”. È quello che sperano anche i tifosi dei Knicks sul prospetto più importante per il futuro della franchigia.